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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:47 - Lettori online 1013
PALERMO - 11/11/2011
Economia - Il rappoto di Bankitalia sulla congiuntura economica in Sicilia

Sud est, cresce l´occupazione e migliora il turismo

Anche a Ragusa nel periodo gennaio-luglio 2011, gli arrivi di turisti stranieri sono aumentati del 10,7 per cento mentre il numero di pernottamenti è diminuito del 12,6
Foto CorrierediRagusa.it

Dopo tre anni consecutivi di perdita di posti di lavoro, in Sicilia l´occupazione torna a crescere. Si riduce quasi di un punto il tasso di disoccupazione, che scende sotto la soglia del 15%: il dato toglie all´isola il primato negativo di regione con il maggior numero di disoccupati, record che passa alla Campania.

Nei primi sei mesi dell´anno, secondo il rapporto di Bankitalia sull´aggiornamento congiunturale dell´economia in Sicilia, il tasso di occupazione è aumentato dello 0,6%, invertendo il trend negativo cominciato nel 2008. In particolare è cresciuta l´occupazione femminile con un tasso dell´1,4% a fronte dello 0,2% di quello maschile. L´incremento maggiore si è registrato nei servizi (+4,4%), segue l´industria (+2,4%) e agricoltura (+0,9%).

Male invece, con un calo del 7,1%, il commercio e la ristorazione, mentre nell´edilizia c´è stata una riduzione del numero di occupati pari a -4,2%. Stabile rispetto allo stesso periodo del 2010 il tasso di occupazione: 42,6%. Diminuisce il numero di persone in cerca di lavoro pari a -5,1%, contro l´8,8% di un anno fa. In calo anche il numero di persone in cerca di prima occupazione: -6,6%.

«In un certo senso il tasso di disoccupazione si è fermato - ha detto il direttore della filiale della Banca di Italia in Sicilia Giuseppe Arrica - non è cresciuto ulteriormente. Finora il tasso di disoccupazione della regione era il più alto d´Italia, oggi si colloca dopo la Campania».

Comunque la Sicilia ripiomba nella crisi dopo i timidi segnali di ripresa del 2010. Il rapporto di Bankitalia sull´andamento dell´economia nel primo semestre dell´anno non lascia scampo: i prossimi mesi saranno neri. Nonostante il lieve aumento del fatturato e degli utili, registrati da alcune imprese che lasciavano intravedere una crescita, tutti gli altri indicatori rivelano che la crisi non è mai stata superata.

Anzi il tonfo dei mercati, l´impennata del differenziale dei titoli di Stato italiano con quelli tedeschi e l´instabilità politica rendono il quadro ancora più fosco. «L´economia siciliana si trova ancora in una situazione di ristagno - conferma Arrica - Il trend è lo stesso del 2010. L´andamento degli ordini e della produzione è rimasto stazionario. Un impatto negativo lo rileviamo ancora nel settore delle costruzioni, che continuano a espellere manodopera e aumenta il numero delle ore non lavorate. Questo è il sentore di una crisi che non è solo siciliana ma nazionale».

Dal quadro di stagnazione si salvano il turismo e l´export. L´indagine di Bankitalia sul turismo internazionale indica che, nel periodo gennaio-luglio 2011, gli arrivi di turisti stranieri sono aumentati del 10,7 per cento mentre il numero di pernottamenti è diminuito del 12,6, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche la spesa effettuata dagli stranieri in regione si è contratta (-1,2 per cento, a fronte di un aumento del 5,6 in Italia), proseguendo la dinamica negativa iniziata nel 2008.

Gli arrivi dei turisti sono cresciuti nelle strutture ricettive delle province di Catania, Ragusa, Enna e Caltanissetta, mentre in provincia di Trapani si è rilevata una contrazione. Si è confermata la crescita del numero dei velivoli movimentati e dei passeggeri trasportati nei tre principali scali (rispettivamente 4,4 e 8,5 per cento nei primi otto mesi dell´anno). Dopo il forte sviluppo del 2010, lo scalo trapanese ha subito una contrazione dei movimenti dei voli (-5,2) e dei passeggeri (-9,6) a causa delle limitazioni imposte ai voli civili per le esigenze operative connesse con la crisi libica.

Nel primo semestre 2011 anche le esportazioni hanno mantenuto un ritmo di crescita sostenuto (29,2 per cento rispetto al primo semestre del 2010, riportando i flussi regionali sui livelli pre crisi.