Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 428
PALERMO - 28/12/2014
Economia - Lo rende noto il centro Studi e Ricerche Mezzogiorno

I più poveri tra i poveri sono in Sicilia

E’ una somma inferiore del 20 per cento a quello del sud Italia e la dice tutta sulle condizioni economiche dell’isola Foto Corrierediragusa.it

I più poveri tra i poveri. La Sicilia detiene questo non invidiabile record in Italia perchè risulta la regione del sud con un Pil pro capite di appena 16 mila 152 euro. E´ una somma inferiore del 20 per cento a quello del sud Italia e la dice tutta sulle condizioni economiche dell´isola. Il centro Studi e Ricerche Mezzogiorno collegato al gruppo Intesa San Paolo mette in evidenza come l´Isola risenta dell´indebolimento congiunturale nazionale e globale, con un calo rispetto al 2012 del 2,7%. Discesa confermata, -1,3%, anche dalle previsioni 2014. Il segno più appare per la produzione in agricoltura (+2,9%), dato in controtendenza rispetto a quanto avviene nel Paese, è netto invece il passo indietro del settore edilizio (-9,6%). Fa eccezione invece la produttività regionale, pari nel 2012 a 52.655 (valore aggiunto ai prezzi di base/Unità di lavoro) superiore alla quella del Mezzogiorno ma inferiore alla nazionale. Pari a 7,1 mld di euro il flusso monetario dovuto all´export, un settore nel quale la filiera agroalimentare, con uno +3,7%, si mantiene positiva. Se le percentuntuali export si rivelano modeste viste col binocolo nazionale (2,5%), aumentano di significato considerata la "gittata lunga" coperta dai prodotti siciliani, misurata in termini di chilometri medi percorsi, essendo questa la propensione dei prodotti di un territorio a raggiungere mercati sempre più lontani. Export basato prevalentemente sulla manifattura dei comparti energetico (coke e i prodotti petroliferi), agroalimentare, farmaceutico, elettronico.

Il settore energetico ha un export pari a 4,7 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2014 (-13,3% sui primi nove mesi del 2013), quello chimico 545 milioni (-27,3%) e dell´elettronica 378 milioni (-15,7%). Positivo nei primi tre trimestri del 2014 l´export del settore agroalimentare della Sicilia, aumentato del 3,7%. Crescono le esportazioni verso i Paesi Ue esterni all´area euro (+6,1%). A livello settoriale gli ultimi dati sull´export rivelano inoltre che la Sicilia presenta, rispetto all´Italia, una quota estremamente elevata dei settori ad alta tecnologia pari al 90% del totale. Secondo lo studio porti ed aeroporti siciliani potrebbero fornire, se ben integrati con il sistema produttivo e logistico, ulteriore impulso all´economia della regione. In forti difficoltà l´ occupazione. Qui infatti con maggiore nettezza si riflette la dinamica nazionale negativa, con la diminuzione del numero degli occupati in tutti i settori, -1.3%, industria esclusa. L´incremento del tasso di disoccupazione al 21,2%, tocca punte mai raggiunte, risultando superiore sia a quello del Mezzogiorno che a quello nazionale. Nella prima parte del 2014 è proseguita la fase ciclica negativa dell´imprenditoria siciliana, in un momento in cui prosegue la ristrutturazione del sistema industriale grazie all´incremento significativo delle società di capitale (+4,6% a 48.970).

In base ai dati relativi al II trimestre del 2014, in Sicilia sono attive 370.727 imprese, pari al 22,1% del totale del Mezzogiorno. Dalla fotografia sull´imprenditoria manifatturiera siciliana emerge che la Regione è quella italiana a maggior specializzazione agroalimentare, di industria di legno, gomma, plastica e mezzi di trasporto.

Va bene il truismo anche se potrebbe dare di più Nel periodo gennaio-novembre 2014, gli scali siciliani hanno fatto registrare oltre 12 milioni di passeggeri, il 54,2% a Catania (primo aeroporto del Mezzogiorno per numero di passeggeri), seguito dal 33,8% di Palermo. Nel complesso il traffico passeggeri della regione ha un peso del 37,8% sul Mezzogiorno. Il 26,3% del totale regionale (3,3 milioni) è relativo a traffico internazionale. Rispetto all´analogo periodo del 2013, si registra un aumento del 6,9%, dovuto ad una crescita sia del traffico internazionale (+11,1%) sia di quello nazionale (+5,6%). In riferimento ai singoli scali, buone le performance di Catania (+14,5%) e Palermo (+5,4%), mentre cala il traffico per l´aeroporto di Trapani (-15,3%).