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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:55 - Lettori online 1373
POZZALLO - 15/02/2016
Economia - Convegno dibattito sul futuro della struttura a cura della Cgil

Ecco il futuro del porto di Pozzallo

Su come si deve concretizzare questo nuovo sistema bisognerà lavorare Foto Corrierediragusa.it

Prima la messa in sicurezza e l´ampliamento, poi la gestione. Il futuro del porto di Pozzallo passa attraverso questi due nodi ineludibili e la classe politica del territorio dovrà lavorare in questa direzione. Sono i due punti emersi nel corso del convegno dibattito su "Il porto di Pozzallo nell´area del Sud est" introdotto dalla relazione del segretario provinciale della Cgil, Giovanni Avola. Il segretario ha ricordato che il progetto di ampliamento prevede una somma di quasi 148 milioni di euro che devono essere finanziati. Su questo argomento l´assessore regionale alle Infrastrutture Giovanni Pistorio ha assunto impegno per finanziare l´opera con fondi europei visto che la Regione è in seria difficoltà. Altro tema aperto è quello della gestione del porto alla luce dei provvedimenti del governo Reenzi che ha dato un uovo assetto alla portualità siciliana con la creazione di due grandi poli, Palermo e Augusta. Dai vari interventi è emersa la volontà di inserire i porti della Sicilia orientale in un unico sistema per valorizzare le eccellenze del territorio.

Su come si deve concretizzare questo nuovo sistema bisognerà lavorare. Dice Giovanni Avola: "Vedremo quale sarà il destino del Decreto Legge che punta a istituire un’Autorità Portuale Regionale per quei porti rimasti fuori dalle due autorità portuali, ovvero Palermo e Augusta. Resta fermo il fatto che l’eventuale scelta di entrare nelle autorità portuali nazionali e quella regionale non sono comunque alternative ma complementari visto che entrambe tendono a migliorare la gestione attuale dei porti.

Non è possibile lasciare la gestione dei porti regionali, tra cui quello di Pozzallo, alle capitanerie di porto, detentrici di poteri aggiuntivi impropri che nel resto del Paese vengono esercitati da organi di gestione e di controllo rappresentativi di interessi territoriali plurimi».

Cosimo Indaco, già commissario dell’autorità portuale di Catania, pensa ad una integrazione della funzionalità dei porti commerciali con quelli turistici, molto attivi nella zona ionica–mediterranea ed è per tale ragione che la Sicilia deve disciplinare la portualità regionale tenendo conto della vocazioni dei territori e delle loro potenzialità socio economiche. Nel dibattito sono intervenuti anche Venerina Padua che respinge la frammentazione delle responsabilità, il sindaco Luigi Ammatuna che ha annunciato un incontro a breve con il presidente della Regione, Crocetta, sul tema del porto, ribadendo che la capitaneria di porto che lo gestisce non ha alcun interesse a farlo decollare perchè meno movimento di natanti c’è meno rischi si creano. Per Orazio Ragusa la classe politica siciliana deve fare squadra affinché un’autorità portuale siciliana possa gestire i porti dell’isola.