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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1133
RAGUSA - 31/08/2014
Economia - L’analisi del presidente dell’Ordine dei Commercialisti, Daniele Manenti

Imprese iblee troppo piccole e sole

E’ il caso, per limitarsi al territorio ibleo, delle aziende operanti nel comparto ortofrutticolo che devono uscire dalla loro dimensione localistica o solo nazionale per allargare gli orizzonti Foto Corrierediragusa.it

Fine del "nanismo" e più internazionalizzazione. L´Ordine dei commercialisti dà la sua ricetta alle aziende presenti sul territorio per uscire dalla crisi, riorganizzare le imprese e creare nuovi spazi di mercato. L´ analisi di Daniele Manenti (foto), presidente dell´Ordine, parte dalla constatazione che il mercato oggi richiede una "taglia" più grande alle aziende per abbattere i costi,per rendere più efficienti le strutture, per migliorare la commercializzazione del prodotto. Dice il presidente Manenti: "Alcuni economisti stimano che un’azienda di 250 dipendenti crea in un’ora di lavoro tre volte più prodotto e più reddito (anche per gli operai) rispetto a un’azienda di soli dieci. Eppure da noi si incentivano ancora le imprese a restare nane offrendo contratti di lavoro meno blindati solo a chi assume non oltre 15 persone: così il lavoro diventa meno efficace, i prodotti meno competitivi e vendibili a prezzi bassi, dunque il fatturato cala, i compensi anche, crolla la domanda interna e non basteranno certo 80 euro a rianimarla. Le nostre piccole e medie imprese non riescono né a crescere né ad allearsi. In un contesto sempre più globalizzato, più competitivo, la dimensione delle aziende diventa una variabile strategica per poter entrare in nuovi mercati, perché soltanto attraverso nuove competenze, nuove conoscenze, attraverso l’innovazione di prodotto e di processo, attraverso adeguate politiche di sviluppo del proprio modello di business è possibile superare le strette barriere del mercato domestico ricordandosi sempre che per avere successo occorre focalizzarsi sul cliente ed essere «innamorati del prodotto».

E´ il caso, per limitarsi al territorio ibleo, delle aziende operanti nel comparto ortofrutticolo che devono uscire dalla loro dimensione localistica o solo nazionale per allargare gli orizzonti. Daniele Manenti lancia un allarme a tutti gli imprenditori: "Devono comprendere che la crisi è finita e che quella che stiamo vivendo sarà la nostra realtà per i prossimi anni. Se viceversa ci ostiniamo a non capire che è necessario un cambiamento radicale, le nostre imprese hanno un destino segnato: avranno lenta agonia o morte improvvisa».


ma quale crescita...
31/08/2014 | 11.32.03
gianni

Il Sig.Manenti si pone il problema delle aziende che devono crescere, dimenticando che il vero problema in questo momento è quello di sopravvivere… la crisi non è affatto finita, perché non è cambiato assolutamente niente: l’Iva è sempre al 22percento, l’Irap è sempre lì, le tasse locali e nazionali sono sempre altissime, i carburanti sono sempre carissimi, gli adempimenti burocratici e farraginosi sono sempre in vigore…