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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 576
RAGUSA - 05/08/2013
Economia - L’analisi del presidente dell’Ordine dei Commercialisti

Imprese iblee troppo piccole, non si cresce

I principali fattori strutturali che riducono la competitività delle nostre imprese sono l’insufficiente dimensione, la non corretta dalla capacità di fare rete, la riduzione di risorse finanziarie Foto Corrierediragusa.it

Mentalità, dimensioni e mercato troppo ristretti. Ecco perchè non crescono le piccole e medie imprese iblee. I casi di successo si contano sulle dita di una mano ma il panorama generale fa riflettere. Per Daniele Manenti (nella foto), presidente dell´Ordine dei Commercialisti, l´analisi parte da un presupposto: "E´ vero che la crisi ha complicato la vita delle imprese ma occorre comprendere che la criticità è stata determinata anche dalla loro dimensione, con tutte le conseguenze, in termini di maggiore costo del finanziamento bancario, di difficoltà di accesso a forme alternative di finanziamento, di ridotta propensione all’export e di limitata capacità di investimento".

Le imprese iblee sono troppo piccole, spesso familiari con modelli organizzativi interni che fanno riferimento solo ad una sola persona. Non c´è dunque sistema, apertura, e men che meno sinergie che si sviluppano con imprese del territorio o anche esterne. L´internazionalizzazione, dunque, è una parola buona per i convegni o per le relazioni ma resta una parola vuota di significato quando si passa al posizionamento sul mercato. Per Daniele Manenti: "I principali fattori strutturali che riducono la competitività delle nostre imprese sono l´insufficiente dimensione, la non corretta dalla capacità di fare rete, la riduzione di risorse finanziarie, pubbliche e private, necessarie per gli investimenti, la scarsa capacità innovativa, legata ad ambienti poco collaborativi e complessivamente sfavorevoli all’innovazione, la scarsa diffusione della cultura di impresa».

Un vizio tutto meridionale che dell´individualismo paga le conseguenze mentre il mondo è sempre più globalizzato e fa sistema. Servono competenze, risorse ma soprattutto un approccio diverso, aperto, collaborativo. Dice il presidente dell´Ordine dei Commercialisti: "I nostri imprenditori assumano piena consapevolezza che per sopravvivere occorre cambiare la propria prospettiva di fare impresa. Ma occorre anche dire che bisogna accrescere anche la competitività del sistema Paese. Bisogna, in altri termini, avviare le riforme per cambiare l’Italia e non lamentarci dei vincoli europei. La competitività del sistema Paese si costruisce con una seria politica riformista».


05/08/2013 | 14.16.11
Ignazio Giurdanella

Il problema non è dimensionale! Sono sempre dell´idea che il "piccolo è bello", la crescita deve essere soprattutto qualitativa!