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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 992
PALERMO - 03/10/2013
Economia - L’Ars conclude l’iter parlamentare cominciato nel mese di febbraio

Accordo Euromarocchino: a che serve?

Il parlamentare ibleo è soddisfatto: «Tutela l’agricoltura siciliana dall’accordo con il Marocco». Il presidente dei concessionari ortofrutticoli di Vittoria: «Quanto incide Palermo in un accordo internazionale? Perché non fanno qualcosa per rilanciare la sperimentazione e ricerca di nuove varietà, lasciate nelle mani di israeliani, olandesi e americani? Foto Corrierediragusa.it

Una bella mozione. Approvata ieri all’Ars. Primo firmatario Nello Dipasquale. Attiva norme di salvaguardia in favore dell’agricoltura siciliana «bastonata» da quel famigerato «Accordo Euromarocchino» che «sacrifica» il nostro comparto agricolo, che tutti hanno voluto e un minuto dopo biasimato. Perché penalizza gli spazi agricoli italiani in campo agricolo internazionale. Nello Dipasquale col suo «Megafono» ha mosso le acque facendo approvare a Palermo questa mozione che è meglio di niente e che niente potrebbe rimanere se la stessa non dovesse essere supportata dei governi nazionale ed europeo. Filippo Giombarresi, presidente dei concessionari ortofrutticoli al Mercato di Vittoria, infatti, è tanto contento quanto scettico nell’apprendere l’iniziativa di Dipasquale, convinto com’è che possa rimanere lettera morta. La mozione Dipasquale è stata presentata il 13 febbraio scorso per avere via libera il 28 febbraio. Ieri l’approvazione.

Grazie al passaggio all’Ars avvenuto ieri, secondo il deputato del Megafono ragusano sarà adesso possibile attivare le norme previste nell’articolo 7 dell’accordo siglato nel febbraio 2012 tra l´Unione Europea e il Marocco. Lo scopo è quello di tutelare il settore agroalimentare siciliano dalla "invasione" delle produzioni marocchine di pomodoro, peperoni, zucchine, fragole, arance, ma anche uva da tavola, patate, meloni e angurie che grazie all´accordo commerciale è possibile su larga scala. L’accordo euro mediterraneo prevede infatti la reciproca liberalizzazione dei prodotti agricoli e ittici ma chiaramente il Marocco può contare su costi di produzione più bassi rispetto a quelli ad esempio della Sicilia, creando nei fatti una situazione concorrenziale particolarmente complessa.


»Come avevamo già detto tempo fa – spiega Nello Dipasquale - l´accordo Euromediterraneo con il Marocco apre nei fatti forti dubbi in materia di diritti degli agricoltori, lotta contro le frodi, protezione dell´ambiente e delle norme di sicurezza alimentare oltre ad esentare il 55% delle derrate esportate dal Marocco verso l’Europa. E’ davvero assurdo che sia passata questa linea che danneggia fortemente i nostri produttori siciliani. Da qui la mozione tesa a far scattare, con l’apporto del Governo regionale, tutte le norme di salvaguardia previste all’articolo 7 dell’accordo, riducendo gli ingressi sui nostri mercati e monitorando gli sviluppi dell’intesa commerciale soprattutto per frodi e violazioni».

Ma il presidente dei concessionari spiega le sue perpeplessità. «Sarei felicissimo –ribadisce Giombarresi- se questa mozione trovasse davvero concretezza, ma sono scettico. Ricordo quel famoso «pacchetto Aiello» presentato durante la campagna elettorale quando Aiello era assessore di Lombardo. Che fine ha fatto quel pacchetto pieno di buone idee? Se l’accordo Euromarocchino è appunto Europeo, che incidenza può avere la Regione? Le analisi e i controlli devono farle le forze dell’ordine nazionali e internazionali. La mozione dovrebbe essere inviata ai governi di Roma e di Bruxelles».

Giombarresi, piuttosto, bacchetta il governo italiano perché nel campo della ricerca e della sperimentazione ha gettato la spugna. «In questo settore dipendiamo dagli israeliani, olandesi e americani. Sono loro che sperimentano nuove varietà. L’Italia è bloccata. Ha bisogno di una bella spinta».