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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 549
PALERMO - 15/04/2014
Economia - Nostra intervista al direttore regionale dell’istituto di previdenza

Inps: il personale è ridotto, i servizi pure

Chiusa l’era Mastrapasqua, l’Istituto previdenziale traccia primo bilancio un anno dopo avere inglobato l’Inpdap e l’Enpals Foto Corrierediragusa.it

Un anno dopo avere inglobato l’Inpdap e l’ Enpals, quasi all’indomani della fine dell’era Mastrapasqua, l’Inps Sicilia traccia un primo bilancio per verificare lo stato di salute dell’Istituto. E si scopre essere un ente previdenziale con personale sottodimensionato rispetto alla notevole quantità di adempimenti che la legge gli affida nel panorama della previdenza e dell’assistenza sociale.
L’analisi completa è stata fatta a Palermo, nella sala Alessi di Palazzo d’Orleans, nel corso di un convegno dal tema: «Crisi e Stato sociale: l’Inps al servizio del cittadino». Presenti, il presidente del Civ (Comitato indirizzo e vigilanza) Pietro Iocca, e del vice Fabio Pontrandolfi. Il convegno è stato organizzato dalla Direzione e dal Comitato regionale dell’Istituto siciliano.
Dopo le due relazioni del presidente del Comitato regionale Franco Gioia e del direttore regionale Maria Sandra Petrotta, ci sono stati gli interventi dei rappresentanti delle parti sociali, sindacati, patronati, intermediari. Ne è venuto fuori un quadro a tinte fosche, proprio come la situazione attuale del nostro Paese evidenzia. Ma si coglie, altresì, grande ottimismo e tanta voglia di fare per uscire dalla palude.

Ne parliamo con il direttore regionale Maria Sandra Petrotta: «Se da un lato la profonda crisi economico-finanziaria-dice il direttore- suggerisce a chi governa il Paese l’adozione di misure straordinarie e rigorose, dall’altro non possiamo non sottolineare che la scure dei tagli alla spesa imposti dalla normativa degli ultimi anni ha inferto un duro colpo all’Istituto rischiando di comprometterne la funzionalità. I tagli sulle spese di funzionamento e quelli sul personale, in particolare, presentano il rischio di compromettere l’erogazione di servizi ai cittadini con ripercussioni sull’intero sistema di welfare».

In questi tempi predomina la parola d’ordine: «tagli»
«Mentre ci facciamo carico, responsabilmente, del risanamento delle casse dello Stato, allo stesso tempo è necessario impedire che sull’onda lunga di una campagna denigratoria della Pubblica Amministrazione, che parte da lontano, si realizzi un disegno demolitivo della P.A. «buona» come l’Inps, attraverso una continua sottrazione di risorse umane, economiche e finanziarie e di tutti gli strumenti indispensabili per l’espletamento della missione istituzionale. La consistenza del personale è oggi sottodimensionata rispetto all’organico previsto».

E dei tagli sulle spese di funzionamento e sul personale che sono in previsione cosa può dire?
«Ci conforta, in questo senso, la posizione assunta dal Commissario straordinario Vittorio Conti e dal Direttore generale Mauro Nori all’ Audizione alla Commissione parlamentare di controllo degli Enti previdenziali del 20 marzo e ci sostengono, da un lato, il forte senso di appartenenza ad un Istituto che conserva una funzione strategica nell’intero sistema di welfare e dall’ altro il senso di responsabilità con cui quotidianamente tentiamo di rispondere alle legittime aspettative della nostra utenza».

L’Inps negli ultimi anni ha subito cambiamenti radicali
«Fino a qualche anno fa l’Istituto era, nell’immaginario collettivo, sostanzialmente un ente erogatore di pensioni: oggi viene riconosciuto come il più grande Polo previdenziale pubblico d’Europa; infatti, l’Istituto è oggi il Polo unico per la gestione della previdenza sociale nazionale, il pilastro più importante del welfare, agendo anche come strumento di coesione sociale».

