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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 937
MODICA - 22/03/2014
Economia - Dimissioni del Cda, che si rimette all’assemblea dei soci

Stop di BankItalia a Bcc Modica: la parola al presidente

Entro 90 giorni i vertici della Bcc dovranno rendere noti alla Banca d’Italia i punti cardine della nuova strategia di sviluppo, che punta anche sulla fusione con un grosso gruppo bancario, mantenendo la filiale
Foto CorrierediRagusa.it

Dimissioni dell’intero consiglio d’amministrazione, che si rimette in tal modo alla volontà dell’assemblea dei soci. E’ la decisione unanime dei vertici della Banca di credito cooperativo Contea di Modica, anche a seguito dell’ispezione di BankItalia, per favorire l’avvio di una fase nuova. Un percorso obbligato anche per via della legge statale dello scorso anno, che ha innalzato il patrimonio di vigilanza minimo delle banche da 2 a 5 milioni di euro. La Bcc risulta essere sotto il suddetto limite, da qui la decisione della Banca d’Italia di sospendere l’erogazione di nuovo credito all’istituto bancario, il cui presidente facente funzioni Giorgio Cappello (foto) ha tenuto a precisare che questa realtà presente sul territorio da oltre otto anni garantirà comunque la propria solidità. Si sta valutando difatti l’ipotesi di aggregazione con un grosso gruppo bancario, senza tralasciare l’eventualità del mantenimento dell’autonomia della banca, nel caso si possa concretizzare la ricapitalizzazione, il cui primo step coincide proprio con le dimissioni dell’intero Cda.

La Bcc Contea di Modica, con una sola filiale in viale degli Oleandri, è quindi l’ennesima banca colpita dalla mannaia della crisi che ha deteriorato il credito, come emerso dall’ispezione della Banca d’Italia durata due mesi, dal 13 novembre 2013 al 15 gennaio scorso e conclusasi, come da prassi, con una lettera sanzionatoria che ha contestato delle responsabilità ai vertici dell’istituto di credito modicano. «I consiglieri d’amministrazione che oggi rappresento – dichiara Giorgio Cappello – hanno sempre operato in buona fede, e, se qualcuno ha sbagliato, per le proprie competenze, ci assumeremo tutte le responsabilità e ci rialzeremo più forti di prima».

La concessione di credito a soggetti imprenditoriali e non solo che fornivano sulla carta tutte le garanzie del caso, ma che poi si sono rivelati insolventi, per cause di forza maggiore riconducibili alla crisi strutturale del Paese, ha inciso sul deterioramento del credito della Bcc, il cui patrimonio di vigilanza è nel frattempo diventato insufficiente dopo l’entrata in vigore della citata legge statale. Una legge che ha inciso profondamente soprattutto per quelle banche monocellulari come la Bcc, la cui situazione critica è comunque in linea con il sistema bancario di riferimento su scala nazionale.

«La Banca d’Italia – prosegue il presidente facente funzioni – porta avanti, svolgendo perfettamente il proprio ruolo istituzionale, la medesima linea senza distinzioni tra grossi gruppi bancari e piccole realtà come la nostra, consigliando l’aggregazione per garantire maggiore solidità, che è poi il nostro obiettivo primario, come confermato dalle dimissioni in blocco del Cda, propedeutiche all’inizio di un nuovo ciclo con la massima garanzia, tra l’altro, al patrimonio sociale e ai singoli azionisti». In questa fase di transizione, oltre a garantire le normali operazioni di routine e a gestire il credito già erogato, la Bcc può fare nuovo credito non in maniera diretta, ma commissionale, attraverso altre banche convenzionate.

Entro 90 giorni i vertici della Bcc dovranno rendere noti a BankItalia i punti cardine della nuova strategia di sviluppo, che, come accennato, punta anche sulla fusione con un grosso gruppo bancario, mantenendo la filiale. La Bcc Contea di Modica, costituita nel 2004 e divenuta operativa due anni dopo, è di proprietà di alcuni tra i più importanti nomi del capitalismo modicano, forte di circa mille 700 soci. In otto anni di attività, la banca ha raccolto 30 milioni di euro, di cui 23 milioni reinvestiti sul territorio sottoforma di erogazione del credito a imprese e famiglie.

LO STOP DI BANKITALIA
n può più erogare nuovo credito la Banca di credito cooperativo Contea di Modica. E’ quanto deciso dalla Banca d’Italia, che, di fatto, ha stoppato il prosieguo dell’attività della Bcc. La banca può solo continuare a gestire il credito già erogato, proseguendo pure in tutte le altre operazioni bancarie di routine, in attesa di un probabile accorpamento con un grosso gruppo di settore. La Bcc Contea di Modica annovera una sola filiale in città, in viale degli Oleandri, mentre gli uffici direzionali hanno sede a Modica Alta, in corso Principessa Maria del Belgio. La decisione della Banca d’Italia di bloccare l’erogazione di nuovo credito a tempo indeterminato è scaturita dagli esiti dell’ispezione. Dai controlli degli ispettori sarebbe emersa una presunta gestione poco accorta, a quanto pare protrattasi negli ultimi anni, da parte degli attuali responsabili della Bcc, che non avrebbero rispettato alcuni importanti parametri imposti su scala nazionale proprio dalla Banca d’Italia. Le irregolarità più pesanti sarebbero riconducibili a qualche mese fa, quando peraltro si erano registrate le dimissioni del presidente del consiglio d’amministrazione della Bcc Contea di Modica Antonello Lucifora, ovvero il punto di riferimento principale della banca.

E’ della scorsa settimana, invece, il divieto dell’erogazione di nuovo credito deciso dalla Banca d’Italia. Si vocifera pure di probabili deferimenti di alcuni responsabili per quanto concerne le presunte irregolarità che sarebbero state riscontrate dagli ispettori della Banca d’Italia. L’unico dato certo al momento è che la banca non può concedere nuovi fidi o accendere nuovi mutui, tra le altre cose, fatta eccezione, come accennato, per il credito già erogato e le normali operazioni bancarie. I clienti sono comunque tutelati, come previsto per legge anche in casi del genere. Proprio alcuni clienti si erano lamentati dell’impossibilità di poter accendere nuovi mutui o vedersi concedere nuovi fidi, senza ottenere spiegazioni esaustive agli sportelli. Non rischiano nulla neppure i mille 700 soci che hanno investito in azioni sulla banca.

Il destino della Bcc Contea di Modica non è affatto segnato e, come accennato, l’ipotesi più probabile appare quella dell’inglobamento con un colosso bancario. Le trattative sarebbero già in corso. L’avventura della Bcc Contea di Modica cominciò nell’ottobre 2006 sotto i migliori auspici. Tra i proprietari, la banca annoverava alcuni tra i nomi più importanti del capitalismo modicano.