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Venerdì 18 Agosto 2017 - Aggiornato alle 0:00 - Lettori online 404
COMISO - 23/05/2017
Economia - A 5 mesi dall’insediamento. L’ufficializzazione martedì prossimo

"Terremoto Soaco" dopo le dimissioni di Bocchetti

Toccherà al sindaco di Comiso Spataro decidere il nuovo nome Foto Corrierediragusa.it

Le dimissioni di Salvatore Bocchetti da presidente della Soaco erano nell’aria ed è per questo che la politica si stava già attrezzando per tamponare la falla che si è aperta nella cabina di regia della società di gestione del «Pio La Torre». Il manager di origine comisana, ma da anni con interessi a Bologna, ha mollato dopo appena cinque mesi. L´interessato ufficializzerà le sue dimissioni malterdì prossimo. Pippo Digiacomo analizza così la situazione: «Bocchetti si è reso conto che le esigenze di gestione dell’aeroporto on potevano essere soddisfatte nei ritagli di tempo o da lontano. In una fase ancora di start up l’aeroporto ha bisogno di attenzioni, di presenza e di lavoro che Bocchetti non poteva assicurare. Noi faremo presto per trovare un suo successore alla presidenza. Faremo un giro esplorativo nel partito e nella coalizione, poi il sindaco prenderà le sue decisioni».

La presidenza Soaco, il cui 35 per cento del capitale è del comune di Comiso, è infatti di competenza del sindaco e toccherà a Filippo Spataro decidere chi affiancare all’amministratore delegato Giorgio Cappello che resta al suo posto. Gli altri componenti del Cda sono Michela Stancheris, Silvana Tuvè e Sandro Gambuzza.

Dice ancora Pippo Digiacomo: «L’obiettivo di Soaco è arrivare ad un milione di passeggeri nei prossimi anni (finora sono stati 460 mila in quattro anni, n.d.r.) perché l’aeroporto sia in attivo e dovrà poi trovare il giusto equilibrio con le compagnie low cost. Il futuro dello scalo si gioca attorno a questi nodi».

L’aeroporto ha potenzialità inespresse e tocca al Cda di Soaco soprattutto trovare gli sbocchi necessari per portare verso Comiso nuove rotte e soprattutto consolidarle. I numeri dicono che i voli da e per il Pio la Torre hanno un fattore di riempimento alto e non solo nell’alta stagione. Più voli vogliono dire più passeggeri e quindi più profitto. Serve dunque una strategia industriale che per ora non si è vista o ha avuto comunque orizzonti un po’ ristretti.