Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 1013
RAGUSA - 15/01/2015
Economia - L’analisi dell’Ordine dei Commercialisti per il territorio ibleo

I clienti non pagano, crescono "sofferenze" banche

Il presidente Daniele Manenti sottolinea come «le banche, al fine di ridurre l’impatto delle perdite attese sui prestiti deteriorati, sono state obbligate ad accantonare in questi anni gran parte degli utili realizzati Foto Corrierediragusa.it

I crediti vantati dalle banche aumentano. Le cosiddette «sofferenze lorde» (crediti delle banche con elevata probabilità di perdita) testimoniano le difficoltà di famiglie e aziende nell´onorare i propri debiti strozzati dalla crisi. Non si tratta di grandi somme, la media si attesta sui 120 mila euro ma riguarda tutto il tessuto produttivo e la domanda interna. Anche Ragusa soffre e secondo i dati forniti dall´Ordine dei Commercialisti non c´è da stare tranquilli. Dice il presidente Daniele Manenti (nella foto): "Nel territorio ibleo le sofferenze lorde a giugno 2014 ammontavano a 825 milioni di euro con un incremento rispetto al 30 giugno 2009 del 222,4%. Tutto ciò rispetto a un comparto produttivo che, a settembre 2013, conta 30.193 aziende così distribuite: 9.221 in agricoltura (30,5%); 2.241 nell’industria (7,4%); 3.824 nelle costruzioni (12,7%); 14.182 nei servizi (47%); 725 altro (2,4%). Tra il settembre 2012 e il settembre 2013 il sistema Ragusa ha perso 540 aziende, e i settori maggiormente interessati da tale riduzione sono stati l’agricoltura e il settore delle costruzioni con una diminuzione rispettivamente di 457 aziende e di 81 aziende».

Manenti sottolinea come «le banche, al fine di ridurre l’impatto delle perdite attese sui prestiti deteriorati, sono state obbligate ad accantonare in questi anni gran parte degli utili realizzati, e a rivedere le proprie politiche di affidamento. Le imprese dal canto loro hanno continuato a chiedere un «finanziamento per la sopravvivenza» piuttosto che un «finanziamento per la crescita». La mancanza di una domanda di investimenti è certamente uno dei motivi che ha spinto le banche a ridurre la disponibilità di credito». La soluzione della crisi creditizia, per l’Ordine dei dottori commercialisti dell’area iblea, deve avvenire anche dal lato delle imprese le quali dovrebbero cominciare a promuovere miglioramenti sostanziali sotto diversi profili: trasparenza di bilancio, gestione della finanza, crescita dimensionale e apertura del capitale, riduzione della dipendenza dal canale bancario.