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Giovedì 21 Settembre 2017 - Aggiornato alle 19:27 - Lettori online 528
COMISO - 14/07/2017
Economia - Il Piano Industriale 2017-2020 approvato dal Cda

Aeroporto di Comiso: Soaco in rosso

Il problema è che negli ultimi due anni non ci sono stati apprezzabili miglioramenti nel traffico Foto Corrierediragusa.it

Soaco, la società che gestisce l´aeroporto di Comiso (foto), chiude in rosso e vede la possibilità del pareggio di bilancio solo nel 2020. I conti del 2016 vedono una perdita secca di quasi tre milioni di euro (2 milioni 910 per l´esattezza), ed anche l’anno in corso non si discosterà da questa cifra. Il Piano Industriale 2017-2020 approvato dal Cda prevede che solo grazie ad una quota di 875 mila passeggeri, il dopo di quelli attuali, la situazione economica finanziaria della società che gestisce l’aeroporto «Pio La Torre» possa essere in positivo. La relazione dell’amministratore delegato, Giorgio Cappello, parla di un miglioramento dei conti sin dal 2018 anche se non entra nel dettaglio del come si potrà arrivare a questo traguardo. A Comiso transitano 450 mila passeggeri e considerato che l’aeroporto è stato aperto nel 2013 il risultato può ritenersi soddisfacente almeno per i primi anni.

Il problema è che negli ultimi due anni non ci sono stati apprezzabili miglioramenti nel traffico ed anzi alcune rotte fisse sono state cancellate facendo diventare lo scalo ibleo più un aeroporto destinato ai charter ed ai voli stagionali, soprattutto estivi. Sui conti del Pio La Torre» pesano poi gli ingenti costi di gestione; il «Pio La Torre» costa un milione di euro l’anno, troppi per un piccolo aeroporto e soprattutto per i voli che garantisce per non parlare del costo del Cda e di un atteggiamento di Sac, socio di maggioranza che gestisce Catania Fontanarossa che non sempre ha convinto nelle sue scelte.

Negli ultimi mesi Catania ha visto aumentare sensibilmente il suo traffico grazie all’apertura di nuove rotte per scali europei appetibili (Amsterdam, varie destinazioni del Regno unito, est europeo e Istanbul) e la varietà di offerta da parte delle compagnie low cost (non solo Ryanair, ma anche Easy Jet, Vueling, Volotea, Blue air) mentre Comiso combatte con gli umori del management di Ryanair che ora taglia, ora aggiunge, ora diminuisce le frequenze dei voli. A Comiso servono nuove rotte, ben consolidate e verso scali richiesti in Italia ed in Europa ma sia il management precedente a guida Di Bennardo, sia l’attuale a guida Cappello, non sono riusciti nell’impresa pur avendo su tavolo i 7 milioni di fondi regionali, dell’ex Insicem, della Camera di commercio e del comune di Ragusa.

Il maxi bando per aprire nuove rotte è andato deserto un paio di volte, risultando non appetibile e il primo obiettivo del Cda dovrebbe essere quello di mettere a frutto il finanziamento ed allargare il bacino di Comiso. Questo il primo, ineludibile passaggio, per cercare di avvicinarsi alla quota di passeggeri ritenuta necessari per pareggiare i conti. Altrimenti il futuro diventa difficile e buio.