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RAGUSA - 10/10/2013
Economia - La necessità di fare impresa d’insieme

I vantaggi dell’economia dell’aggregazione

Nel fare impresa d’insieme si rinvengono motivazioni rivolte alla sicurezza, al contenimento di costi per la produzione/lavorazione/vendita del bene-merce, alla pianificazione dell’attività, all’acquisto di beni in qualità di unico centro d’interesse

In un recente convegno tenutosi per dibattere le problematiche organizzative del fare impresa in modo organico e strutturato nella dimensione dell’economia d’insieme, le linee conclusive si possono riassumere nella constatata necessità di una consapevole convergenza così sintetizzabile: le aziende non operano in modo isolato, ma creano relazioni economiche con altre aziende. Ciò che dal dibattito è emerso afferisce alla reciproca utilità di formare aggregati aziendali, al fine di formare un insieme di attività produttive realizzate in una logica unitaria fra più imprese collegate da legami stabili e intensi, tali cioè da favorire una logica di gruppo.

Gli elementi essenziali che caratterizzano l’economia d’insieme si rinvengono sia nel fattor comune delle forze economiche, e sia delle forze non economiche, laddove la riduzione della competizione associata alla differenziazione dell’offerta e alla diversificazione dei rischi ne colora e arricchisce la complessità organizzativa. Ciò che si afferma oggi nella dimensione dell’economia senza spazio e senza tempo lo si rinviene, quindi, nella opportunità di formare aggregati inter-aziendali orientati all’esercizio di attività economiche svolte da più imprese giuridicamente distinte.

I vantaggi del fare impresa nell’insieme organizzato si rinvengono nella soddisfazione di comuni interessi, nelle motivazioni rivolte alla sicurezza, al contenimento di costi per la produzione/lavorazione/vendita del bene prodotto, alla pianificazione dell’attività, all’acquisto di beni in qualità di unico centro d’interesse, alla forza d’insieme frapposta alla veloce obsolescenza dei macchinari e impianti, alla risposta commerciale sempre attuale, incisiva e affascinante da proporre al consumatore finale.

La finalità aggregativa consente alle imprese, infine, l’acquisizione di ulteriori competenze e specializzazioni in una visione di osmosi, favorendo così una logica circolazione dei saperi. Pertanto, è necessario favorire l’affermazione di una cultura del cooperare per permettere il consolidamento e lo sviluppo delle idee imprenditoriali, la ricerca e l’innovazione aziendale, elementi essenziali per resistere e/o affermarsi nella a-territorialià che caratterizza le fondamenta dell’economia globalizzata. Tali forme di aggregazione inter-aziendale sono rinvenibili, in particolar modo:

nel contratto di rete, introdotto dall’art.3, comma quarto ter del DL 5/2009, modificato dalla Legge 33/2009. Esso consiste in una forma di particolare interesse delle piccole e medie imprese, attraverso il quale più imprenditori perseguono il fine di aumentare innovazione e competitività impegnandosi, con modalità predefinite in un comune programma di rete, a cooperare scambiandosi informazioni di natura industriale, commerciale o tecnologica ovvero esercitare, in comune, una o più attività nelle quali sono specializzati.

nel contratto di consorzio (art. 2602 cc e seguenti), attraverso il quale più imprenditori istituiscono una comune organizzazione per la disciplina o lo svolgimento di determinate fasi (produzione, acquisto, vendita, gestione piattaforma magazzino, ecc.) dei rispettivi interessi d’impresa. I consorzi, in passato, non sono stati utilizzati come forme di cooperazione tra imprenditori, bensì per consentire il formarsi di cartelli illegali, limitativi delle libera concorrenza. I consorzi di cooperazione inter-aziendale, così costituenti aggregazioni tra imprese, possono essere con attività interna ed esterna.

nei distretti produttivi, che rappresentano oggi uno dei punti strategici del sistema industriale italiano, configurandosi come sistemi produttivi locali e omogenei, laddove la concentrazione di PMI ne caratterizza l’elevata specializzazione. Il distretto produttivo aggrega aziende situate in un territorio circoscritto, dotate di specializzazione nelle fasi produttive e collegate mediante articolate reti interrelazionali a contenuto economico e sociale. Riferimenti normativi si rinvengono nella Legge 317/91 e nella Legge 140/1999.

nelle jont ventures. Questa espressione è anglosassone e con essa si indica ogni possibile accordo tra imprenditori che abbia natura associativa, e limitata durata nel tempo. La natura delle jont ventures è rivolta all’esercizio di attività economica di comune interesse dei sottoscrittori dell’accordo, soprattutto di accordi commerciali di respiro internazionale.

nelle A.T.I. / R.T.I.. Trattasi di associazioni di temporaneo raggruppamento d’insieme organizzato (Legge 584/77), e rappresentano l’accordo occasionale e specifico rivolto all’esercizio di attività economica di comune interesse dei sottoscrittori l’accordo. Attraverso l’A.T.I. ovvero il R.T.I. le imprese s’impegnano a realizzare congiuntamente opere complesse che, in quanto tali, eccedono le capacità operative di ciascuna impresa aderente, opera che per le sue caratteristiche può essere scomposta nell’esecuzione, privilegiando così il sorgere di prestazioni specialistiche ognuna delle quali viene resa dall’azienda partecipante. Siffatta forma giuridica si fonda sulla disciplina del mandato collettivo di rappresentanza, scelto in alternativa alla costituzione di una società oppure di un consorzio con attività esterna, qualificandosi, oggi, quali società di scopo.

nel G.E.I.E. – Gruppo Europeo d’Interesse Economico. Trattasi di un istituto giuridico voluto dal Legislatore comunitario, giusto Regolamento datato 25.07.1985, nr. 2137, allo scopo di facilitare la cooperazione tra operatori economici (imprenditori e professionisti) facenti parte nei paesi-membri UE. La disciplina europea stabilisce talune norme inderogabili, e lascia a ciascun paese-membro UE la parte residuale per completare la materia caratteristica dell’istituto, attraverso norme applicabili ai G.E.I.E. la cui sede ricade all’interno del territorio. In Italia, l’indirizzo giuridico è contenuto del DLgs 240/91, accostandosi alla disciplina dei consorzi di cooperazione inter-aziendale con attività esterna. E’ bene ricordare che le due caratteristiche principali e coesistenti sono: la transnazionalità e l’ausiliarietà.

* Ufficiale nella Guardia di Finanza