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RAGUSA - 28/11/2014
Economia - Si sono dati appuntamento davanti l’ospedale «Giovanni Paolo II»

Mille edili da tutta la Sicilia a Ragusa per le incompiute

E’ stata una protesta per chiedere investimenti in infrastrutture Foto Corrierediragusa.it

Oltre mille edili provenienti da tutta la Sicilia si sono dati appuntamento davanti l’ospedale «Giovanni Paolo II», una delle tante «incompiute» dell’isola, per la manifestazione regionale organizzata da Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil nell’ambito della giornata di mobilitazione della categoria. E´ stata una protesta per chiedere investimenti in infrastrutture e un piano per la messa insicurezza del territorio e del patrimonio edilizio e per sollecitare lo sblocco di opere per cui sono disponibili in Sicilia oltre 7 miliardi. I sindacati denunciano la perdita di 800 mila posti di lavoro su scala nazionale, 80 mila dei quali negli ultimi 6 anni in Sicilia, e il calo del 47% degli investimenti pubblici. Propongono provvedimenti in grado di rilanciare la buona occupazione per rispondere ai bisogni del paese, avvicinando la Sicilia al resto d’Italia. «Servono una migliore regolazione del mercato – sostengono Feneal, Filca e Fillea- con norme sugli appalti improntate alla trasparenza e alla qualificazione delle imprese. Ma anche il rafforzamento dei controlli per contrastare l’illegalità diffusa e ammortizzatori sociali in grado di rispondere ad un settore discontinuo.

Inoltre pensioni tarate su questa particolare tipologia di lavoro e un tfr non tassato di quanto non lo sia oggi. «Si tratta- ha detto Franco Tarantino, segretario della Fillea Cgil regionale aprendo il comizio- di cambiare verso sia alla Legge di Stabilità che al Jobs Act poiché è divenuto urgente un intervento massiccio di incentivi per stimolare la spesa privata e per avviare le opere già finanziate, molte delle quali bloccate dal patto di stabilità. In Sicilia è possibile spendere 7,2 miliardi di euro per strade, ferrovie, porti, depuratori, e centinaia di piccole opere- ha aggiunto- che potrebbero dare risposte occupazionali agli 80.000 disoccupati dell’isola».

Santino Barbera, segretario regionale della Filca Cisl ha sostenuto che « è necessario cambiare la legge sugli appalti , perché il massimo ribasso ha creato deregulation, mancato rispetto della sicurezza ed una crescita spropositata del lavoro nero, già oggi oltre il 50%. Per cui è necessario intervenire sul sistema dei controlli- ha sottolineato- vero vulnus in Sicilia e causa di una evasione fiscale attestata intorno al 35 per cento».