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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 982
PALERMO - 15/06/2012
Economia - La relazione annuale della filiale regionale della Banca d’Italia

Imprese chiuse, cresce disoccupazione. Crollo consumi

Dal 2007 al 2010 la spesa media mensile si e’ ridotta di circa il 9 per cento, raggiungendo il valore minimo dal 2002. Tale contrazione, superiore a quella registrata nella media italiana (-4 per cento), ha portato a un ampliamento del divario tra la Sicilia e il resto del Paese
Foto CorrierediRagusa.it

Rallenta la ripresa economica e aumenta la disoccupazione. Sono due tra i principali fattori che rendono sempre piu´ lontana la Sicilia dal resto d´Italia. E´ quanto emerge dalla relazione annuale sull´economia siciliana della Banca d´Italia.

"Il 2011 e´ stato un anno a due facce - ha detto Giuseppe Arrica, direttore della filiale regionale - nel primo semestre si e´ registrata una parziale ripresa, mentre nella seconda parte dell´anno, a causa della crisi del debito a livello europeo, si sono creati problemi a livello nazionale che hanno avuto pesanti ripercussioni anche sulla Sicilia".

Il rapporto evidenzia che nel primo trimestre del 2011, il tasso di disoccupazione nella regione e´ passato dal 15 per cento al 19,5 per cento dei primi mesi del 2012.

Nel dettaglio, secondo gli ultimi dati Istat, in Sicilia il calo dell´occupazione e´ arrivato al 2,9 per cento, facendo scendere il numero di occupati di 41mila unita´ rispetto allo stesso trimestre del 2011. Per la prima volta il numero di lavoratori nell´Isola e´ inferiore al milione e 400 mila.

"Il calo ha interessato tutti i settori, escludendo l´agricoltura - ha aggiunto Arrica - un comparto che pero´ spesso assorbe i lavoratori con caratteristiche di precariato". Maggiormente penalizzati i lavoratori nel settore delle costruzioni (-7,1 per cento), e del commercio, alberghi e ristoranti (-6,4 per cento).

I cittadini in cerca di occupazione si sono ridotti del 3 per cento e il calo ha riguardato sia quelle persone con precedenti esperienze lavorative sia quelle in cerca di prima occupazione. Il tasso di attivita´ e´ sceso per il sesto anno consecutivo, raggiungendo il 49,5 per cento.

E ancora: la percentuale delle imprese che hanno chiuso l´esercizio in utile si e´ ridotta, rispetto al 2010, di circa 9 punti percentuali, al 52 per cento.

Per quanto riguarda gli scambi con l´estero, nel 2011 le esportazioni siciliane sono aumentate del 15,5 per cento dopo la forte ripresa del 2010. L´andamento riflette una tendenza positiva registrata nel primo semestre dell´anno, a cui e´ seguita, invece, una variazione negativa nell´ultimo semestre.

Ma al netto dei prodotti petroliferi raffinati, che incidono per oltre il 70 per cento sul totale, le esportazioni siciliane sono diminuite dell´1,4 per cento, a fronte di un incremento sia a livello nazionale (11,3 per cento), sia nel Mezzogiorno (9 per cento).

Sempre secondo la relazione della Banca d´Italia, in Sicilia diminuiscono anche i consumi delle famiglie: dal 2007 al 2010 la spesa media mensile si e´ ridotta di circa il 9 per cento, raggiungendo il valore minimo dal 2002. Tale contrazione, superiore a quella registrata nella media italiana (-4 per cento), ha portato a un ampliamento del divario tra la Sicilia e il resto del Paese. A partire dal 2008 tutte le principali voci di spesa hanno registrato una contrazione. Il calo e´ stato particolarmente intenso per i trasporti, l´abbigliamento, i ristoranti e gli alberghi.

Unici segnali positivi quelli che provengono dal turismo, settore nel quale si e´ registrata una ripresa dei pernottamenti degli stranieri con un aumento della spesa ad essi associata, dopo tre anni di calo. Il peggioramento della congiuntura, invece, si e´ riflesso anche nella debolezza della domanda di credito, in concomitanza con un inasprimento delle condizioni di offerta da parte degli intermediari bancari. Ne e´ derivato un rallentamento dei finanziamenti bancari all´economia regionale che si e´ manifestato a partire dalla seconda parte del 2011, decelerando sia i prestiti alle famiglie, sia quelli destinati ai settori produttivi. Il tasso di interesse sui prestiti a breve termine e´ salito nel corso dell´anno di 1,4 punti percentuali, attestandosi a dicembre al 7,4 per cento.

Nell´isola si registra una bassa scolarizzazione. Il numero di diplomati e laureati e´ inferiore alla media nazionale e quella del Mezzogiorno. In base ai dati Istat, nel 2010 l´incidenza dei laureati tra i residenti in Sicilia di 25-64 anni era del 12,3 per cento, rispetto al 14,8 per cento della media nazionale. La quota dei residenti della stessa classe di eta´ con almeno un titolo di studio secondario era del 46,1 per cento, una delle piu´ basse fra le regioni italiane.