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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 14:58 - Lettori online 925
PALERMO - 18/07/2016
Economia - Il trend di questa estate

Volare in Sicilia costa il 33% in più

L’isola penalizzata nonostante le richieste Foto Corrierediragusa.it

Volare in Sicilia costa il 33 per cento in più rispetto alle altre isole del Mediterraneo. Costi che appesantiscono il turismo e che frenano lo sviluppo nonostante la Sicilia sia, tra le isole del Mediterraneo, indubbiamente la più ricca e varia dal punto di vista ambientale, storico, architettonico e culturale. Etna, Valle dei templi, Piazza Armerina, barocco, Segesta, Selinunte, Siracusa, una «capitale europea» come Palermo,mare con Taormina e Cefalù in primo piano, sono un superconcentrato che purtroppo resta ancora poco apprezzato perché la Sicilia è cara quando si tratta di arrivarci. Il report della Cna sul turismo nelle isole dice che una famiglia, due adulti e due bambini, per volare in Sicilia ha speso a giugno mille 144 euro rispetto ai mille e 34 della Sardegna e ai 763 delle Baleari. Il report dice anche che dagli scali tedeschi il costo per la stessa famiglia è stato di 971 euro, mille 110 da quelli parigini e mille 355 da quelli londinesi. La Sicilia è cara perché è molto richiesta ed a questo proposito soprattutto nella stagione estiva giocano i tanti emigrati sparsi per l’Europa che rientrano per le vacanze ma è anche vero che la Regione e le società che gestiscono gli aeroporti non riescono a «contrattare» tariffe più competitive.

La Sardegna, per esempio, gode di tariffe più leggere anche per la continuità territoriale, che la Sicilia non è ancora riuscita ad ottenere. Se ne parla insistentemente da qualche mese, ci sono venti milioni stanziati in Finanziaria, ma tra Roma e Palermo ci sono divergenze e l’accordo tra i vari scali non è stato trovato. La Sicilia inoltre, sempre secondo il report della Cna, è difficile da raggiungere nonostante abbia quattro aeroporti, perché se si deve optare per un volo con scalo esistono solo 4 mila 888 opzioni, meno della Croazia, 6 mila opzioni, di Sardegna, 5 mila 493, e Baleari 5 mila 153 nonostante sia un’isola molto più popolosa. La durata media del viaggio si attesta così sulle 5.2 ore che oggi come oggi scoraggia non pochi turisti rispetto ad altre mete molto più accessibili. Non sono rose neppure per muoversi a terra perché noleggiare una macchina costa di più che altrove, a parte la Corsica. A Ferragosto il noleggio di una macchina costa 244 euro per una settimana, 3 euro in meno in Sardegna, più del doppio delle Baleari, appena 111 euro.

Quanti si occupano di turismo e di politiche turistiche dovrebbero riflettere su questi dati, peraltro noti a chi viaggia per esperienze dirette e personali, e adoperarsi per migliorare innanzitutto l’accessibilità della Sicilia alla luce dell’offerta che l’isola può garantire sotto tutti i punti di vista ma anche per non penalizzare chi in Sicilia non viene per vacanza ma si deve spostare per motivi di lavoro, di studio o di necessità. I siciliani pagano un prezzo troppo alto per la loro mobilità nonostante i passi avanti fatti in questi anni con l’apertura di nuove rotte, la nascita degli aeroporti di Trapani e Comiso, l’ampliamento dell’offerta a Catania e Palermo.Ma la strada da fare è ancora tanta.