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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1163
RAGUSA - 20/01/2015
Economia - L’isola sfruttata dai petrolieri ma i prezzi alla pompa sono spesso esagerati

Maxi sconti alla pompa e prezzi al ribasso

La questione accise è poi alla base di una disfunzione che si riversa direttamente sugli utenti della strada Foto Corrierediragusa.it

In Sicilia si produce il 40% dei prodotti petroliferi che servono il mercato italiano ma i prezzi dei carburanti sono tra i più alti del Paese. Nelle tre grandi raffinerie del polo di Priolo e di Milazzo vengono lavorati ogni anno 40 milioni di tonnellate di greggio ma il paradosso è che il prezzo alla pompa che ogni siciliano paga è ancora più salato dell´utente della strada lombardo o ligure. L´Unione Petrolifera rispetto a questo dato rileva che ci sono distributori dove il prezzo della benzina, alla pompa, è uguale, se non minore, a quello praticato nel nord Italia. Questi distributori si trovano a Catania, a Taormina, a Giampilieri (Messina), a Siracusa, a Altofonte (Palermo), a Valderice (Trapani), a Trapani, a Motta Sant´Anastasia (Catania), a Leonforte (Enna). Un distributore del genere c´è pure a Modica, in aperta campagna, nei pressi della zona di Cava Ispica, dove in questi giorni si trova la benzina a solo un euro e 37 centesimi al litro.

Ben magra soddisfazione per chi non può, per motivi di residenza o logistici, recarsi proprio presso i distributori dove la benzina costa tanto quanto in Veneto o in Umbria, ma una occasione ghiotta per chi ha la possibilità. La polverizzazione degli impianti di distribuzione lungo strade e autostrade è alla base del´alto costo dei prodotti petroliferi nell´isola. In Sicilia, infatti, esiste il 30-40% di distributori in soprannumero, per cui ciascun titolare pratica un prezzo leggermente superiore, di qualche centesimo di euro, per potere avere un certo utile. Pesano poi i costi del trasporto. Mentre nell´Italia del nord c´è una rete autostradale che collega, tra di loro, anche i centri più piccoli, la rete stradale siciliana è limitata.

La questione accise è poi alla base di una disfunzione che si riversa direttamente sugli utenti della strada. Le raffinerie siciliane non pagano alla Regione le accise, che vanno allo Stato. Basterebbe che le accise, che ammontano a circa 15 miliardi di euro l´anno, venissero, come da Statuto dell´autonomia, pagate alla Regione siciliana, perchè i prodotti petroliferi fossero scontati di almeno lo 0,3% alla pompa.


Per Gianni
22/01/2015 | 7.55.25
Giancarlo

Ciao Gianni,
capisco che per chi è al di fuori può risultare difficile da credere o da capire, ma ti posso garantire con documenti alla mano, che come ho detto prima i gestori approfittatori sono una piccolissima parte (è chiaro che in ogni categoria esistono mele marce).
Per quanto riguarda i prezzi è proprio così, le società anche se sono della stessa bandiera, possono decidere prezzi diversi anche se hanno due distributori uno di fronte all’altro, quindi figurati se non possono differenziare in base alla stagione, comprensorio o città.
Comunque io dico che prima di farsi delle idee ben precise bisognerebbe informarsi a fondo e conoscere tutte le problematiche che stanno dietro.
E con questo chiudo anche perché la disinformazione (cosa che fa molto comodo alle compagnie e petrolieri) su questo comparto è abissale e non possiamo di certo colmarla scrivendo due righe.
Un saluto a Gianni e a tutti i lettori.


PER GIANCARLO
21/01/2015 | 18.27.49
Gianni

Beh, direi che un po´ di cartello-approfitto i gestori lo fate... Non si spiegherebbe perchè nella fascia costiera (soooopratutto d´estate) i prezzi sono superiori degli altri posti... vi obbligano le compagnie? Se così fosse, le compagnie stanno obbligando i gestori Sciclitani a vendere il carburante più di tutti gli altri Comuni del comprensorio Ragusano??


Non tutto è così
21/01/2015 | 8.32.26
Giancarlo

Buongiorno a tutti,
scusate ma mi permetto di dissentire a proposito della frase «per cui ciascun titolare pratica un prezzo leggermente superiore, di qualche centesimo di euro, per potere avere un certo utile» andrebbe quanto meno scritto «alcuni titolari».
Credo che non sia corretto descrivere questi «titolari o gestori» come il classico mostro in attesa del povero utente indifeso per poterlo fregare.
Credo piuttosto che chi scrive non conosca per niente i problemi di questa categoria che ormai lavora con margini da fame nelle mani delle compagnie petrolifere che impongono le loro regole indisturbate, tra cui prezzi da praticare.
Vi preoccupate (giustamente) tutti i giorni di operai o dipendenti che perdono il lavoro, ma nessuno si preoccupa o scrive se un gestore chiude e rimane senza lavoro, anzi un «mostro in meno.»
Cordialmente
Un saluto a tutti