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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:30 - Lettori online 904
RAGUSA - 12/09/2013
Economia - Un sistema che ha modificato il modo di fare impresa e le abitudini dell’acquirente

E-Com, ovvero la rivoluzione degli acquisti telematici

L’E-commerce non soffre di gestione dei crediti (con problematiche legate alla loro esigibilità o presunta tale, di breve, media o lunga scadenza), potendo invero consentire autofinanziamento all’impresa (necessario per espandersi) mediante pronta disponibilità di denaro contante, cioè di immediato flusso di cassa in entrata

L’aspetto commerciale dell’ultimo decennio risulta caratterizzato dalla notevole diffusione delle tecnologie informatiche, che hanno influenzato in maniera significativa (e in futuro ancor di più) la vita sociale delle persone, e consentito alla imprese di diffondere i propri prodotti in maniera più veloce e prezzi competitivi, rivolgendo attenzione a una platea di clienti molto più estesa rispetto al passato. Lo scopo di questa breve riflessione afferisce al nascente rapporto imperniato sulla trilogia imprese/e-commerce/consumatori, attori di modalità di e-business sempre più adottato nelle moderne forme di compravendita di beni e/o servizi.

Nell’attuale visione del commercio il Web è percepito e utilizzato dai consumatori come un’immensa piazza virtuale dove è più semplice raccogliere informazioni per acquisti intelligenti, intrattenere una relazione con l’azienda in maniera diretta, ricevere comunicazioni mediante newsletter. Tale modalità di vendita è comunemente nota«e-commerce», ed esplica effetti differenti a seconda della tipologia occasionale o meno del cliente, nonché del prodotto offerto. Se fermiamo l’attenzione su quest’ultimo aspetto, quando si fa riferimento al concetto di e-commerce (o semplicemente e-com) ci si riferisce a quelle attività che sono dirette allo svolgimento di transazioni commerciali per via elettronica, distinguibili in:
(a) commercio elettronico indiretto: quando la cessione del bene avviene con ordine d’acquisto telematico e successiva consegna tramite i tradizionali canali commerciali (cioè con consegna fisica a domicilio del consumatore/acquirente);
(b) commercio elettronico diretto: quando all’ordine telematico di acquisto segue istantanea prestazione che consente all’acquirente la fruizione-consegna mediante download.

Da un punto di vista giuridico, il commercio elettronico è un contratto bilaterale posto in essere attraverso un’infrastruttura o postazione informatica, costituito su operazioni che coinvolgono più soggetti (imprese e consumatori) dirette allo scambio di beni (materiali) e/o prestazioni (dematerializzate), ciò a fronte del versamento di un immediato corrispettivo specifico oppure di ordine di pagamento effettuato tramite via telematica ovvero tradizionali forme di denaro. Aspetto di significativa e meritevole attenzione afferisce alla circostanza che l’e-commerce non soffre di gestione dei crediti (con problematiche legate alla loro esigibilità o presunta tale, di breve, media o lunga scadenza), potendo invero consentire autofinanziamento all’impresa (necessario per espandersi) mediante pronta disponibilità di denaro contante, cioè di immediato flusso di cassa in entrata.

A seconda dei soggetti coinvolti nella relazione elettronica, distinguiamo principalmente, per quanto qui interessa, due principali forme di commercio elettronico:
(1) Business To Business (acronimo B2B), nel quale sono coinvolte due imprese per lo scambio commerciale di beni e/o servizi;
(2) Business To Consumer (acronimo B2C), dove un soggetto è la persona fisica intesa consumatore finale.

Occorre evidenziare che la rete World Wide Web (meglio nota come Internet) è considerata vera e propria tecnologia a disposizione per la circolazione di beni, servizi e capitali e non un «media», cioè una modalità comunicazione di massa al pari di giornali, televisione. La Rete Internet è stata assimilata alle grandi scoperte che hanno caratterizzato il processo evolutivo della società, avendo imposto cambiamenti dal punto di vista socio-culturale applicabili ai contenuti tipici della società post-industriale, e modificato il modo di fare affari e relazionarsi con la clientela. Dalla lettura dei dati e report pubblicati da riviste specializzate emerge che in Italia l’e-commerce (al pari della rete pubblicitaria attiva) costituisce la nuova frontiera del commercio, e le aziende che ne hanno adottato la modalità di vendita incidono per il 6% del fatturato globale, ciò attraverso la creazione di negozio elettronico con un vero e proprio e-shop. Oggigiorno il Web è dovunque, in un pc, in uno smartphone, in un tablet, potenzialmente garanzia di successo se intorno ad esso si costruisce un marketing vincente, ove si consideri, a fortiori, che 1/3 del tempo libero gli italiani lo impiegano nella navigazione virtuale. Tutto ciò induce a prendere atto che la nostra società è sempre più proiettata verso il villaggio globale, e non prendere coscienza di tale epocale mutazione significa essere fuori dal tempo, attuale e futuro.

I mutamenti sociali letti e interpretati in anticipo dai sociologi sintetizzano l’umanità in due fondamentali categorie:
- «i nativi digitali», cioè le persone cresciute con computer, internet, telefoni cellulari, MP3, in quanto espressione di una società multischermo vocata al portale Web e annesso commercio telematico;
- «gli immigrati digitali», cioè le persone adulte che cerchiamo un manuale o abbiamo necessità di comprendere gli strumenti per inquadrare concettualmente un oggetto di studio e ad esso dedicarci.
Pertanto, atteso che la società è caratterizzata (e lo sarà sempre più) da «persone comunque digitali», risulta evidente reimpostare le strategie imprenditoriali alla luce di una «filiera corta o cortissima» che il commercio elettronico cavalva, poiché diretto a un limitato e circoscritto numero di passaggi produttivi volti a eliminare o contenere le intermediazioni, favorendo il contatto fra produttore e consumatore. Risulterà evidente che siffatta modalità telematica, oltreché agevolare il contenimento dei costi aziendali, riverbera effetti notevoli e positivi per il prezzo pagato dal cliente e relative modalità di pagamento, che si esplicano mediante carta di credito, bonifici bancari, contrassegno, PayPal e carte prepagate.

E’ bene ricordare che l’avvio di un’attività virtuale è da incastonare all’interno di una visione di programmato e strutturale contesto imprenditoriale, a nulla rilevando che per fare affari sia sufficiente costruire da sé un proprio sito Internet. L’E-Com è una studiata modalità dei processi di collocazione del prodotto finale e perciò necessitanti di visione strategica, investimenti e connessione con i processi interni ai fattori produttivi dell’impresa. La presenza nel mercato virtuale impone conoscenza, ragionata competitività, snellimento della catena dell’offerta e fattore tempo, strumentali condizioni per assecondare le tendenze sociali nel nuovo mercato delle abitudini dell’acquirente.

La creazione di uno spazio web da un lato caratterizza i meccanismi di un fattore di rete nel fare impresa, e dall’altro impone non dimenticare che la finalità ultima è la produzione di un reddito, non la creazione di una sirena commerciale o l’autospecchiarsi all’interno di un sito che nessun compratore mai visiterà. Non è affatto detto che operando in e-commerce sia possibile conseguire il successo, ma certo è che non ponendosi in alcun modo il problema di quando e come cambiare vi sarà sempre un concorrente che arriverà prima. In conclusione, gli elementi essenziali si racchiudono, quindi, nella visione strategica, programmazione, obiettivo, risultato finale e soddisfazione del cliente/acquirente, principale ragion d’essere del commercio.

* Ufficiale nella Guardia di Finanza