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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:53 - Lettori online 784
MODICA - 19/10/2012
Economia - Situazione incandescente ed a rischio ci sono anche le elezioni di giorno 28

A Modica e Scicli mancano i soldi, a rischio le Regionali

I servizi, a cominciare da quelli essenziali, sono in pericolo ed il mancato pagamento degli stipendi mettono a rischio la coesione sociale Foto Corrierediragusa.it

Situazione incandescente ed a rischio ci sono anche le elezioni di giorno 28. I sindaci della provincia di Ragusa lanciano un appello alla Regione, al prefetto, ai sindacati. I servizi, a cominciare da quelli essenziali, sono in pericolo ed il mancato pagamento degli stipendi mettono a rischio la coesione sociale. Ad angosciare i primi cittadini della provincia è anche la mancata certezza dei tempi con cui gli annunciati trasferimenti da Palermo, seppur più che dimezzati rispetto alle previsioni, arriveranno.

L’iniziativa di Antonello Buscema e Franco Susino, sindaci dei due comuni dove la situazione è più pesante, Modica e Scicli, è stato raccolto all’unisono dagli altri sindaci della provincia ed un documento è stato sottoscritto per far presente le crescenti e preoccupanti difficoltà. Dall’altro lato della barricata ci sono i dipendenti comunali e tutti i lavoratori delle società legate da un rapporto con il comune, che aspettano il pagamento di qualche mensilità. A palazzo S. Domenico a Modica continua l’occupazione degli operatori ecologici in arretrato di quattro mesi ed i sindacati della Funzione Pubblica a Modica hanno annunciato una assemblea permanente lunedì dalle 10 alle 13.

Cgil, Cisl ed Uil si stanno inoltre organizzando per promuovere una azione complessiva di protesta in tutta la provincia ove almeno nove comuni su dieci sono in grande difficoltà. C’è inoltre in tutti la consapevolezza che senza misure drastiche, leggasi ulteriori trasferimenti da Stato e Regione, la situazione, già difficile, è destinata a peggiorare. Non è un caso che i sindaci paventano il rischio di compromettere il regolare svolgimento delle elezioni, a meno di ulteriori provvedimenti della Regione. I sindaci della provincia di Ragusa con il loro documento hanno inoltre sollecitato tutti gli altri colleghi siciliani a rivolgere il loro appello ai propri prefetti di riferimento per rappresentare la gravità della situazione.

Da parte loro Cgil, Cisl ed Uil di Modica hanno promosso oltre all’assemblea permanente il coinvolgimento delle altre rappresentanze di tutta la provincia per arrivare ad uno stato di permanente protesta che potrebbe portare ad azioni eclatanti. Nella protesta degli operatori ecologici a palazzo S. Domenico è percepibile in modo chiaro per esempio lo stato di rabbia dei lavoratori e l’intenzione di andare fino in fondo. Le notizie arrivate da Palermo sulla riduzione ad un terzo della trimestralità, da 2 milioni e mezzo a 880 mila euro, ha provocato prima un senso di scoramento e poi un moto di ribellione che a stento è stato riportato nel giusto alveo con i vigili urbani sempre presenti a presidiare palazzo S. Domenico per prevenire azioni inconsulte dettate dall’estremo bisogno.

IL CAMPANELLO D´ALLARME
Ora è allarme. Da Modica a Pozzallo, da Scicli ed Ispica si rischia veramente il default. I comuni non riescono più a far fronte ai propri impegni e dietro le stanze dei sindaci si affollano dipendenti comunali, delle cooperative, delle imprese che gestiscono servizi per gli enti per non parlare di piccoli e medi imprenditori che devono riscuotere crediti, anche sostanziosi da anni. Le notizie provenienti da Palermo hanno gettato nello sconforto i sindaci perché tutte le loro previsioni, condivise anche dai sindacati, sono saltate in aria. La già grave situazione è stata ancor più resa difficile dagli annunci di risoluzione dei problemi del pagamento degli stipendi arretrati mentre ora bisogna fare i conti con una realtà ben diversa.

Lo scoro 5 ottobre, in sede di coordinamento dei sindaci all’inizio del mese si era salutato il sì del ministro dell’Economia al superamento della patto di stabilità per la Sicilia con formale garanzia del dirigente generale delle Autonomie locali, Luciana Giammanco, che si sarebbero sbloccati fondi per il pagamento di due trimestralità regionali ed il 95 per cento della terza. Una vera e propria boccata d’ossigeno per gli enti locali ma ieri è arrivata la doccia scozzese perché l’assessore Armao ha rappresentato una realtà ben diversa informando sindacalisti e sindaci presenti che la giunta regionale, a fronte di un fabbisogno complessivo per i comuni siciliani di circa 260 milioni di euro, ha potuto sbloccarne poco meno di 70: di fatto significa che i comuni potranno saldare solo la prima trimestralità e non avranno neppure certezza dei tempi per le altre due.

Il caso di Modica è emblematico; a fronte di tre milioni di euro che erano attesi nelle casse di palazzo S. Domenico arriveranno invece appena 880 mila euro. Questa somma non sarà neppure sufficiente per pagare una mensilità ai comunali per non parlare di tutto il resto del parterre che attende soldi e salari. Ai sindacati non è rimasto che proclamare lo stato di agitazione mentre da parte sua il sindaco Antonello Buscema si sente veramente alle corde e pensa a soluzioni drastiche. Dice il sindaco: «Dobbiamo riflettere sullo scenario futuro, e non solo quello immediato.

L’esito della riunione dell’Anci con l’assessore Armao ci priva della più immediata e sicura aspettativa per migliorare la situazione di cassa e far fronte agli impegni indispensabili. La crisi finanziaria della Regione rischia dunque di mettere in ginocchio non solo il nostro, ma tutti i Comuni della Sicilia: alla drastica riduzione sull’entità dei trasferimenti si aggiunge ora questo gravissimo ritardo nella loro erogazione e l’incertezza assoluta sui tempi in cui avverrà.

Non posso nascondere la preoccupazione di vedere vanificati tutti gli sforzi che abbiamo compiuto in questi anni per riportare il nostro bilancio e il nostro Comune verso una situazione di normalità.
Serve un’analisi chiara delle prospettive e delle scelte che sarà eventualmente necessario fare, chiedendo il massimo della condivisione alle parti politiche e sociali della città».