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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 741
POZZALLO - 27/12/2014
Economia - La firma sui documenti è stata resa nota dal deputato regionale Bruno Marziano

Operazione da 100 milioni di euro per la "Vega B"

Affiancherà presto la «Vega A» con compiti di estrazione del greggio e che si trova a poche miglia dalla città di Pozzallo Foto Corrierediragusa.it

Si intravede la luce in fondo al tunnel delle autorizzazioni per quanto concerne la «Vega B», la piattaforma gemella che affiancherà presto la «Vega A» con compiti di estrazione del greggio e che si trova a poche miglia dalla città di Pozzallo. Un´operazione da 100 milioni di euro che il colosso Edison (al 60% in «joint venture» con Eni al 40%) vede nascere grazie anche all´apporto del ministero dell´Ambiente, nella persona del ministro Gian Luca Galletti, il quale ha firmato il decreto che autorizza la realizzazione della nuova piattaforma. La firma sui documenti è stata resa nota dal deputato regionale Bruno Marziano, presidente della commissione Attività produttive dell’Ars. "Si conclude un percorso di autorizzazioni – afferma Marziano - che mira a garantire il massimo rispetto per l’ambiente, la sicurezza totale della piattaforma e l’adozione di tutte le nuove tecniche utili a garantire la salvaguardia della fauna e della flora marina. Ottenuto l’ok dal ministero dell’Ambiente, ritenuto il parere più importante e vincolante, si attendono le altre due autorizzazioni dei ministeri dello Sviluppo economico e dei Beni culturali che, a questo punto, avranno un percorso assai più agevole. Esprimo soddisfazione – ha detto ancora Marziano - per questa decisione importante che potrà determinare, se la Edison decidesse di realizzare strutturalmente in Sicilia, a punta Cugno ad Augusta o a Marina di Melilli, il rilancio della zona industriale nel settore della metalmeccanica. Oltre a diventare un polo di eccellenza - conclude il parlamentare regionale - si schiuderebbero possibilità di lavoro per decine di imprese e per oltre 2 mila addetti".

Ottenuta la firma da parte del ministero dell’Ambiente, ritenuto il parere più importante e vincolante, si attendono adesso le altre due autorizzazioni dei ministeri dello Sviluppo economico e dei Beni Culturali che, a questo punto, avranno un percorso assai più agevole. La seconda piattaforma «Vega B» sarà più piccola rispetto all´altra piattaforma, avrà difatti il peso di un quinto di «Vega A» e sarà una struttura satellitare dalla quale si riuscirà a fare estrazione nel resto del giacimento. Con questo investimento, la vita del campo sarà drasticamente prolungata, di almeno 20 anni. La «Vega A» opera a largo delle coste iblee dal 1987 e mai nessuna goccia di greggio è stata sversata in mare, così come più volte hanno sostenuto gli ingegneri che, nel corso degli anni, si sono avvicendati a bordo della piattaforma.

Solo le associazioni ambientaliste, in questi ultimi anni, hanno promesso battaglia per la chiusura delle due piattaforme. Anche per quanto concerne i posti di lavoro promessi. "Solo pochissimi posti di lavoro – dice Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace – Due tecnici specializzati che l´Edison, o chi per loro, farà arrivare non certo da Pozzallo. Sarà assunto, inoltre, qualche marittimo che servirà per l´indotto, ma scordatevi i «milioni» di posti di lavoro promessi da Eni e Edison. Sono solo favole. La «Vega B» sarà automatizzata, al massimo saranno accontentati due o tre marittimi pozzallesi che lavoreranno nell´indotto".