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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 941
RAGUSA - 12/09/2013
Economia - Un’inchiesta che fa discutere, ma gli operatori non ci stanno

Caro spesa nei supermercati della provincia iblea

Spesa nei super e ipermercati rilevata nel maggio scorso, secondo il mensile della nota associazione dei consumatori, il capoluogo ibleo è tra i più cari d’Italia Foto Corrierediragusa.it

In tempi di varie ristrettezze, non è una buona notizia: nei supermercati di Ragusa è "caro scontrino". Lo afferma un´inchiesta che Altroconsumo, nota associazione di consumatori, conduce ogni anno nei capoluoghi di provincia. Pochi giorni fa è stato pubblicato l´ultimo rapporto, dal quale emerge che in sei Super e Ipermercati alimentari di cinque catene i prezzi sono più alti della media, con un indice massimo rilevato di 123, fatto 100 l´indice medio che corrisponde a 5.400 euro per famiglia l´anno. Tradotto in cifre: la spesa media annuale di una famiglia costa a Ragusa 6.575 euro, la terza più alta nell´Isola dopo Siracusa (6.700 €) e Catania (6.630 €). Per fare un confronto, la città italiana più a buon mercato è Pistoia con 5.876 euro di sspesa media per famiglia. Non solo. Altroconsumo afferma che nel capoluogo ibleo il risparmio annuo possibile, considerando cioè la spesa nel supermercato risultato più caro e quella fatta nel negozio più conveniente, è di soli 214 euro. Ad Arezzo, per esempio, il cambio di supermercato può determinare fino a un risparmio di 1.427 euro l´anno.

I dati su Ragusa sono contestati da chi opera dietro i banconi dei prodotti. Secondo Giovanni Calabrese, presidente di Conad Sicilia, una delle catene leader del settore sul territorio, "queste rilevazioni sono strane. Forse al Nord vi sono prodotti che hanno prezzi al pubblico inferiori di qualche centesimo, ma considerando che da noi gli affitti dei locali commerciali sono più bassi, oltre all´attenzione sui costi di gestione e le continue promozioni, la forbice che registra Altroconsumo francamente non la vedo. Anzi, in alcuni casi i prezzi finali sono inferiori a due-tre anni fa".

Calabrese, forse è anche un problema geografico se Aosta e Ragusa, agli antipodi in Italia, sono fra le città più care in assoluto?

"I trasporti incidono. Però faccio un esempio: noi vendiamo un´ottima acqua minerale prodotta in Umbria a 1,50 euro la confezione (6 bottiglie da 2 litri), perché il nostro consorzio si è fatto carico proprio delle spese di trasporto. Quindi anche lì alcuni stereotipi non reggono più".

Se la catena puntasse sui prodotti locali, i cosiddetti "km0", si otterrebbero maggiori risparmi per i consumatori?

"Non c´è dubbio. Infatti, Conad favorisce i produttori locali. Ma non sempre è possibile lavorare con i fornitori locali, soprattutto se questi ultimi non riescono a garantire qualità e quantità della merce secondo gli standard della Grande distribuzione organizzata".

L´inchiesta, precisa Altroconsumo, è stata condotta da "decine di rilevatori che hanno raccolto i prezzi delle più svariate categorie di prodotti, per un totale di 105 tipologie che nell´insieme rappresentano, secondo l´indagine Istat sull´inflazione, la spesa comunemente acquistata dalle famiglie italiane, tenendo conto della frequenza di acquisto nell´arco di un anno. In totale, a maggio sono stati visitati 907 punti vendita, distribuiti in 68 città italiane. Tra tutte le tipologie selezionate sono stati privilegiati i prezzi dei prodotti più acquistati, stessa marca e freschi (quasi 500 articoli), identici in tutti i supermercati e quindi confrontabili".


caro spesa
13/09/2013 | 7.42.13
Salvo

Buongiorno, da 7 anni vivo nell interland milanese ed è un dato di fatto che fare la spesa nei supermercati qui costa meno che in provincia di Ragusa,senza tanti calcoli complicati prodotti dello stesso marchio e qualità li ho trovato anche più di 0,50 di differenza.
Salvo
S. Croce Camerina