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RAGUSA - 22/10/2013
Economia - La crisi economica vista dalla Confederazione degli artigiani

Massari (Cna): "Emuliamo inglesi e tedeschi"

Il presidente da poco riconfermato alla guida della categoria, sferza il sistema Italia e suggerisce di fare come la Germania e l’Inghilterra
Foto CorrierediRagusa.it

Le tre piaghe della Sicilia, diceva Paolo Bonacelli al «nipote» Jonny Stecchino, sono l’Etna, la siccità e il traffico. Battute autoironiche per prenderci in giro noi stessi e fare ridere tutto il mondo. Per Giuseppe Massari (foto), invece, appena riconfermato presidente provinciale della Cna, le tre piaghe dell’Italia che fanno piangere sul serio l’Italia nel mondo, sono «la burocrazia, il costo del lavoro e il cuneo fiscale, ovvero la differenza tra il lordo pagato dal datore di lavoro e il netto percepito dal lavoratore».

Analisi spietata, fatta da un imprenditore puro che si alza all’alba per guidare l’impresa e racimolare i soldi necessari a pagare i salari agli operai, senza i quali il licenziamento o la cassa integrazioni sarebbero inevitabili. «Le faccio un esempio molto semplice- dice Massari- un’azienda versa circa 4 mila euro al mese per ogni dipendente fra contributi e spese generali: il lavoratore porta a casa una busta paga di 1300/1400 euro netti. Si può ancora andare avanti così?»

Presidente Massari, analizziamo le «tre piaghe» una per una? Burocrazia.
«Il comune prima di rilasciare una licenza chiede una miriade di adempimenti. Passano mesi, anche anni, prima di poter realizzare un progetto. In Germania, in Inghilterra il tecnico del privato cittadino o dell’impresa assevera la regolarità e fa partire i lavori. L’ente pubblico effettua i controlli dopo».

E se riscontra irregolarità?
«Il tecnico viene radiato e la struttura demolita. Fare il furbo non conviene né al tecnico né alla ditta».

E in Italia come vengono controllati i furbi?
«Facendo controlli accurati. In Italia non c’è mai accordo fra gli enti: ciò che va bene per il Comune, ad esempio, non va per il Genio civile, il Catasto, la Capitaneria di Porto, la Camera di Commercio, gli uffici regionali».

Come si elimina la piaga della burocrazia?
«Con i protocolli fra gli enti, emulando il sistema inglese e tedesco. I problemi si risolverebbero, ma non fanno niente. Eppure l’eccessiva burocrazia produce costi elevati per le imprese, per le famiglie e blocco dei lavori».

Il costo del lavoro
«E’ troppo elevato, non consente di lavorare. Lo vogliono abbassare, ma solo a parole. Il tempo passa e le imprese falliscono e chiudono».

Cuneo fiscale
«La forbice tra quanto versa il datore di lavoro per contributi previdenziali e assistenziali e la retribuzione netta percepita dal lavoratore è troppo larga».

La nave affonda e non succede nulla
«Fino a quando i giovani trovano qualcosa da mangiare a casa e ricevono la paghetta dai nonni, non succede nulla. La rivoluzione i giovani la fanno, ma solo su facebook. Sul governo piovono critiche e parole online. E’ una rivoluzione verbale. Ma quando non ci sarà più niente da mangiare?»