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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 415
RAGUSA - 08/08/2011
Economia - I dati della Camera di Commercio relativi ai primi sei mesi di quest’anno

Imprese crescono, ma non reggono impatto col mercato

Per il direttore della Camera di Commmercio, Carmelo Arezzo, bisogna creare reti di impresa per essere competitivi
Foto CorrierediRagusa.it

Crescono le imprese in provincia ma non è tutto oro quello che luccica. Secondo l’ultima rilevazione della Camera di Commercio nei primi sei mesi di quest’anno c’è stato un incremento di 457 imprese mentre 507 sono state iscritte nel secondo trimestre per un totale di 964 imprese, nello stesso periodo preso in considerazione le cessazioni sono state 539.

Ragusa risulta il primo comune ibleo per imprese iscritte (8.194), ha visto 236 iscrizioni a fronte di 117 cessazioni d´attività. Seguono Vittoria (con 203 nuovi iscritti nel 2011 a fronte di 147 chiusure) e Modica (con 176 iscrizioni e 91 cessazioni d´attività).

I dati negativi sono limitati a Santa Croce Camerina con 15 nuovi iscritti e 16 attività chiuse nel primo semestre, e Giarratana dove sono solo due le nuove imprese registrate a fronte di cinque che hanno chiuso l´attività. Non sono dati che possono confortare perché si tratta di una vivacità molto circoscritta del sistema economico ed imprenditoriale soprattutto se si fa un raffronto con il decennio 1990- 2000. La crisi economica insomma morde ma c’è anche un dato specifico della realtà provinciale che deve far riflettere L’analisi del direttore della Camera di Commercio Carmelo Arezzo è molto lucida: «E’ necessario colmare innanzitutto il gap infrastrutturale, a partire dall´apertura dell´aeroporto di Comiso, che potrebbe rappresentare una vera e propria svolta. Il modello Ragusa non può reggere a queste condizioni le sfide globali dell´economia, perchè manca della flessibilità necessaria per affrontare i mercati internazionali». Oltre alle infrastrutture le imprese iblee pagano anche una certa arretratezza tecnologica che non riescono ancora a colmare sui mercati globali anche per mancanza di investimenti in questo settore.

Carmelo Arezzo ha una sua ricetta: «Come Camera di Commercio progettiamo di informare e formare le aziende sulla possibilità di avviare reti d´impresa, che coinvolgono territori più estesi di quello provinciale, per affrontare le sfide globali, potenziando le eccellenze di ognuno non solo in termini di capacità produttiva, ma anche di innovazione tecnologica». Per reggere il confronto sul piano internazionale non ci può dunque affidare solo alla qualità, seppur alla fine questa risulta l’elemento vincente. Serve presentarsi sui mercati con un prodotto unico, forte e competitivo sul piano del prezzo. Occorre dunque cambiare mentalità, consorziarsi e presentarsi sui mercati con una forte capacità di impatto. Diverso il discorso per alcuni prodotti come olio e cioccolato.

Dice Carmelo Arezzo: « L´olio o il cioccolato modicano devono puntare sui mercati di nicchia presenti nei paesi caratterizzati dal più alto tasso di sviluppo economico, trovando un´idonea collocazione. Sono convinto che al di là della partecipazione a fiere ed esposizioni internazionali bisogna puntare sull´invito mirato ai buyers internazionali a visitare il nostro territorio. Chi ha investito su questa strategia di marketing, finora, non è rimasto deluso».