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Martedì 22 Maggio 2018 - Aggiornato alle 23:18
RAGUSA - 20/01/2015
Economia - L’isola sfruttata dai petrolieri ma i prezzi alla pompa sono spesso esagerati

Maxi sconti alla pompa e prezzi al ribasso

La questione accise è poi alla base di una disfunzione che si riversa direttamente sugli utenti della strada Foto Corrierediragusa.it

In Sicilia si produce il 40% dei prodotti petroliferi che servono il mercato italiano ma i prezzi dei carburanti sono tra i più alti del Paese. Nelle tre grandi raffinerie del polo di Priolo e di Milazzo vengono lavorati ogni anno 40 milioni di tonnellate di greggio ma il paradosso è che il prezzo alla pompa che ogni siciliano paga è ancora più salato dell´utente della strada lombardo o ligure. L´Unione Petrolifera rispetto a questo dato rileva che ci sono distributori dove il prezzo della benzina, alla pompa, è uguale, se non minore, a quello praticato nel nord Italia. Questi distributori si trovano a Catania, a Taormina, a Giampilieri (Messina), a Siracusa, a Altofonte (Palermo), a Valderice (Trapani), a Trapani, a Motta Sant´Anastasia (Catania), a Leonforte (Enna). Un distributore del genere c´è pure a Modica, in aperta campagna, nei pressi della zona di Cava Ispica, dove in questi giorni si trova la benzina a solo un euro e 37 centesimi al litro.

Ben magra soddisfazione per chi non può, per motivi di residenza o logistici, recarsi proprio presso i distributori dove la benzina costa tanto quanto in Veneto o in Umbria, ma una occasione ghiotta per chi ha la possibilità. La polverizzazione degli impianti di distribuzione lungo strade e autostrade è alla base del´alto costo dei prodotti petroliferi nell´isola. In Sicilia, infatti, esiste il 30-40% di distributori in soprannumero, per cui ciascun titolare pratica un prezzo leggermente superiore, di qualche centesimo di euro, per potere avere un certo utile. Pesano poi i costi del trasporto. Mentre nell´Italia del nord c´è una rete autostradale che collega, tra di loro, anche i centri più piccoli, la rete stradale siciliana è limitata.

La questione accise è poi alla base di una disfunzione che si riversa direttamente sugli utenti della strada. Le raffinerie siciliane non pagano alla Regione le accise, che vanno allo Stato. Basterebbe che le accise, che ammontano a circa 15 miliardi di euro l´anno, venissero, come da Statuto dell´autonomia, pagate alla Regione siciliana, perchè i prodotti petroliferi fossero scontati di almeno lo 0,3% alla pompa.