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RAGUSA - 27/10/2014
Economia - Il "dragone cinese" muove i suoi artigli sull’economia siciliana

"Chinatown" è qui! Commercio sempre più "giallo"

I flussi di denaro dalla Cina sono consistenti Foto Corrierediragusa.it

Il "dragone cinese" muove i suoi artigli sull´economia siciliana. Non sono solo i dati a parlare chiaro ma il fenomeno della presenza cinese nelle nostre città è visibile a tutti e risulta in molti casi pervasiva. Prima erano solo piccoli negozi di elettronica e giocattoli oggi sono veri e propri centri commerciali ed ipermercati dove si può trovare di tutto con costi accessibili ed una cortesia tutta orientale che non dispiace al consumatore. I cinesi, dicono alcuni imprenditori, sono i migliori pagatori; contrattano ma pagano e non tradiscono mai. Negli ultimi mesi a Ragusa come a Modica, per non parlare delle grandi città metropolitane, si sono insediati nelle zone nevralgiche del commercio, scegliendo per bene le location che per gli esperti di marketing è il primo fattore di successo commerciale. Il fenomeno "cinese" non si limita solo ai locali commerciali ma riguarda anche immobili, talvolta anche di pregio. In Sicilia l´offerta immobiliare è alta ed i prezzi sono scesi ed anche questo è un fattore attraente per gruppi e singoli imprenditori cinesi che hanno messo già le mani su palazzi ed appartamenti di pregio.

I flussi di denaro dalla Cina sono consistenti e favoriscono acquisti e avvio di attività commerciali proprio in un periodo in cui la stagnazione dell´economia locale è un dato di fatto. I rapporti di forza tra l´export italiano in Cina, poco più di 9 miliardi di euro e l´import cinese in Italia, 22 miliardi, la dice lunga sui rapporti di forza tra i due paesi. Non ci si può dunque meravigliare che la Cina non solo è più vicina ma è già qui da noi. Ai consumatori toccano le scelte tra prodotti spesso di media-bassa qualità e a basso costo e quelli made in Italy che hanno, o dovrebbero avere, una garanzia di maggior qualità. Le leggi dell´economia parlano chiaro ed in un mondo globalizzato è inutile ed anche controproducente pensare di ergere barriere e steccati, semmai bisogna pensare a controlli e garanzie per tutti, rivenditori e consumatori. La sfida del mercato, come insegnano i grandi gruppi industriali italiani, si vince sulla qualità non protestando per qualche centro commerciale in più.