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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1235
PALERMO - 02/01/2015
Economia - Oltre mille episodi in tutta l’Isola rispetto ai 9 mila casi in tutta Italia

Frodi creditizie in crescita a Ragusa

L’analisi della distribuzione delle frodi per sesso delle vittime evidenzia che in 6 casi su 10 (il 60,3% del totale, per la precisione) si tratta di uomini Foto Corrierediragusa.it

Crescono le frodi creditizie e la Sicilia è la seconda regione in Italia. Le frodi creditizie rilevate in Italia sono più di 9 mila ed in Sicilia sono stati registrati mille 167 casi. Palermo guida questa non invidiabile classifica con 411 casi e si colloca anche in terza posizione a livello nazionale alle spalle solamente di Napoli e Roma, seguita da Catania, con 254 (in quinta posizione assoluta tra le province maggiormente colpite), e da Messina, con 113 (al 15° posto del ranking nazionale). Le province meno colpite sono invece risultate essere quelle di Caltanissetta, con 42 casi rilevati, ed Enna, con 30. A Ragusa i casi sono stati invece 50 solo nel 2014. Le frodi, segnala l´Osservatorio Crif nel suo rapporto annuale avvengono tramite furto d’identità e il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene.

L’analisi della distribuzione delle frodi per sesso delle vittime evidenzia che in 6 casi su 10 (il 60,3% del totale, per la precisione) si tratta di uomini. Nel primo semestre 2014, però, si registra una ulteriore crescita delle donne vittime di frode, con un +3,6% rispetto allo stesso periodo del 2013. Osservando invece la distribuzione delle frodi per classe di età, quella in cui si rileva il maggior numero di casi è quella compresa tra i 31 e i 40 anni (con il 25,6% dei casi), in lieve aumento rispetto al primo semestre 2013.

Segue la fascia d’età degli under 30 (con il 24,8% del totale), che probabilmente pagano a caro prezzo la tendenza a sottovalutare i rischi di pubblicare i propri dati personali sul web, spesso utilizzati dai frodatori per ricostruire l’identità delle ignare vittime. È però la classe degli over 60 ad aver fatto registrare il maggior incremento rispetto al pari periodo 2013 (+27,6%).