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Giovedì 23 Novembre 2017 - Aggiornato alle 20:23 - Lettori online 660
COMISO - 03/09/2017
Economia - Parla Vito Riggio

Per il presidente Enac "4 aeroporti in Sicilia sono troppi, ne bastano la metà". Il futuro dello scalo di Comiso non è troppo roseo

"Servono società uniche per governare i flussi di traffico" Foto Corrierediragusa.it

Per il presidente dell’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) Vito Riggio quattro aeroporti in Sicilia sono troppi. Ne basterebbero due, Catania e Palermo, con due sole società di gestione che inglobi da una parte Comiso e dall’altra Trapani. Riggio non vede sviluppo per i due scali minori della Sicilia orientale e occidentale. In una intervista rilasciata al Gds Riggio conferma quanto peraltro già emerge dai bilanci di Comiso e Trapani. I costi sono troppo alti per la gestione dei due scali e per raggiungere il pareggio di bilancio bisognerebbe fare almeno un milione di passeggeri l’anno. Comiso è lontanissimo da questa soglia, Trapani non ci arriva anche perchè Ryanair, che agisce praticamente in una condizione di quasi monopolio a Birgi, ha tagliato molti voli e molti dei comuni del trapanese non vogliono coprire le spese di mantenimento dello scalo.

Comiso è formalmente nelle mani di Soaco ma è condizionato dalla presenza maggioritaria di Sac, che gestisce Catania dove fa affari e profitti ma non investe in termini di risorse, mezzi e tratte sul «Pio La Torre». Dice Riggio: «Servono società uniche per governare i flussi di traffico e le risorse che impiegano per catturare questi flussi di traffico. Le gestioni vanno razionalizzate unificando Palermo e Trapani e Catania con Comiso».

Se non per Trapani e Palermo, dove Gesap e Airgest non hanno niente in comune, la tesi del presidente dell’Enac non trova molto fondamento per il polo Catania-Comiso visto che Sac è socio maggioritario ed avrebbe tutto l’interesse di far sviluppare lo scalo ibleo, cosa che non è avvenuta almeno finora. Sac ha pensato a incamerare traffico e tratte su Catania, ormai arrivata a sei milioni di passeggeri lasciando le briciole a Comiso tenendolo sul filo della soglia di mantenimento fino a quando ci saranno soldi pubblici.

Riggio non crede che i quattro aeroporti siano la ragione dell’aumento del turismo in Sicilia. «Il turismo da noi cresce per uno stato di necessità che ha imposto la chiusura di molte mete concorrenziali per la Sicilia nel Mediterraneo. Senza particolari meriti il MeridIone sta conoscendo un aumento esponenziale dei flussi turistici ma servono infrastrutture, strade e alberghi, per competere con altre località. Oltre agli aeroporti servono strutture di collegamento».