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Martedì 21 Novembre 2017 - Aggiornato alle 22:45 - Lettori online 692
COMISO - 04/06/2017
Economia - Perché si trovano a meno di 100 km dagli scali più grandi

Gli aeroporti di Comiso e Trapani sono penalizzati

L’allarme è stato lanciato da Michela Giuffrida, parlamentare europea del Pd Foto Corrierediragusa.it

In Europa ci sono 400 aeroporti che potranno beneficiare degli aiuti di Stato per far funzionare al meglio gli scali e investire nelle infrastrutture al loro servizio. Nell’elenco compilato dalla Commissione Ue non trovano posto Comiso e Trapani. I due aeroporti siciliani sono stati esclusi perché si trovano a meno di 100 km dagli scali più grandi, Catania e Palermo. La decisione presa a Bruxelles suona come una beffa proprio nel momento in cui i due scali che servono aree specifiche della Sicilia occidentale e orientale hanno bisogno di investimenti che alla luce della direttiva europea non potranno più essere garantiti dallo Stato. L’allarme lanciato da Michela Giuffrida, parlamentare europea del Pd, è arrivato a Roma come a Palermo e la Sicilia si dovrà ora attrezzare perché in sede europea si avvii un ripensamento. Nessuno si è fatto sentire a Bruxelles segnalando che i due scali siciliani sono proprio quelli che hanno bisogno di risorse viste le condizioni precarie di infrastrutture e viabilità nell’isola per cui i due scali svolgono una funzione sociale importantissima per i collegamenti con altre parti del Paese e di tutta l’Europa.

Dice Michela Giuffrida: «Il margine di negoziazione con la Commissione europea c´é ancora, per approvare una deroga che consideri gli svantaggi derivanti dalla condizione d’insularità del territorio siciliano. Si avvii al più presto il dialogo con i Ministeri dei Trasporti e degli Affari regionali facendo valere in Europa diritti ed interessi che si traducono in questo caso in investimenti plurimilionari per lo sviluppo e l´occupazione della nostra isola. E’ possibile avere una deroga spiegando la carenza infrastrutturale dell’isola. Regione e Ministero si muovano prima che sia troppo tardi».