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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:00 - Lettori online 1514
RAGUSA - 14/07/2014
Economia - In esame il periodo 2007-2013 caratterizzato dalla recessione più profonda dal dopoguerra

Come è cambiata la vita dopo la crisi? Ragusa resiste

Ragusa non compare nelle classifiche delle dieci diverse categorie nè nella lista dei migliori nè dei peggiori a conferma di una resistenza del tessuto socio-economico che ha saputo reagire agli anni della crisi non sprofondando, anzi precedendo città come Livorno, Lucca, Torino, Varese, Brescia e Ferrara Foto Corrierediragusa.it

Ragusa resiste ed è la prima tra le (ex) province siciliane ad avere resistito alla crisi. E´ il dato che emerge dall´indagine socio economica condotta da "Il Sole 24 Ore" che ha preso in esame il periodo 2007-2013 caratterizzato dalla recessione più profonda dal dopoguerra. L´indagine mira a verificare come è cambiata la vita nelle provincie italiane nel periodo preso in esame ed ha assunto dieci parametri di riferimento. Ragusa si piazza al 70mo posto su 103 provincie totalizzando 44,1 punti rispetto ad un indicatore 100 (che segnala una crisi più accentuata) e 1 (che indica una crisi meno forte). In Sicilia Ragusa precede Caltanissetta(73mo posto), Trapani (53mo), Agrigento (43), Catania (38), Palermo (36), Enna (30), Siracusa(14). Messina (8° posto) è la provincia dove la crisi si è sentita di più e riporta infatti un punteggio di 59,6. A guidare la classifica dei peggiori in Italia ci sono Viterbo al 1° posto, Latina (2°) e Novara (3°). Gli indicatori presi in esame sono le variazioni nel costo della casa, la vendita delle automobili, il taglio nella spesa per mobili ed elettrodomestici, il volume di vendita di medicinali e cosmetici, la quantità di scarti alimentari che finiscono nel cestino dei rifiuti, , i depositi in banca, il reddito pro capite, i prestiti personali, il tasso di disoccupazione ed il numero dei laureati.

Ragusa non compare nelle classifiche delle dieci diverse categorie nè nella lista dei migliori nè dei peggiori a conferma di una resistenza del tessuto socio-economico che ha saputo reagire agli anni della crisi non sprofondando, anzi precedendo città come Livorno, Lucca, Torino, Varese, Brescia e Ferrara. E´ vero tuttavia, che dove era più alta la qualità della vita più la crisi ha inciso anche se il Sud ha confermato in toto la sua debolezza soprattutto per quanto riguarda il tasso di disoccupazione ed il reddito. "L´arretramento dei consumi - scrive il Sole 24 Ore - è stato talmente forte che per proporzioni ha inciso su un cambio di mentalità: dallo spreco iperconsumista gran parte della società è passata a stringere sempre di più la cinghia e a comportamenti frugali. La recessione dei consumi ha colpito ovunque e tutti i generi"