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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 781
RAGUSA - 02/09/2014
Economia - I dati dell’Istat

Sicilia perde 37 mila posti di lavoro

Il tasso di occupazione è calato dal 39,8 al 39 per cento e la disoccupazione è salita di un punto, da 21,6 a 22,5 Foto Corrierediragusa.it

La Sicilia aspetta le opere dello "Sblocca Italia" ma intanto perde 37 mila posti di lavoro. Il dato è ancora più negativo delle previsioni che nell´arco del biennio 2014-2015 calcolavano in 27 mila i posti perduti. La tendenza, come preannuncia l´Istat, viene confermata e non ci sarà nessun miglioramento. Il tasso di occupazione è calato dal 39,8 al 39 per cento e la disoccupazione è salita di un punto, da 21,6 a 22,5. I disoccupati sono passati da 368 mila a 378 mila con punte del 53,8 per cento per la fascia dai 15 ai 24 anni. Tiene l´edilizia dove si registrano 4 mila occupati in più ma è un disastro in agricoltura, -8 mila, e manifatturiero, -4 mila. Il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro ha lanciato un appello al governo regionale per intervenga "subito dando all’isola un progetto di sviluppo e garantendo al contempo le tutele sociali. Vorremmo che nei prossimi mesi si discutesse solo di questo di azioni immediate ed esigibili che segnino un’inversione di tendenza. I dati Istat - sottolinea - sono lo specchio della situazione reale di fronte alla quale il teatrino della politica cui assistiamo da mesi è ridicolo.

Senza entrare nel merito degli assetti di governo riteniamo che sia dovere del Presidente della regione e del governo una piena assunzione di responsabilità, rispetto ai fallimenti, alle mancate riforme a un’azione che risulta complessivamente inadeguata, e assieme la ricerca delle soluzioni che possano dare efficacia, autorevolezza e immediatezza all’azione politica.

La situazione è drammatica e di fronte a essa l’immobilismo dell’azione di governo è inaccettabile. La politica assuma come dato fondamentale che non c’è più tempo da perdere e si assuma tutta la responsabilità del mandato che è chiamata ad assolvere. Si confronti con le parti sociali su un progetto di sviluppo e metta nel conto anche il fatto che non si potrà fare a meno di destinare risorse regionali agli ammortizzatori sociali in deroga, garantendo le tutele anche in quei segmenti del terziario che sono attualmente esclusi».