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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:51 - Lettori online 736
POZZALLO - 03/10/2009
Economia - Pozzallo: il sit-in nei locali dell’Asi

Chiusura Socotherm, sindacati e deputazione si mobilitano

Una riunione che ha registrato anche una spaccatura fra mondo sindacale e quello politico

Convocare, in tempi ristretti, una riunione con i responsabili della Socotherm di Adria al fine di salvaguardare l’intero comparto lavorativo che opera all’interno della fabbrica della zona industriale Modica-Pozzallo. È stata questa la risultante finale scaturita dall’incontro, nei locali dell’Asi di contrada Fargione, fra sindacati e mondo politico sulla vertenza lavorativa che sta interessando cento lavoratori della «Marine-Base» che, nel 2007, aprì i propri battenti in provincia di Ragusa.

Una riunione che ha registrato anche una spaccatura fra mondo sindacale e quello politico. Se l’on Roberto Ammatuna e il sindaco di Pozzallo, Peppe Sulsenti, difatti, hanno «spinto» affinché si convochi, presto, un incontro per capire quali sono le intenzioni che ha in serbo la Socotherm per quel che riguarda gli investimenti da realizzare nel nostro territorio, diversa, invece, è stata l’opinione della componente sindacale (rappresentata dalla triplice sindacale iblea), la quale era più per un’azione legale e successiva occupazione dell’impianto presso la zona Asi, così come prospettato da Giovanni Avola, segretario generale della Cgil di Ragusa.

"Come può un’azienda – ha detto Avola - che gode del beneficio di avere dei fondi Comunitari, godere della stima del mondo industriale, avere una «caterva» di fabbriche sparse nel mondo, avere un debito di milioni di euro e pensare di chiudere dopo appena due anni di attività sul territorio? È chiaro che non vi è alcuna possibilità di sviluppo se chi è al timone della Socotherm non vuole ascoltare le nostre proposte. Azione legale significa velocizzare l’iter per non mettere in strada i dipendenti di Pozzallo. Se non vorranno ulteriormente «sentire» le nostre rimostranze, non escludo che si possa anche occupare l’edificio".

Avola, inoltre, ha chiesto alla deputazione politica presente (oltre ad Ammatuna e Sulsenti, erano presenti anche il parlamentare nazionale dell’Udc, Peppe Drago, il deputato regionale dell’UdC, Orazio Ragusa, il sindaco di Modica, Antonello Buscema, oltre al presidente dell’Asi iblea, Gianfranco Motta) che debbano essere informati della situazione che si è venuta a creare anche l’assessore regionale all’Industria, Marco Venturi, e il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, affinché "non si pensi – ha detto Avola – che il territorio della provincia di Ragusa sia un territorio che possa essere depredato dagli investitori che, una volta arrivati, fanno il bello e il cattivo tempo, a loro piacimento".

L’intervento di Scajola è stato richiesto dai sindacati, così come riferito ieri pomeriggio, per chiarire anche le dinamiche che portano la Comunità Europea a finanziare, con soldi pubblici, investimenti che, nel giro di pochi mesi, svaniscono nel nulla. A riprova di ciò, anche una legge emanata dalla Ue, la quale asserisce che nessuna impresa, che abbia usufruito dei fondi comunitari, può chiudere nei primi cinque anni dal proprio insediamento in loco. "Una «piccolezza» – ha detto Avola – che potrebbe far slittare la chiusura, a tutto vantaggio dei lavoratori della Socotherm".

Non è stata risparmiata neanche la Confidustria di Ragusa, la quale, a detta dei sindacati in maniera coesa, non ha mosso alcun dito affinché si evitasse che sedici dipendenti finissero in mobilità, a fine giugno, e che i rimanenti 80 lavoratori della Socotherm non avessero alcuna prospettiva per il loro futuro.

Entro pochi giorni, quindi, la deputazione politica iblea dovrà dare un segnale positivo, dopo l’incontro con i responsabili della Socotherm di Adria. In caso negativo della vicenda, tutto è già pronto per occupare lo stabilimento, in contrada Fargione.

I MOTIVI DELLA CHIUSURA DELLO STABILIMENTO
100 lavoratori rischiano di restare a spasso. L’ennesimo dramma della disoccupazione si consumerà nei prossimi giorni a Pozzallo. E’ la Socotherm, multinazionale leader nel rivestimento anticorrosivo di tubi per il trasporto di gas e petrolio, ad aver deciso di chiudere lo stabilimento della zona industriale di contrada Fargione, dopo oltre 3 anni di attività. Circa un centinaio di famiglie rischiano di non potere più arrivare a fine mese.

L’associazione imprenditori Modica-Pozzallo, le forze politiche, sociali e sindacali si stanno mobilitando per scongiurare la chiusura del sito produttivo. I dipendenti della Socotherm respingono con forza il licenziamento collettivo proposto dai vertici della multinazionale, proponendo di non chiudere lo stabilimento, perché tutelato, tra l’altro, dal periodo di intoccabilità dei beni mobili ed immobili. La Socotherm ha giustificato la drastica decisione con un generalizzato e progressivo calo di commesse, registratosi senza sosta da alcuni mesi.

L’associazione imprenditori Modica-Pozzallo incita la multinazionale a tenere duro, in quanto nel futuro immeditato l’area del Mediterraneo intensificherà il libero scambio. Di conseguenza si renderà tra l’altro necessario il trasporto del gas attraverso strutture idonee, di cui la Socotherm è tra le produttrici leader a livello mondiale, per compensare i fabbisogni energetici della Comunità Europea.