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POZZALLO - 12/03/2009
Economia - Pozzallo: tutte le problematiche sul tappeto

Assoimp: intervista al presidente Giuseppe Arnone

Imprenditori insieme per migliorare e promuovere l’agglomerato industriale Modica – Pozzallo Foto Corrierediragusa.it

Assoimp. Imprenditori insieme per migliorare e promuovere l’agglomerato industriale Modica – Pozzallo. Intervista al presidente Giuseppe Arnone (nella foto).

Quando e perché nasce l’Assoimp.

L’Assoimp giuridicamente nasce il 23 giugno 2007, ma in realtà in forma ufficiosa esiste sin «dall’inizio dei tempi», e cioè, da quando con i primi insediati cominciammo a riunirci per confrontare e affrontare i problemi comuni legati a questo territorio, connessi, forse, all’inaspettata forte espansione di quest’area industriale.

Quali sono le problematiche riscontrate da voi imprenditori e quali i traguardi raggiunti attraverso questa associazione?

Le problematiche sono state tante e tante ce ne sono ancora. Sicuramente quelle più gravose hanno riguardato la mancanza delle linee telefoniche e dell’energia elettrica, e i vincoli che quest’area industriale ha presentato con il problema delle zone SIC, che hanno bloccato la crescita e la possibilità di sviluppo per un certo periodo.

La creazione di una mensa, l’apertura di svincoli e la denominazione delle strade, sono alcuni dei traguardi raggiunti oggi dall’Assoimp.

Cosa mi dice in merito alla metanizzazione?

Quello della metanizzazione è un problema ancora da risolvere. Un’area industriale che si rispetti dovrebbe avere tutti i servizi che possono servire agli imprenditori presenti e anche a quelli che in un futuro desiderano insediarsi, e la rete di distribuzione del metano rientra fra gli elementi essenziali per svolgere le attività di alcune tipologie di aziende. Fortunatamente pare che ci siano delle novità in materia di metano, abbiamo ricevuto recentemente delle lettere da parte dell’Asi di Ragusa, con la richiesta dei nostri fabbisogni.

Si parla tanto di area di libero scambio. Il 2010 è alle porte. Pensa che la provincia di Ragusa e in particolare quest’area industriale, vista anche sua vicinanza con il porto, sia pronta ad affrontare ed imporre la sua presenza nel Mediterraneo?

Ciò che da imprenditore ho vissuto personalmente, è che nonostante la mia voglia di far conoscere e di inviare i miei prodotti in ambito internazionale utilizzando il trasporto marittimo, mi sono trovato dinanzi a dei costi richiesti per il carico e lo scarico e per il trasporto merci molto elevati. Penso che questo sia legato direttamente alla situazione di mal funzionamento che ha riguardato la gestione del porto fino ad oggi. Fin quando questo porto non diventerà un porto di servizio e quindi con costi adeguati, noi imprenditori non potremo divenire competitivi. L’inefficenza di questi servizi e le tariffe troppo alte provocano un aggravio di costi e di tempi e rendono poco attrattivo il porto diminuendo la catena del valore aggiunto.

Il porto di Pozzallo ha delle urgenze strutturali, commerciali e di relazioni. Abbiamo bisogno di una struttura portuale che ci permetta di entrare nel Mediterraneo e di interscambiare con gli altri paesi, e di guardare, non solo al Marocco o a Malta che si trovano geograficamente attigui al nostro territorio, ma anche al nord Europa.

Noi siamo il porto più a sud d’Europa e la nostra è una posizione strategica che offre la possibilità di avere grandi opportunità. Il porto di Pozzallo ha dimostrato, inoltre, di avere forti potenzialità superando nell’arco di un anno la sua capacità di mobilitazione merci.

Ma purtroppo siamo in ritardo e forse impreparati per l’evento del prossimo 2010. Il mio timore è che quando si aprirà l’area di libero scambio paesi come la Spagna saranno già pronti per entrare nel Mediterraneo per le loro forti strutture portuali e la loro organizzazione interna. Ma non solo la Spagna, anche paesi come la Tunisia, il Marocco e la Libia stanno crescendo e si stanno preparando per questo avvenimento, e c’è il rischio di restare indietro, di essere gli «ultimi della classe».

