Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 872
VITTORIA - 14/02/2010
Cultura - Vittoria: si ripristina il culto della «Maronna a Catina»

E´ tornata ai fedeli la Madonna del miracolo

Simboleggia a «Maronna a catina» perché avrebbe spezzato le catene ai polsi di 3 palermitani condannati alla forca ingiustamente. Lo storico Alfredo Campo: «Non è un’opera d’arte, ma una creatività popolare dell’arte religiosa e votiva»
Foto CorrierediRagusa.it

Un simbolo della devozione vittoriese ritorna a risplendere grazie al recupero della piccola statuetta della «Madonna della Catena» (nella foto). Una piccola madonnina dalla veste rosa e dal mantello azzurro alta solamente 70 cm, «salvata dalle macerie» dell’oblio, è stata posizionata all’interno del Santuario della Madonna della Salute di Vittoria. Ciò è stato possibile grazie all’attenzione e alla sensibilità spirituale del parroco don Salvatore Converso, il quale si è dimostrato propenso nel farsi latore del risveglio del culto vittoriese che ha origini antiche.

E’ Giuseppe La Barbera, studioso di storia locale, che ci racconta l’origine di questo culto. «Nel 1392 nasce a Palermo durante il regno di Martino I di Sicilia. Pare che tre uomini condannati ingiustamente alla forca fossero stati incatenati davanti all’altare della Madonna nella chiesa del porto e si trovassero assieme ai loro aguzzini i quali avevano scelto quel luogo per ripararsi occasionalmente da un temporale. I tre condannati implorarono la Madonna e così miracolosamente le loro catene si spezzarono, mentre i sorveglianti cadevano in un sonno profondo. Fuggiti, furono di nuovo arrestati ma il popolo ricorse al re che solo dopo la constatazione della rottura inspiegabile delle catene, gridò al miracolo».

Da questo evento nasce il culto che si diffuse in tutta l’isola fino a giungere in epoca più recente a Vittoria. Il culto della Madonna della Catena come ci dice sempre il La Barbera, era presente nella Chiesa di san Vito, oggi non più esistente. Ma la nostra piccola madonnina della Catena restaurata si trovava sin dal secolo scorso custodita all’interno di un’edicola votiva ricavata sulla facciata di un palazzetto della via Bixio nei pressi dell’attuale piazza Del Popolo. Molti fedeli si recavano lì a pregare chiamando la strada addirittura con la denominazione popolare «a via ra maronna a catina». Successivamente la casa fu abbattuta e l’edicola distrutta, ma la madonna fu portata con sé dal suo proprietario.

E grazie al discendente di quest’ultimo, il notaio Francesco Giamporcaro attuale possessore, la madonnina è stata restituita al culto vittoriese. Ma il vero scopritore dell’importanza del simbolo sacro in questione, è stato Alfredo Campo, storico dell’arte e competente studioso del patrimonio artistico ibleo. Ha dato una lettura critica interessante del piccolo manufatto. «Dopo smisurate ricerche -dice Campo- possiamo affermare che non si tratta di un’opera d’arte, e nessuno vuole dimostrarlo, ma semplicemente di una creatività popolare, elaborata da uno scultore dallo
stile ingenuo ma essenziale, misurato e non improvvisato, dedito all’arte religiosa- votiva». Da qui la scoperta sensazionale. La piccola statuina che sembrava essere semplicemente fatta di terracotta è invece stata realizzata in cera e poi dipinta.

La scoperta l’ha fatta la restauratrice Giovanna Marinella Cataldi, la quale dopo aver ricevuto la Madonna parzialmente restaurata ma completamente ridipinta con smalti sintetici, ha lavorato con tanto di bisturi trovando il supporto ceroso situato all’interno del corpo materico. Solo dopo aver eseguito i saggi fino in profondità e dopo aver esercitato pressione ha individuato la cera. Quindi ha ragione Alfredo campo nel dire che anche un piccolo oggetto che non può definirsi opera michelangiolesca può svelare tante di quelle sorprese al punto da rendere un piccolo manufatto molto più prezioso di quanto potesse pensarsi.

Soddisfatto l’assessore alla Cultura del Comune di Vittoria Luciano D’Amico: «Sono felice che la statua della Madonna della Catena venga restituita al culto, dopo il restauro. Il culto della Madonna della Catena nasce in tempi remoti, a Palermo, mentre a Vittoria già nell’ottocento erano diffuse immagini sacre della Vergine ed esisteva perfino una edicola votiva in via Bixio. Voglio ringraziare quanti si sono impegnati per il recupero e la restituzione al culto di questo importante simbolo della storia del nostro territorio».

Adesso la Madonna della Catena, dopo il restauro realizzato, grazie alla partecipazione dell’Inner well con l sua presidente Serena Garrasi, il movimento Cittadinanza attiva vittoria- Scoglitti con Anna Chiaramonte, la provincia di Ragusa, il comune di Vittoria e la Banca Agricola popolare di
Ragusa, è stata posta su una base in marmo rosa di Portogallo, sorretta da un pilastro di pietra di Comiso, appositamente scheggiato dall’abilità tecnica dello scalpellino – scultore Giuseppe Pace, pronta a ricevere le preghiere dei tanti fedeli del comune ipparino e non solo.