Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 21 Novembre 2017 - Aggiornato alle 22:45 - Lettori online 634
COMISO - 22/04/2017
Economia - Il parlamentare del Pd ha chiesto un incontro con i vertici della Sac

L´aeroporto di Comiso non vola proprio

C’è da chiedersi se il Pio La Torre abbia veramente un futuro o si avvia a diventare un piccolo aeroporto periferico Foto Corrierediragusa.it

Palermo e Catania «volano» e Comiso sta a guardare le "stelle". La presentazione della programmazione invernale da parte dei vertici di Ryanair alla presenza dell’amministratore delegato di Sac, Nico Torrisi, offre spunti di ulteriore riflessione per il futuro prossimo del Pio La Torre. Catania e Palermo crescono con nuove rotte ma Comiso resta fermo. Non ci saranno infatti nuovi voli dallo scalo ibleo nella stagione invernale né per destinazioni europee né nazionali. Bisognerà accontentarsi delle rassicurazioni dell’Ad di Sac che dice: «Comiso per noi resta strategico, speriamo di avere presto novità da comunicare». Difficile alla luce della strategia della low cost irlandese e dei chiari di luna di Alitalia, il cui piano aziendale prevede più rotte intercontinentali e la cancellazione della maggior parte di quelle nazionali. Ryanair ha quindi annunciato che da Catania volerà anche su Francoforte ed aumenterà i voli su Treviso.

Paradossale la scelta di Francoforte in partenza da Fontanarossa visto che si tratta di una delle poche destinazioni europee da Comiso, e rischia così di essere una duplicazione a tutto vantaggio dello scalo etneo. Con l’orario invernale oltre a Francoforte si potrà volare solo su Charleroi perchè Londra, Dusseldorf e Dublino sono classificati come voli stagionali e i tanto decantati voli per Birmingham e Bruxelles sono solo dei charter «travestiti» da voli di linea. In un quadro così deprimente dal punto di vista operativo viene da chiedersi quale sia la strategia del nuovo Cda di Soaco, partecipata al 65 per cento da Sac, che si è insediato a gennaio ed è rimasto nel silenzio se non per annunciare contatti, progetti e presenze alle varie fiere del turismo. Dal punto di vista pratico risultati zero e certamente gli accordi con Ryanair per la prossima stagione invernale sarebbero stati importanti con l’istituzione di nuove rotte utilizzando tra l’altro i fondi ex Insicem, ben 16 milioni, messi a disposizione dal Libero Consorzio di Ragusa.

C’è veramente da chiedersi se il Pio La Torre abbia veramente un futuro o si avvia a diventare un piccolo aeroporto periferico, buono per emergenze varie a tutto favore di Fontanarossa e qualche volo che garantisca una redditività certa perché nessuno vuole rischiare più di tanto. Ci vorrebbe un piano industriale serio e credibile ma il nuovo Cda di Soaco con in testa l’Ad Giorgio Cappello è in grado di sostenerlo e portarlo avanti? Oggi la domanda è più che legittima.

Della situazione ambigua in cui il Pio La Torre si trova si è reso conto, forse con qualche ritardo, Pippo Digiacomo (foto), che reclama ora, a buon diritto, un chiarimento con i vertici di Sac. Il parlamentare Pd, già sindaco e «inventore» di Soaco, ha capito che non è aria buona quella che spira su Comiso perché le scelte Sac parlano chiaro. Dice Digiacomo: «Il nostro socio tende a fare concorrenza a Comiso visto che proprio in coincidenza con l’apertura di Comiso ha cominciato a praticare una politica di apertura verso le low cost per le quali proprio Comiso era particolarmente vocato. Fino ad allora a Catania le low cost erano scarse. Comiso non può essere un inutile fastidio per Catania anche perchè, a differenza del rapporto tra Palermo e Trapani, Sac è socio maggioritario di Soaco. Non consentirò il declino inesorabile di Comiso e ci mobiliteremo con tutte le forze. Sac finora ha alleggerito il patrimonio da me lasciato in dote a Soaco, 14 milioni di euro di capitale, piuttosto che - conclude Digiacomo - indirizzare voli verso il nostro scalo».


Comiso come Brescia
23/04/2017 | 14.55.03
Mauro Laccisaglia

L´apt di comiso rischia di diventare come quello di Brescia. L´aptr di Brescia è diventato di proprietà della società che gestiche l´apt di Verona.
Conseguenza: Brescia non ha più alcun volo civile e Verona aumenta il traffico voli e passeggeri. L´apt di Brescia è oramai esclusivamente un importante hub cargo di Poste Italiane e soprattutto di DHL ed altri.
Comiso, stando così le cose, potrebbe aspirare a diventare il più importante hub cargo del sud Europa: in questo modo non farebbe concorrenza ad alcun aeroporto nelle vicinanze.
Se la dirigenza non è all´altezza di portare voli e creare partnership con vettori passeggeri e meglio (è più remunerativo...) aspirare a diventare l´hub cargo numero uno nel sud E>uropo: traguardo molto più realistico e pienamente alla portata dell´aeroporto di Comiso considerando l´ottima posizione.