Gestire un ente come l´Inps in Sicilia non è impresa di poco conto
«La Sicilia è una regione con non pochi problemi in termini di sviluppo economico, oggi è investita in pieno dalla crisi che la condanna inesorabilmente al suo ruolo di fanalino di coda tra le regioni del Mezzogiorno. Per dare un’idea globale, ecco la consistenza delle aziende che trattiamo: le aziende con dipendenti attive nella regione risultano 129.626 (dato 2012), oltre 28.612 aziende agricole e poco più di 250.000 imprese autonome. I lavoratori dipendenti attivi in tutta la regione sono 747.242 (dato 2012) più 84.000 settore agricolo, 34.890 lavoratori domestici, 12.593 lavoratori dello spettacolo, 310.000 dipendenti da PP.AA. Nella regione si erogano 1.574.272 pensioni (di cui 225.000 delle gestioni dipendenti pubblici). Inoltre 292.469 sono prestazioni di invalidità civile e 136.947 assegni sociali. Ciò significa che vi è una forte domanda di assistenza accanto a quella di prestazioni previdenziali».

Direttore Petrotta, un altro dato allarmante è quello relativo alle cessioni del quinto della pensione: il ricorso all’indebitamento è diventato negli ultimi anni una preoccupante costante.
«E’ vero, dal 2011 al 2013 sono state definite mediamente più di 16.000 cessioni del quinto all’anno di cui circa 1/3 a pensionati della gestione pubblica».

Come ci si attrezza per affrontare le nuove sfide? E il ricorso agli ammortizzatori in deroga?
«Gli ammortizzatori in deroga – che naturalmente si aggiungono alle ordinarie prestazioni a sostegno del reddito e il cui impatto è cresciuto progressivamente con l’aggravarsi della crisi economica - hanno richiesto e continuano a richiedere un forte impegno delle strutture territoriali ed una sistematica sinergia con gli uffici dell’Assessorato regionale al lavoro per rispondere con adeguati standard di qualità alle richieste dei lavoratori ormai privi di sostegno al reddito in quanto non più destinatari degli ammortizzatori sociali ordinari».

Qualche dato?
«Nel triennio 2011-2013 sono state indennizzate n. 23.938.900 ore di CIG IN DEROGA per complessivi 204 milioni di ero (compresi assegni e contributi figurativi). Sono state corrisposte, inoltre, più di 15.000 indennità di mobilità in deroga per complessivi 152 milioni di euro».

Direttore, le invalidità civile, dopo la riforma del 2010, continuano a essere un tasto dolente.
«Vorrei preliminarmente ricordare che annualmente vengono presentate nella regione circa 250.000 domande di prestazioni (economiche e non economiche/ invciv, L. 104/92 e L. 68/99). Le attività connesse all’invalidità civile, tra l’altro, coinvolgono non solo i centri medico legali che accertano lo status sanitario di invalidità civile, ma anche gli uffici amministrativi e gli uffici legali delle Sedi provinciali. Solo per inciso è il caso di ricordare che il 62% del contenzioso giudiziario pendente in Sicilia riguarda l’invalidità civile dove rileviamo, comunque, un indice di soccombenza di circa il 35%».

Emerge qualche punto di caduta all’interno della fase sanitaria
«Ricordo che l’accertamento sanitario è ripartito tra le Commissioni mediche delle ASP e i Centri medico Legali dell’Istituto. A questo proposito fin dall’introduzione del nuovo procedimento dell’invalidità civile (dal 2010) abbiamo stretto una sorta di alleanza con l’Assessorato regionale alla Salute nel tentativo di migliorare il sistema ed ottenendo risultati apprezzabili ma non sufficienti. Da ultimo abbiamo sottoscritto un protocollo sperimentale limitatamente alla provincia di Trapani che è operativo dal 1° febbraio e che già ha prodotto risultati importanti per la specifica utenza. Sono pervenute nei mesi di febbraio e marzo 3.878 domande per un totale di 2291 soggetti e già sono stati visitati 1586 cittadini (ossia il 69%); per gli altri sono state calendarizzate le visite entro un arco temporale inferiore ai 30 giorni. Le prestazioni economiche riconosciute sono state liquidate entro 30giorni dall’accertamento sanitario».

