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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 1089
PALERMO - 10/02/2015
Economia - Le speranze sono legate alle imprese ancora competitive

Economia siciliana in crisi nera, disoccupazione al top

Anche il tasso di inattività su base annua è in crescita: aumenta del 2,6% passando dal 41,1% al 43,7% Foto Corrierediragusa.it

Il 2014 è stato un anno nero per l´economia siciliana, ma ora le speranze sono legate alle imprese ancora competitive e ad un 2015 nel quale è prevista una crescita del Pil pari a 1,5 punti percentuali. In termini di occupazione però, la Sicilia risulta ancora in caduta libera. Il tasso di disoccupazione infatti quest´anno dovrebbe raggiungere un picco massimo del 23% (+10% rispetto alla media nazionale). Lo dice il Rapporto 2015 di analisi e previsioni dell´andamento dell´economia regionale curato dalla Fondazione Res. Nel terzo trimestre 2014 lo studio registra un aumento dell´8,2% delle persone in cerca di occupazione: sono 26 mila in più rispetto allo stesso periodo del 2013. Gli occupati, invece, sono il 38,3%. Un dato quest´ultimo negativo, visto che la media nazionale in merito agli occupati risulta pari al 56,0%.

In Sicilia anche il tasso di inattività su base annua risulta in crescita: è aumentato del 2,6% passando dal 41,1% al 43,7%. Se dal 2007 ad oggi la ricchezza prodotta nell´Isola ha registrato un calo superiore al 13%, l´anno appena concluso lascia intravedere qualche spiraglio di ripresa. Il Pil siciliano è fermo: nel 2014 ha registrato una crescita pari a zero, ma da quest´anno dovrebbe tornare a crescere e la stima parla di 1,5 punti percentuali. Secondo lo studio, nel 2014 si segna il punto d´arresto del ciclo recessivo, che si trascina da sei anni e che ha determinato, tra l´altro, la scomparsa dal tessuto industriale di 25 mila imprese in Sicilia. Dopo anni di stasi, anche nell´edilizia dovrebbero intravedersi primi segnali di ripresa, mentre l´agricoltura, che sul versante produttivo mantiene il trend degli anni precedenti, continua a segnalare un´acuta crisi occupazionale.

A trainare l´uscita dal ciclo recessivo sarebbe la ripresa dei consumi delle famiglie. Gli effetti, però, non si avvertiranno sull´occupazione. Al contrario l´anno in corso sarà segnato da disoccupazione altissima, anche 10 punti superiore alla media nazionale.

"L´economia siciliana - ha spiegato Adam Asmundo, responsabile delle analisi economiche della Fondazione Res - stenta ad uscire dalla crisi. Le ultime stime segnalano che il 2014 è stato ancora un anno di relativa stasi, nel quale alla stagnazione produttiva si è associata un´ulteriore flessione degli investimenti e dell´occupazione. L´andamento dell´occupazione e dei redditi complica il quadro sociale, caratterizzato da un ampliarsi dei divari sociali e dell´area della povertà e della deprivazione, che hanno raggiunto i livelli massimi nazionali".

"A uno scenario così fortemente negativo - ha aggiunto Asmundo - si contrappongono tuttavia sottili e importanti segnali di cambiamento, provenienti dai territori e dal mondo delle imprese ancora competitive. Il 2015 potrebbe dunque rivelarsi come un importante anno di transizione, in attesa di una più generale ripresa degli investimenti".

Qualche segnale positivo arriva dal turismo: nei primi dieci mesi dell´anno scorso i movimenti turistici in Sicilia hanno registrato un incremento sia per gli arrivi (+3,9%) che per le presenze (+3,1%). A livello provinciale sono risultati in aumento i flussi verso Messina, Catania, Enna, Ragusa e in calo quello verso le province di Palermo, Siracusa e Trapani.