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Venerdì 17 Novembre 2017 - Aggiornato alle 15:46 - Lettori online 672
COMISO - 04/09/2017
Economia - L’ipotesi di chiusura dello scalo casmeneo

Digiacomo difende aeroporto Comiso e critica Riggio

Sulla vicenda interviene anche il parlamentare Minardo Foto Corrierediragusa.it

Le dichiarazioni di Vito Riggio sul futuro degli aeroporti siciliani non piacciono a Pippo Digiacomo (foto). L’ex sindaco di Comiso, oggi parlamentare Pd, rigetta le ipotesi di ridimensionamento dei 4 scali siciliani che Riggio vorrebbe ridurre a due perché solo così funzionali alle ragioni economiche e commerciali della Sicilia. Per Digiacomo le esternazioni del presidente dell’Enac sono come «le febbri malariche: periodiche e non letali». Insomma un refrain già consumato per Comiso mentre, osserva il parlamentare comisano, «Riggio dovrebbe procedere autorevolmente, invece, nell´intimare alla Sac la privatizzazione della società di gestione di Fontanarossa. Poi si vedrà se l´imprenditore privato chiude Comiso o non lo valorizza adeguatamente».

Alle parole di Vito Riggio tuttavia bisognerebbe rispondere con i fatti da parte del management che ancora vaga alla ricerca di nuove rote nonostante nel bilancio di quest’anno e in quello del prossimo anno potrà contare su ben 5 milioni di disponibilità, tra finanziamenti regionali e fondi ex Insicem dalla ex Provincia, per attivare nuove rotte appetibili e economicamente redditizie. Comiso appare oggi come una struttura sottodimensionata rispetto al potenziale di traffico e di passeggeri che potrebbe soddisfare ed in questo senso si incuneano le pesanti parole di Riggio al quale bisognerebbe fornire ben altri numeri e cifre e soprattutto un progetto di sviluppo credibile.

Comiso tra l’altro, come ricorda Digiacomo, ha un grande potenziale per sviluppare l’area cargo che finora è stata ignorata nonostante l’aeroporto al momento della sua nascita, grazie anche a finanziamenti europei, basava la sua ragion d’essere sia sul traffico turistico sia su quello cargo. Gli spazi tuttora occupati dalla Aeronautica Militare e di proprietà dello Stato sono pronti per essere trasferiti a favore della Soaco per sfruttare la pista anche per i cargo ma anche in questo caso serve un progetto di sviluppo. La carne al fuoco è tanta e la società di gestione dovrà farsi carico di pensare alla grande e non limitarsi ad una manciata di voli che finora rendono appena mezzo milione di passeggeri l’anno. Troppo pochi nel lungo periodo per mantenersi il «lusso» di un aeroporto.

PER MINARDO "LE DICHIARAZIONI DI RIGGIO SONO INACCETTABILI"
Le parole del Presidente dell´Enac Vito Riggio rispetto alla presunta inutilità dell´aeroporto di Comiso, ha suscitato la ferma presa di posizione del parlamentare nazionale di Forza Italia Nino Minardo, che, "Nei mesi scorsi ed a più riprese - si legge testualmente nel comunicato - aveva denunciato all´opinione pubblica l´atteggiamento ostile allo scalo comisano di Riggio, e, contemporaneamente, auspicato una maggiore attenzione del governo alla tutela dell´importante infrastruttura, anche agevolando tariffe speciali per le quali lo stesso Minardo aveva già ottenuto un importante riconoscimento nella scorsa finanziaria".

"Riggio - ha dichiarato Minardo - è da sempre un dichiarato nemico di questo territorio e dell´aeroporto di Comiso in particolare; dapprima minacciandone da mesi la chiusura, e poi non dando corso al mio emendamento, approvato nella scorsa finanziaria, che prevedeva un cospicuo stanziamento per abbattere le tariffe in favore dei residenti che decidevano di volare da tutto il Sudest nello e dallo scalo casmeneo. Se esiste un problema di alleanze strategiche il governo nazionale e regionale lo dicano con chiarezza ai siciliani; se sono mutati gli equilibri, ed il rapporto tra Comiso e Catania va rivisto, siamo disponibili a sederci attorno ad un tavolo, ma in condizioni paritarie .

Se, al contrario, l´idea di Riggio e del governo che lo ha rinominato è quella di colpire Comiso, allora ha sbagliato di grosso. Come sempre accaduto nella storia di questa provincia, sulle grandi questioni territoriali, politica ed istituzioni sapranno creare un fronte comune che si opporrà ad ogni tentativo di far fallire l´importante infrastruttura. L´aeroporto di Comiso - conclude il parlamentare - non si discute, si difende e si deve salvare ad ogni costo e non esistono altre vie ed altri percorsi."

LE DICHIARAZIONI DI RIGGIO CHE NON SONO PIACIUTE
Per il presidente dell’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) Vito Riggio quattro aeroporti in Sicilia sono troppi. Ne basterebbero due, Catania e Palermo, con due sole società di gestione che inglobi da una parte Comiso e dall’altra Trapani. Riggio non vede sviluppo per i due scali minori della Sicilia orientale e occidentale. In una intervista rilasciata al Gds Riggio conferma quanto peraltro già emerge dai bilanci di Comiso e Trapani. I costi sono troppo alti per la gestione dei due scali e per raggiungere il pareggio di bilancio bisognerebbe fare almeno un milione di passeggeri l’anno. Comiso è lontanissimo da questa soglia, Trapani non ci arriva anche perchè Ryanair, che agisce praticamente in una condizione di quasi monopolio a Birgi, ha tagliato molti voli e molti dei comuni del trapanese non vogliono coprire le spese di mantenimento dello scalo.

Comiso è formalmente nelle mani di Soaco ma è condizionato dalla presenza maggioritaria di Sac, che gestisce Catania dove fa affari e profitti ma non investe in termini di risorse, mezzi e tratte sul «Pio La Torre». Dice Riggio: «Servono società uniche per governare i flussi di traffico e le risorse che impiegano per catturare questi flussi di traffico. Le gestioni vanno razionalizzate unificando Palermo e Trapani e Catania con Comiso».

Se non per Trapani e Palermo, dove Gesap e Airgest non hanno niente in comune, la tesi del presidente dell’Enac non trova molto fondamento per il polo Catania-Comiso visto che Sac è socio maggioritario ed avrebbe tutto l’interesse di far sviluppare lo scalo ibleo, cosa che non è avvenuta almeno finora. Sac ha pensato a incamerare traffico e tratte su Catania, ormai arrivata a sei milioni di passeggeri lasciando le briciole a Comiso tenendolo sul filo della soglia di mantenimento fino a quando ci saranno soldi pubblici.

Riggio non crede che i quattro aeroporti siano la ragione dell’aumento del turismo in Sicilia. «Il turismo da noi cresce per uno stato di necessità che ha imposto la chiusura di molte mete concorrenziali per la Sicilia nel Mediterraneo. Senza particolari meriti il MeridIone sta conoscendo un aumento esponenziale dei flussi turistici ma servono infrastrutture, strade e alberghi, per competere con altre località. Oltre agli aeroporti servono strutture di collegamento».