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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 327
PALERMO - 17/02/2012
Economia - Eliminazione immediata dei dazi doganali dei prodotti provenienti dal Marocco

Ue dice sì alla liberalizzazione di arance e pesce

Il tutto mentre infiamma la protesta dei Forconi che su questo punto hanno dato battaglia
Foto CorrierediRagusa.it

Via alla liberalizzazione di alcuni prodotti ortofrutticoli ed ittici dal Parlamento Europeo. L´accordo prevede l´eliminazione immediata del 55 per cento (dal 33 per cento attuale) dei dazi doganali sui prodotti provenienti dal Marocco. Mentre i dazi in uscita su frutta, verdura e pesce prodotti nei paesi dell´Unione Europea verranno ridotti del 70 per cento nei prossimi dieci anni. Per la Sicilia ed i suoi produttori in particolare è un colpo basso, difficile da assorbire e la deliberazione dell’Ue ha seminato già il panico tra i produttori.

Nel bel mezzo della protesta dei Forconi che avevano fatto della tutela dei prodotto agricoli siciliani uno dei loro punti di forza la decisione di Strasburgo non aiuterà certamente a rasserenare gli animi anche perché dal prossimo maggio le arance marocchine arriveranno sulle tavole dei siciliani e degli italiani a prezzi stracciati. Secondo la Colidretti anche a meno di 20 centesimi al chilo.

Discorso simile per i limoni, il cui prezzo al chilo potrebbe scendere a 15 centesimi al chilo contro i 30 attuali, e le zucchine, la cui quotazione dai 90 centesimi arriverà a 30-40.

Un accordo «vergognoso, devastante, dannoso per l´agricoltura italiana», è la valutazione condivisa dalle organizzazioni degli agricoltori, dalla Coldiretti a Cia, Confagri, Copagri. Oltretutto dovrebbe entrare in vigore all´inizio di maggio 2012, proprio quando gli agricoltori saranno chiamati a fare i conti con la nuova Imu. Insomma, un disastro. Ad essere a rischio, secondo le organizzazioni agricole, le produzioni di ortrofrutta soprattutto del Meridione, alle prese con la concorrenza nordafricana a prezzi più bassi e manodopera a buon mercato. L´intesa «avrà l´effetto di aumentare le importazioni verso l´Italia, tra l´altro negli stessi periodi di massima produzione delle nostre produzioni ortofrutticole meridionali», dice l´Alleanza delle cooperative. «Accordo squilibrato» secondo Confagricoltura: «ancora una volta si è utilizzata l´agricoltura come merce di scambio per risolvere questioni politiche e internazionali, e l´Italia sarà il Paese più danneggiato».

Il voto del Parlamento di Strasburgo è stato un sì sofferto, tanto che lo stesso relatore, il francese Josè Bovè, aveva proposto la bocciatura del testo considerandolo dannoso per gli agricoltori europei. E l´opposizione ai termini dell´intesa si è configurata più per Paesi che per blocchi politici, con Spagna e Portogallo in prima fila assieme all´Italia tra i contrari dei Paesi mediterranei.

Soddisfatto invece il commissario Ue all´agricoltura Dacian Ciolos, che parla di «accordo equilibrato, che apre nuove occasioni per i produttori europei». Ed è pronto a rassicurare sulla questione "sensibile" dei prodotti ortofrutticoli: «L´accordo contiene – dice Ciolos – tutte le disposizioni per assicurare l´avvenire di produzioni europee come pomodori, zucchine, cetrioli, aglio, clementine e fragole: prodotti che non saranno liberalizzati dall´accordo».
«Ho votato contro», ribatte invece l´europarlamentare Rosario Crocetta (Pd), convinto che l´accordo sia basato «sulla tutela di interessi e poteri economici forti, in cui vengono privilegiati gli interessi delle industrie del centro-nord europeo a danno dell´agricoltura meridionale e dei consumatori marocchini.

Con tale accordo, infatti, sarà possibile importare indiscriminatamente prodotti dal Marocco ed esportare dall´Europa prodotti industriali, scatenando così una guerra tra poveri. I consumatori marocchini vedrebbero aumentati i costi dei prodotti agricoli nel loro paese e i produttori siciliani, meridionali e del sud d´Europa verrebbero messi in una condizione di diseguaglianza. Non vi è alcuna clausola, poi, in materia di fitofarmaci e quindi sulla sicurezza dei prodotti che verrebbero importati. È prevalsa un´Europa nordista, falsamente aperta al Mediterraneo.

Come parlamentare delle isole, Sicilia e Sardegna, – prosegue Crocetta – continuerò a battermi per i paesi del mezzogiorno con la consapevolezza che gli interessi vanno armonizzati. I popoli del sud del mediterraneo vanno aiutati, ma sicuramente non a danno delle regioni piú povere d´Europa. Una Germania che si scopre improvvisamente filomediterranea è riuscita ad imporre un accordo che favorisce le sue industrie a danno degli altri. Ci batteremo – conclude - per impedire tali accordi, che voglio sottolineare sono stati già conclusi non dal Governo italiano in carica, ma da quello precedente. Il governo di Silvio Berlusconi e di Saverio Romano avevano giá concordato quelle misure».


il disastro
17/02/2012 | 21.50.32
condor

il popolo italiano ,che siamo noi anche della sicilia, siamo persone completamente governati da incapaci politici tutti laureati di cose diverse dei compiti assegnati. e queste notizie ravvivano il nostro cuore x delle incompetenze riguardo alla nostra agricoltura tassata a più non posso e regole ben definite che strozzano i nostri guadagni se tali si possono chiamare . con tante regole non accette di un agricoltura abbandonata a sè stessa .l´importante che i cari politici si fattono i loro bei stipendi di quelli che sono buoni solo a tassare i poveri in questa monarchia di una repubblica chiamata libera!!!!!!!!!!! QUESTA è SOLO DITTATURA CARI POLITICI DEL MENGA!!


il male più grande
17/02/2012 | 16.32.47
franco

far parte di questa europa è stato il male più grande che ci potesse capitare....assistiamo alla distruzione di tutto quello che abbiamo grazie a questa grande europa di inconcludenti e presuntuosi......dall´entrata in europa siamo costretti ad una agonia