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RAGUSA - 02/10/2011
Economia - L’ accorato intervento del presidente di Confindustria Sicilia a Donnafugata

Lo Bello: "Sicilia a rischio fallimento senza una mossa forte"

Cinque punti da fare subito neel programma degli industriali, a cominciare dalla patrimoniale
Foto CorrierediRagusa.it

Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, (nella foto) ha lanciato l’appello alla classe politica siciliana dal castello di Donnafugata. Gli industriali siciliani si sono infatti riuniti nel maniero ibleo e Lo Bello ha ripreso i temi rilanciati in questi giorni da Emma Marcegaglia e Diego Della Valle sul tema della crisi e dell’emergenza economica.

Ha detto Ivan Lo Bello: «Confindustria non ha mai recitato un ruolo politico ma continua a perseguire gli interessi delle imprese associate che fanno il paio con quelli del Paese. Il momento è più che drammatico, lo scenario altamente complesso, il rischio di recessione tangibile. Si sono messi in campo, cinque punti chiari, taluni anche non tradizionali, superando tabù del passato, come la patrimoniale sui patrimoni superiori al milione e mezzo. Il tema non è se Confindustria faccia politica. È dovere delle parti sociali intervenire, affinché il governo si decida, in tempi ormai brucianti, ad adottare gli opportuni provvedimenti, perché la recessione è dietro l´angolo».

Per evitare il baratro, il fallimento del sistema, rischio ancora più grave in Sicilia, gli industriali hanno una ricetta che si condensa in cinque punti: La patrimoniale, da 6 miliardi di euro annui, chiesta dagli stessi imprenditori, non per risanare il deficit statale, ma per abbattere la spropositata pressione fiscale: «Bisogna abbandonare la cultura delle rendite, riaffermando la cultura dell´impresa e del rischio. Bisogna pensare a politiche di sviluppo e non di clientelismo e assistenzialismo. E questo è ancora più vero in Sicilia. Urge anche disboscare a ogni livello privilegi e sprechi, anche perché nel 2012, così andando avanti, verranno automaticamente meno le agevolazioni che in atto abbassano, si fa per dire, la pressione fiscale».

Confindustria chiede anche riforme fiscali e previdenziali: «Si sta innescando una bomba sociale enorme. Ma è anche un elemento di equità sociale. Non si può più pensare a gente che va in pensione a 50 anni. Nè un´eta pensionabile di almeno 65 anni condiziona il turn-over e la produttività: lo dimostra la Germania». Riguardo alle specifiche problematiche dell´isola, Lo Bello ha chiesto semplicemente che «si consenta alle aziende di fare il proprio... mestiere, visto che qui, più che altrove, la pubblica amministrazione e le sue articolazioni impediscono di fare impresa».

Silvio Ontario, presidente dei giovani industriali siciliani, Silvio Ontario, ha centrato da parte sua il problema con un paio di battute «Le imprese, anziché innovare o diversificare, devono combattere la burocrazia. Vogliamo normalità! Ci sarà un perché se un giovane su tre di 36 anni in Sicilia non lavora, anzi non fa niente?»


UNA SOLUZIONE DRASTICA
02/10/2011 | 21.15.53
ARISTARK

Soluzione elementare: una bomba ad alto potenziale su Palazzo dei Normanni e Palazzo d´Orleans (ma quando c´è il plenum!).