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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:28 - Lettori online 1189
PALERMO - 20/11/2013
Economia - Il primo quadro dei fabbisogni formativi è stato fatto grazie al progetto Faro

Sei disoccupato? Ecco quali lavoratori servono alle aziende

Le indicazioni provenienti dal Report, consegnato a luglio all’assessorato guidato da Nelli Scilabra, sono già state utilizzate per la seconda annualità dell’Avviso 20

Dopo vent’anni di formazione professionale la Regione Siciliana conosce i profili e le competenze richieste dalle imprese nell’Isola. Il primo quadro dei fabbisogni formativi è stato fatto grazie al progetto Faro, commissionato dall’assessorato regionale alla Formazione professionale. Le indicazioni provenienti dal Report, consegnato a luglio all’assessorato guidato da Nelli Scilabra, sono già state utilizzate per la seconda annualità dell’Avviso 20. Contiene le indicazioni provenienti da 800 aziende siciliane: appartenenti agli otto settori produttivi dell’Isola. »Adesso la Regione Siciliana – sostiene Sergio Visterini, ricercatore del Censis impegnato nel progetto – ha tutti gli strumenti per costituire finalmente l’osservatorio sulla formazione professionale. Ora dispone degli strumenti per fare delle rilevazioni periodiche».

Il ricercatore del Censis fa un quadro impietoso del modo in cui è stato pensato e gestito il settore fino ad ora: «Per lungo tempo l’unico indicatore di cui si è tenuto conto in Sicilia è stato il numero di persone da occupare negli enti di formazione e questo è risultato». Un sistema scosso dagli scandali giudiziari ormai collassato: migliaia lavoratori a rischio che scendo in piazza a intervalli regolari. L’attività si sviluppa dall’inizio del Progetto sino a novembre 2013 ed è articolata nelle seguenti fasi: analisi di scenario; attività preparatorie all’indagine di campo e costruzione di un quadro dell’offerta di formazione sul territorio regionale; indagini quantitative; raccolta e classificazione delle Buone Prassi regionali; elaborazioni statistiche; costruzione di una Rete di soggetti a livello regionale e provinciale, per l’implementazione e la continuità del flusso informativo. L’indagine di campo sulle imprese fornisce quindi un contributo alla tracciabilità dei fabbisogni formativi e professionali emergenti a livello dei singoli settori produttivi.

Emerge in tutti gli otto settori produttivi il bisogno delle aziende di aggiornamento, riqualificazione o riconversione. Una necessità manifestata in misura maggiore nei settori dei Servizi di cura socio assistenziali, delle Energie rinnovabili e delle Ict. Il fabbisogno di nuovo personale è presente in gran parte dei settori produttivi, secondo quanto dichiarato dalle imprese intervistate. Frena la propensione all’assunzione, o la rende addirittura irrealizzabile nel breve periodo, la contingente congiuntura economica recessiva. È il settore dei servizi di cura socio-assistenziali ad esprimere la più alta domanda per l’inserimento di ulteriori figure professionali, nuove o a integrazione di quelle già presenti. La domanda di lavoro delle imprese è rivolta in misura prevalente, in ognuno dei settori considerati, verso profili professionali per i quali è previsto un inquadramento medio – tecnici , amministrativi, operai specializzati – o basso - braccianti, operai generici, operatori. Accanto a profili tecnici trovano spazio nelle imprese agricole figure di tipo gestionale e commerciale, mentre in quelle operanti nel settore Ict (Information and communications technology) amministrative o addette al marketing.

Nell’agroalimentare spiccano, a diversi livelli di responsabilità, figure trasversali, seguite da altre con competenze specialistiche rispetto al comparto produttivo dell’azienda. È la filiera del fotovoltaico, per quanto riguarda il settore delle energie rinnovabili, quella che riesce a esprimere il maggior fabbisogno di tecnici. Se le imprese della pesca, da parte loro, necessitano soprattutto di nuove risorse umane in grado di ricoprire ruoli di responsabilità, quali il comandante e il capo barca, quelle del lapideo richiedono pressoché esclusivamente profili tecnici, impiegabili nelle diverse fasi del processo di lavorazione. Per l’erogazione dei servizi di cura socio assistenziali il bisogno di nuove figure si concentra sugli operatori sanitari (fisioterapisti, infermieri, medici) e su quelli socio-sanitari e socio assistenziali. Nel settore de turismo e dell’accoglienza, infine, le istanze delle imprese si focalizzano sul personale di sala e cucina (pasticceri e gelatai inclusi), mentre sul versante accoglienza il profilo più richiesto è l’addetto al front office.


lavoro? dove?
20/11/2013 | 21.27.42
Ignazio Giurdanella

MA UNNE´ STU TRAVAGGHIU?!?