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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:28 - Lettori online 1395
MODICA - 08/11/2012
Economia - La situazione è precipitata a causa dei debiti fuori bilancio

Revisori dei conti su debito Modica

La relazione è impietosa e mette il dito nella piaga. Situazione grave pure a Comiso: interviene l’assessore Ditrapani
Foto CorrierediRagusa.it

«Il collegio dei revisori ha tenuto sotto stretto controllo i bilanci del Comune di Modica sin dal consuntivo del 2007, quando è emerso improvvisamente un debito di 21 milioni 306mila 509 euro (una cifra enorme per un Comune di questa grandezza) che non compariva nell’anno precedente. Lo sbalzo è stato dovuto a tre fattori determinanti: la cancellazione di alcuni importanti residui attivi, tra qui quello legato al fitto del Tribunale; spese di investimenti superiori alle entrate; spese correnti superiori alle entrate». Recita così l’inizio della relazione del presidente dei Revisori dei Conti a palazzo S. Domenico, Annamaria Aiello. La relazione è impietosa e mette il dito nella piaga e spiega come si sia consolidato il debito che l’amministrazione ha deciso ripianare facendo ricorso al piano quinquennale di riequilibrio finanziario.

Scrive ancora il presidente del Collegio dei revisori: «In questi anni sono stati pagati ogni anno circa 4 milioni di euro di debiti fuori bilancio non con entrate straordinarie, ma con entrate correnti: l’Ente ha fatto la scelta di risanare questi debiti, essendo peraltro in molti casi obbligato a farlo alla conclusione di contenziosi e in presenza di decreti ingiuntivi e decreti di ottemperanza. Queste somme si sarebbero potute utilizzare come fondo per un piano pluriennale di ripiano del disavanzo di amministrazione: se non ci fossero stati i debiti fuori bilancio, dunque, il comune avrebbe già risanato le sue casse».

Antonello Buscema ricorda che nel 2008 il debito accertato era di quasi 22 milioni e oggi si aggira su quasi nove milioni dopo che l’amministrazione ha coperto 13 milioni di debiti. Anche per i debiti fuori bilancio, cui accenna anche il presidente dei revisori il sindaco sente di avere operato bene: «I debiti fuori bilancio che sono emersi dal 2008 a oggi (e si riferiscono tutti agli anni precedenti) ammontano a 35.929.278 e oggi ce ne restano € 19.561.859. Ne abbiamo infatti già coperti 16 milioni 367mila 419 euro».

I conti sono allora presto fatti, dei quasi 58 milioni di debito, per trenta milioni è stato già coperto per cui restano 28 milioni ancora da coprire. Una somma non indifferente che, alla luce dei tagli imposti ai comuni, con i minori trasferimenti da Stato e Regione, ha imposto una via «guidata» dai magistrati della Corte dei Conti per il recupero. Il rientro dovrà essere certo e comporterà sacrifici ulteriori per i cittadini in termini di tasse locali e tariffe e possibili tagli nei servizi.

L´ASSESSORE DI COMISO DITRAPANI: "SITUAZIONE GRAVE"
di Laura Incremona

La scure dei ritardi nei trasferimenti statali si abbatte sui comuni della provincia. La situazione rischia di precipitare sempre di più ed accanto al danno , la beffa. Quindici giorni fa, lo stato ha notificato i decreti dei trasferimenti della rata che, per Comiso, è stata ridotta da un milione ed otto, a un milione e trecento mila euro. «Sarebbe stata una boccata d’ossigeno – ha commentato oggi Dante Ditrapani assessore alle finanze del comune di Comiso – anche perché oltre le mensilità dei dipendenti, ci sarebbero anche altre spese indispensabili da fronteggiare.

Invece, al di là della notifica dei decreti, dopo 15 giorni non è stato accreditato un solo centesimo. Le uniche somme arrivate in questi giorni, sono quelle della regione che ammontano a soli duecento mila euro. Magari – ha concluso Ditrapani – qualcuno ci dovrebbe spiegare come dovremmo fare noi amministratori, a gestire gli enti che governiamo». Ieri comunque, qualche rappresentante sindacale ha fatto capire che lo stato di agitazione e relative manifestazioni di protesta, potrebbero riprendere a breve.

LA RIUNIONE DEI COMUNI IBLEI
Sindaci in trincea e sindacati in allerta. La riunione tenuta ieri a palazzo S. Domenico ha fatto toccare con mano la dura realtà dei comuni della provincia dove non arrivano soldi da Stato e Regione e dove i dipendenti sono in uno stato di allerta. Dai prossimi giorni infatti potrebbero ricominciare le azioni di protesta dei dipendenti comunali che non ricevono gli stipendi da mesi.

Il sindaco di Scicli Franco Susino ha aperto l’incontro dicendo: «Ad oggi non sono arrivati nei comuni i trasferimenti annunciati da Palermo alla vigilia delle elezioni e neppure quelli dello Stato. Sono arrivati solo i decreti ma non c’è alcuna liquidità. Una vera e propria beffa». I sindaci presenti, Acate, Chiaramonte, Comiso, S. Croce, Modica, Pozzallo, Scicli, Ispica oltre a quelli di Avola e Canicattini, sono intenzionati a mobilitarsi innanzitutto contro l’Anci che non ha garantito per nulla i comuni in questa fase delicata ed in ultima istanza anche a cancellarsi dall’associazione dei comuni italiani per manifesta incapacità dell’organizzazione.

Accolta la proposta lanciata dal sindaco di Modica e di Scicli di chiedere un incontro al più presto con il nuovo presidente della Regione ed il futuro assessore agli Enti Locali non appena insediato. Il sindaco di Acate ha manifestato tutto il suo disagio non solo per la mancanza di liquidità ma per la grave situazione degli studenti del uo comune, ben 400, cui deve essere garantito il trasporto verso gli istituti della provincia.

Presenti nell’aula consiliare anche tutti i segretari provinciali di Cgil, Cisl ed Uil ed i segretari di categoria. Preoccupazione massima tra di loro perché come ha detto Giovanni Avola: «Una settimana fa abbiamo svolto il ruolo di pompieri per disinnescare la protesta alla vigilia delle elezioni ma non siamo più in grado di intervenire perché il malessere dei dipendenti comunali di tutti i comuni è grande». I sindacati hanno posto un limite massimo del 20 dicembre per il pagamento degli stipendi arretrati perché è impensabile far trascorrere le feste di Natale senza pagare gli stipendi. Per far questo sarà necessario trasferire i soldi del versamento IMU ai comuni dopo pochi giorni dal versamento.