L’esperimento Trapani potrebbe essere esteso anche alle altre province?
«Se ne parla. In pratica le visite vengono effettuate direttamente ed esclusivamente dal Centro medico legale di Trapani eliminando il rischio di un doppio accertamento sanitario (ASP e CML INPS), che rappresenta un disagio aggiuntivo per questa particolare categoria. Certo, l’auspicio è quello di estendere la sperimentazione ad altri ambiti territoriali, ma sarà necessario quantificare preventivamente le risorse occorrenti esplorando ipotesi di compartecipazione della Regione Siciliana alle maggiori spese che l’Istituto si troverebbe a sostenere per gestire in via esclusiva la fase sanitaria».

Direttore, la domanda di Durc è in continua crescita. Qual è la situazione?
«Nel solo anno 2013 in Sicilia sono stati rilasciati più di 300 mila DURC, riducendo al 4% la percentuale di quelli emessi per silenzio/assenso. E, solo per fare qualche confronto, nel 2010 erano stati rilasciati poco più 150 mila DURC con una percentuale di silenzio/assenso pari al 25%».

Lavoro nero, sommerso e rapporti fittizi, l’Istituto è in prima linea per contrastarli.
«Nel solo 2013, con appena 121 funzionari ispettivi in tutta la regione, sono state effettuate 5.310 ispezioni individuando 4.481 aziende irregolari (84%); sono state accertate somme da versare per contributi e sanzioni per un importo pari a 42.640.649 euro e individuati 1.989 lavoratori in nero. Non si può sottacere, tra l’altro, che l’attività di vigilanza nella nostra regione non è finalizzata solo al contrasto al lavoro nero, ma anche ad individuare i rapporti fittizi ed a contrastare le truffe organizzate a danno dell’Istituto: nel solo 2013 sono stati annullati 11.086 rapporti di lavoro fittizi (la stragrande maggioranza in agricoltura 10.938), precludendo così l’erogazione di prestazioni indebite o recuperando quelle già erogate».

Un’ultima domanda, l’incorporazione degli enti della gestione pubblica all’Inps è stata fatta nell’ottica di una riduzione e razionalizzazione delle spese. Che risultati si sono ottenuti?
«Già nel triennio 2010/2012, in attuazione del Piano di razionalizzazione logistica - avviato prima della soppressione di Inpdap ed Enpals - in Sicilia avevamo rilasciato 17 unità immobiliari (in affitto o di proprietà dell’Istituto) utilizzati a fini strumentali, per un totale di mq 11.476 realizzando un risparmio annuo di 1.300.000 euro sui costi diretti e indiretti. Nel 2013, in attuazione del Piano di integrazione logistica con ex Inpdap ed ex Enpals, sono state rilasciate altre 20 unità immobiliari per complessivi mq. 26.620 e con risparmi annui pari a circa 2.000.000 di euro per costi diretti e indiretti. Per il 2014, in materia di razionalizzazione logistica, abbiamo già avviato apposite iniziative nei confronti dell’Assessorato del Lavoro per indagare sulla possibilità di condividere strutture già in uso alle Agenzie per l’impiego e nei confronti dei Comuni in cui insistono le agenzie territoriali. In Sicilia operano 30 agenzie territoriali e 3 agenzie complesse, tutte (con esclusione di Caltagirone) allocate in immobili condotti in locazione. L’obiettivo che ci siamo posti è quello di sviluppare sinergie con i Comuni per reperire locali in comodato d’uso in cui trasferire i nostri uffici. E già abbiamo registrato un primo feed back da parte di 5 Comuni. In Sicilia non è facile, ma contiamo di farcela!».

Nella foto in alto, da sinistra Franco Gioia, Pietro Iocca, Maria Sandra Petrotta


ma smettetela...!
15/04/2014 | 15.47.42
gd4

invece di piangere miseria cominciate a ridurre gli stipendi d´oro di manager, funzionari e dirigenti... e poi riducete pure le pensioni d´oro, cioè quelle sopra i 3000 euro mensili che sono una vergogna per chi questi soldi non li ha mai visti neanche lavorando... e poi smettetela di buttare soldi in call center situati in romania... e vedrete che i conti si aggiustano!