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Domenica 19 Novembre 2017 - Aggiornato alle 12:07 - Lettori online 617
CATANIA - 02/11/2013
Economia - Antenna Sicilia del gruppo Ciancio potrebbe cambiar pelle

Prima Tv all-news siciliana da Catania?

Intanto proseguono i licenziamenti: 29 tecnici su 39 in mobilità a Telecolor
Foto CorrierediRagusa.it

«Quando un’impresa vive in un contesto drammatico, deve fare fronte a scelte dolorose per potere sopravvivere». Per Renato Stramondo, direttore di rete di Antenna Sicilia e presidente del Cda di Telecolor (foto), tutto è partito cinque anni fa. E mentre proseguono i licenziamenti, con 29 tecnici su 39 in mobilità a Telecolor, si fa strada l´ipotesi sempre più fondata di una rete televisiva all-news, la prima in Sicilia. Stramondo lo lascia intendere tra le righe e non si sbilancia, ma pare proprio che sarà Antenna Sicilia, nel corso del 2014, a mutare pelle: da rete generalista a tv all-news 24 ore su 24 con copertura integrale dell´intera isola. I dettagli del progetto sono top-secret. «La crisi delle emittenti dice Stramondo - è giunta in Sicilia nel secondo semestre del 2008 e ancora oggi non si vedono cenni di ripresa del mercato pubblicitario, sul quale si fondano le entrate. In presenza di bilanci in negativo per 4-5 anni consecutivi, sorgono problemi anche nel rifinanziamento bancario».

una crisi strutturale?
«Sta assumendo questo assetto. Se alla diminuzione della pubblicità aggiungiamo gli investimenti imposti per il passaggio al digitale terrestre senza alcun contributo regionale, i conti sono presto fatti. Alle tv locali hanno tolto pure il rimborso all’80% per le spese dei consumi elettrici. Sa cosa significa trasmettere in tutta la Sicilia? Almeno 40 ripetitori».

D’accordo. Ma è possibile affidarsi solo ai tagli o esistono altre vie d’uscita?
«La crisi costringe a reiventare il prodotto, a ripensare la tecnologia aziendale, affermando la necessità di nuove figure professionali. è normale inviare tre troupe televisive per seguire lo stesso evento? Non soltanto sono costi in più, ma è uno spreco».

L’informazione resta un caposaldo?

«Sì. Ma serve che i giornalisti facciano anche i cameraman e poi montino i loro servizi al computer. Succede in tantissime realtà nazionali e internazionali, non vedo perché da noi non si possa fare. è una delle misure per andare avanti e per potere avviare, ad esempio, una rete all news siciliana».

Sta dando una novità?
«No comment».

Come giudica il sistema dei contributi?
«Iniquo. Almeno fino a quando una parte degli introiti verranno dati senza distinzione di sorta alle emittenti. Una realtà che dà lavoro regolare a decine di persone qualificate non può essere messa sullo stesso piano di un’altra che ha pochi lavoratori in cassa integrazione e senza contributi versati. Sappiamo di un uso spregiudicato delle autocertificazioni. L’auspicio è che dal 2015 il sistema venga rivisto in una chiave seria».

Quotidiano di Sicilia