Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 444
CATANIA - 02/11/2013
Economia - Antenna Sicilia del gruppo Ciancio potrebbe cambiar pelle

Prima Tv all-news siciliana da Catania?

Intanto proseguono i licenziamenti: 29 tecnici su 39 in mobilità a Telecolor
Foto CorrierediRagusa.it

«Quando un’impresa vive in un contesto drammatico, deve fare fronte a scelte dolorose per potere sopravvivere». Per Renato Stramondo, direttore di rete di Antenna Sicilia e presidente del Cda di Telecolor (foto), tutto è partito cinque anni fa. E mentre proseguono i licenziamenti, con 29 tecnici su 39 in mobilità a Telecolor, si fa strada l´ipotesi sempre più fondata di una rete televisiva all-news, la prima in Sicilia. Stramondo lo lascia intendere tra le righe e non si sbilancia, ma pare proprio che sarà Antenna Sicilia, nel corso del 2014, a mutare pelle: da rete generalista a tv all-news 24 ore su 24 con copertura integrale dell´intera isola. I dettagli del progetto sono top-secret. «La crisi delle emittenti – dice Stramondo - è giunta in Sicilia nel secondo semestre del 2008 e ancora oggi non si vedono cenni di ripresa del mercato pubblicitario, sul quale si fondano le entrate. In presenza di bilanci in negativo per 4-5 anni consecutivi, sorgono problemi anche nel rifinanziamento bancario».

È una crisi strutturale?
«Sta assumendo questo assetto. Se alla diminuzione della pubblicità aggiungiamo gli investimenti imposti per il passaggio al digitale terrestre senza alcun contributo regionale, i conti sono presto fatti. Alle tv locali hanno tolto pure il rimborso all’80% per le spese dei consumi elettrici. Sa cosa significa trasmettere in tutta la Sicilia? Almeno 40 ripetitori».

D’accordo. Ma è possibile affidarsi solo ai tagli o esistono altre vie d’uscita?
«La crisi costringe a reiventare il prodotto, a ripensare la tecnologia aziendale, affermando la necessità di nuove figure professionali. è normale inviare tre troupe televisive per seguire lo stesso evento? Non soltanto sono costi in più, ma è uno spreco».

L’informazione resta un caposaldo?

«Sì. Ma serve che i giornalisti facciano anche i cameraman e poi montino i loro servizi al computer. Succede in tantissime realtà nazionali e internazionali, non vedo perché da noi non si possa fare. è una delle misure per andare avanti e per potere avviare, ad esempio, una rete all news siciliana».

Sta dando una novità?
«No comment».

Come giudica il sistema dei contributi?
«Iniquo. Almeno fino a quando una parte degli introiti verranno dati senza distinzione di sorta alle emittenti. Una realtà che dà lavoro regolare a decine di persone qualificate non può essere messa sullo stesso piano di un’altra che ha pochi lavoratori in cassa integrazione e senza contributi versati. Sappiamo di un uso spregiudicato delle autocertificazioni. L’auspicio è che dal 2015 il sistema venga rivisto in una chiave seria».

Quotidiano di Sicilia