Il codice civile definisce imprenditore: "… chi esercita professionalmente un´attività economica organizzata al fine di produzione o dello scambio di beni e servizi". Perciò l´impresa è l´attività svolta dall´imprenditore, l´azienda è lo strumento necessario per svolgere quest´attività e la ditta è la definizione commerciale dell´imprenditore. Ma quali sono gli elementi che necessitano a quest’area per far conoscere gli imprenditori che la popolano e renderli competitivi?

L’imprenditore deve essere stimolato e spinto ad investire ed a produrre. Quest’area, secondo me, ha bisogno di essere allargata e di crescere, perché ha dimostrato di essere vivace e interessante e non può restare piccola e noi come associazione vogliamo essere da stimolo per questo.

Bisognerebbe capire come attrarre il mercato esogeno. Fiere, momenti di incontro, una campagna di promozione del nostro territorio, potrebbero rappresentare i mezzi per richiamare, prendere contatti e far conoscere le nostre attività agli imprenditori esteri.

In quest’area ci sono degli imprenditori «geniali» che si distinguono per le loro produzioni: c’è chi produce cosmetici composti con l’argilla locale, chi fabbrica interni per le navi di lusso, c’è chi distribuisce in tutta Italia prodotti alla spina, chi costruisce e ripara le imbarcazioni, anche in movimento, tutte attività che dovrebbero essere conosciute e valorizzate.

L’Assoimp cercando di creare varie forme di comunicazione, vuole far sapere al mondo ciò che in quest’area si crea e quello che si può sviluppare, e vuole far sapere, che c’è anche la possibilità logistica di inviare i nostri prodotti a costi normali.

In generale, le imprese della provincia di Ragusa possono considerarsi giovani e anche molto dinamiche. C’è chi sostiene che alle nostre aziende manchi una gestione di stampo manageriale. Secondo lei è vero?

Sicuramente qui l’imprenditoria è molto giovane, siamo ancora alle prime generazioni. Per esempio, abbiamo assistito solo recentemente al passaggio dagli allevamenti delle mucche alla produzione di latte a livello industriale e lo stesso esempio vale per i piccoli artigiani.

Noi non siamo sicuramente paragonabili ai grandi centri industriali come Torino, dove da sempre ci sono state le grandi industrie e il senso dell’imprenditoria è insito nel dna dei manager.

Forse quello che manca qui, oltre alla tradizione storica, è la formazione. Una formazione per migliorare le proprie caratteristiche professionali e imprenditoriali.

Si parla molto di corsi di formazione, ed effettivamente gioverebbero molto sia ai nostri staff e sia a noi stessi imprenditori. Una formazione a 360° realizzata da gente qualificata che riesca ad insegnare non solo la storia, le tecniche e le strategie per progettare, organizzare e migliorare un´azienda, ma che contemporaneamente riesca a trasmettere l’esperienza, la grinta, l’entusiasmo e l’energia, adatte a diventare dei buoni imprenditori.

Se pronuncio la frase «Fuga di cervelli»?

Molti giovani interessati ad utilizzare e sviluppare le proprie capacità lasciano l´Italia e la Sicilia poiché qui non riescono a trovare posizioni adatte alla loro portata e buone prospettive per fare carriera. Noi imprenditori dovremmo circondarci di persone valide, di talento che abbiano voglia di creare e portare avanti l’azienda come una famiglia, che abbiano il desiderio di crescere insieme all’azienda e di collaborare in team.

Per concludere. Perché secondo il presidente Arnone, gli imprenditori dell’Asi Modica-Pozzallo dovrebbero unirsi all’Assoimp.

L’Assoimp è costituita da chi in quest’area ci vive e ci lavora, che insieme ne vive i problemi. La nostra associazione in principio era composta da circa dieci imprenditori, ma con il tempo sta diventando un folto gruppo.

L’unione fa la forza?

Noi vogliamo focalizzare l’interesse sulla risoluzione delle problematiche che riguardano questo agglomerato, ottenendo le migliorie necessarie per svolgere al meglio le nostre attività e puntare sulle prospettive future legate alla nostra crescita. Sicuramente un imprenditore da solo non può riuscirsi, ma un gruppo di imprenditori associati può provarci.