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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 872
PALERMO - 27/07/2013
Economia - Il presidnete ha fatto marcia indietro dopo pressioni Pd

Crocetta: niente aumento Irpef e assessore se ne va

L’ira dell’assessore Luca Bianchi: "Lasciato solo, sono pronto a mollare" Foto Corrierediragusa.it

Clamoroso ripensamento di Rosario Crocetta. Dopo solo 24 ore il presidente ha fatto marcia indietro sull´aumento Irpef. "L´aumento delle tasse non è applicabile -ha annunciato- Cercheremo strade alternative al pagamento sugli interessi sul debito. Se non ci riusciamo come governo sarà l´Ars a doversene occupare". Luca Bianchi, assessore all´Economia (foto), è sobbalzato. E´ stanco e deluso ed ha confidato di pensare ad un clamoroso passo indietro. "Sto riflettendo -ha detto- Voglio capire se con questa incoerenza si può ancora andare avanti e soprattutto se ne vale la pensa". Una stilettata in piena regola che apre una ferita nella compagine di governo di Rosario Crocetta, oggi più che mai sulla graticola anche a causa della vicenda Muos.

L´aumento dell´Irpef
La Regione aumenta le tasse per pagare i debiti verso le imprese. Dal primo gennaio crescerà l’addizionale Irpef con aumenti che vanno dallo 0,1 allo 0,4%. Manovra che servirà a coprire un maxi mutuo da un miliardo: somma che entrerà nelle casse delle aziende che da tempo vantano crediti dalla pubblica amministrazione. Il tutto viaggia in un pacchetto di norme (di cui fanno parte anche le proroghe fino al 31 dicembre per i 20 mila precari degli enti locali) che il governo chiede di approvare entro 10 giorni.

«In Sicilia - spiega l’assessore all’Economia, Luca Bianchi - verranno saldati debiti con le imprese per 960 milioni. Per fare tutto ciò accenderemo un mutuo da un miliardo ma lo Stato ci ha chiesto di garantire la restituzione del capitale con un aumento dell’addizionale Irpef». E così sarà: verrà aumentata quella stessa addizionale che già in Sicilia ha aliquote record che servono a coprire il deficit della sanità maturato nella gestione Cuffaro. I contribuenti siciliani versano già un’aliquota dell’1,73% (in Italia non supera l’1,23%). E il nuovo aumento si somma a questi valori.

Lo schema previsto dal governo tutela i redditi più bassi: chi guadagna meno di 15 mila euro non verserà nulla in più, e chi sta fra i 15 mila e i 75 mila avrà un aumento che oscilla da un solo euro al mese fino a 26. In pratica la nuova addizionale avrà uno scaglione esente e 5 progressivi (dallo 0,1% allo 0,4%).
Il gettito previsto è di 53 milioni all’anno. Bianchi anticipa che la Regione tenterà di neutralizzare l’aumento: «Stiamo provando a compensare questo aumento con una corrispondente riduzione della vecchia addizionale, possibile visto che abbiamo azzerato il deficit sanitario».