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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 932
VITTORIA - 29/06/2010
Cultura - Vittoria: la presentazione di un libro scritto a quattro mani

«La fine degli affanni» di Andrea Di Falco e Luca Castellano

Due trentenni (uno vittoriese, l’altro napoletano) cresciuti alla scuola di scrittura creativa Holden di Torino sotto l’ala protettrice di Alessandro Baricco Foto Corrierediragusa.it

«E’ un romanzo autentico che ha i quattro tempi di una gara di pallanuoto ma che è di formazione». Nello Correale, regista cinematografico che s’inventa «critico letterario» per amicizia e per l’occasione ma che si rivela amabile conversatore presenta così l’opera prima di Andrea Di Falco (nella foto), giornalista, direttore di Radio Futura Network, e Luca Castellano. Due trentenni (uno vittoriese, l’altro napoletano) cresciuti alla scuola di scrittura creativa Holden di Torino sotto l’ala protettrice di Alessandro Baricco che scrivono «La fine degli affanni», il loro primo romanzo a quattro mani mediando e trovando compromessi su stili e modi di scrivere.

Il primo compromesso nasce dall’idea della storia: si pensava a un documentario ma l’incontro col giornalista Darwin Pastorin li ha portati a scrivere un romanzo che vive sulla storia di un giovane pallanuotista Paolo Maria Imperatore, destinato a divenire un campione ma a tracciare anche la sua malinconia. La scansione dei momenti più importanti della sua esistenza, dagli amori presenti e passati che riaffiorano creando scompiglio nella vita del protagonista, sono battuti attraverso i tempi di un match di pallanuoto. Il tutto è condito da un conflitto interiore tra il nome impostogli dalla madre «Maria» e dall’esigenza di voler far esplodere a tutti i costi la sua virilità. Gioie e dolori che s’imbattono in una Napoli che vive ancora il sogno di Maradona.

Durante la presentazione avvenuta in due tempi a Vittoria per stampa e autorità nella Sala degli Specchi e a Villa Pace (Kastalia) per i lettori, Andrea Di Falco rivela l’attesa per la pubblicazione del romanzo edito da Mursia e la «ratio» del romanzo ch’è di iniziazione ma che colpisce soprattutto per il tono colloquiale e per la musicalità dei dialetti che caratterizzano il libro che alla fine risulta un omaggio al regno delle due Sicilie. Ma da un napoletano e un siciliano c’era da aspettarselo…