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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 808
RAGUSA - 10/07/2013
Economia - Tempi biblici per la liquidazione delle fatture

Imprese ragusane "cattive pagatrici"

La classifica della puntualità a livello regionale vede al primo posto Enna con il 41,7% di imprese puntuali, seguita da Trapani (38,6%) e al terzo posto, Ragusa e Siracusa (37,9%) e ancora Palermo (33,6%), Agrigento (33,1%), Catania e Caltanissetta (33%). In ultima posizione Messina, dove le imprese puntuali sono appena il 31,8% (14,1 punti al di sotto della media italiana) Foto Corrierediragusa.it

Le imprese ragusane pagano in ritardo. Negli ultimi tre anni infatti le imprese operanti in provincia hanno raddoppiato i tempi di pagamento per fatture superiori a 30 giorni passando dal 7 per cento al 14,3% attuale. E´ l´altra faccia della crisi, e forse la più vera, anche se ad onor del vero lo studio dei pagamenti realizzato da Cribis D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nelle business information, che ha analizzato i comportamenti di pagamento delle imprese siciliane, colloca ad un onorevole terzo posto in Sicilia la provincia iblea. Nel primo trimestre di quest´anno, infatti, il 37,9% delle imprese ragusane ha pagato alla scadenza le fatture ai propri fornitori, mentre il 47,8% ha saldato con un ritardo fino a 30 giorni oltre il termine e il 14,3% con un ritardo superiore ai 30 giorni. Il dato pur soddisfacente a livello regionale colloca Ragusa al di sotto della media nazionale con il 45,9% di imprese puntuali, 11,1% di ritardi oltre i 30 giorni.

La classifica della puntualità a livello regionale vede al primo posto Enna con il 41,7% di imprese puntuali, seguita da Trapani (38,6%) e al terzo posto, Ragusa e Siracusa (37,9%) e ancora Palermo (33,6%), Agrigento (33,1%), Catania e Caltanissetta (33%). In ultima posizione Messina, dove le imprese puntuali sono appena il 31,8% (14,1 punti al di sotto della media italiana).

Nella media regionale il 34,5% delle imprese della Sicilia risulta puntuale, mentre il 46,8% ha saldato le fatture con un ritardo fino a 30 giorni dai termini concordati e il 18,7% oltre i 30 giorni. Dall’analisi del trend si osserva che, nonostante un miglioramento dei pagamenti puntuali in regione rispetto al 2010, nello stesso periodo di osservazione i ritardi superiori ai 30 giorni sono aumentati addirittura del 78%. E´ lo specchio della crisi he registra in Sicilia la perdita di 38mila posti di lavoro, il calo del 2,7 del Pil e certifica che un giovane su 2 è disoccupato. I dati sulla disoccupazione sono allarmanti, in quanto mentre a livello nazionale in questi cinque anni si sono persi complessivamente 500.000 posti, di questi circa 131.000 sono andati perduti in Sicilia. L´analisi del presidente dei Dottori commercialisti della provincia Daniele Manenti è impietosa: "Le imprese del nostro territorio stanno attraversando un momento difficile e complicato. Il ricorso alla Cassa integrazione è aumentato in maniera rilevante rispetto agli anni precedenti e la competitività delle nostre aziende si è complessivamente ridotta. Riduzioni significative del fatturato hanno provocato altrettante significative diminuzioni del patrimonio delle aziende per effetto delle perdite registrate in questi anni. Altro settore fortemente in crisi nella nostra provincia è quello immobiliare perchè il numero delle compravendite nell’ultimo anno ed i prezzi delle case ne hanno risentito con una riduzione al netto dell’inflazione del 6,2%. Il mercato immobiliare risulta penalizzato oltre che dalla restrizione del credito, anche dall’ulteriore inasprimento del carico fiscale derivante dall’Imu.