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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:53 - Lettori online 721
VITTORIA - 20/01/2010
Cultura - Vittoria: la mostra sull’arte di Fausto Pirandello alla sala «Mazzone» è giunta alle battute finali

Fausto Pirandello, genio inquieto fra i grandi del ‘900

Giovanni Bosco s’aspettava più presenze ma non s’arrende: «Tradito da presidi e docenti, non hanno sentito il bisogno di portare gli studenti. E dire che l’ho fatto per i giovani di Vittoria»
Foto CorrierediRagusa.it

Uno, nessuno, Pirandello. Da padre in figlio, quando il genio artistico si tramanda fra tormenti interiori, angosce, depressioni, asocialità e crisi esistenziali. Gli umori altalenanti che hanno accompagnato il modo d’essere dei Pirandello. Per Giovanni Bosco, amante dell’arte e raccoglitore di opere di grande spessore culturale, Fausto Pirandello occupa il 3° posto dei grandi pittori del Novecento, dopo De Chirico e Sironi.

L’antologica su Fausto Pirandello, curata dal critico d´arte Vittorio Sgarbi, è in vetrina a Vittoria nella sala Mazzone dal 20 dicembre 2009 e resterà aperta al pubblico fino al 10 febbraio 2010. Sul registro posto all’ingresso si contano all’incirca 1000 firme. Ma Bosco non è contento, s’aspettava di più, soprattutto dalle scuole della città. «Non tanto dai ragazzi –dice con amarezza-ma dai docenti e dai presidi degli istituti scolastici di Vittoria. Hanno mostrato freddezza e indifferenza nei confronti di una mostra di straordinaria bellezza e di un artista che può essere considerato pietra miliare dell’arte pittorica del ‘900 che bel si colloca nel filone cubista. Sono venuti a visitare la mostra autonomamente alcuni ragazzi dello Scientifico e della scuola d’Arte. Ma i professori dov’erano?».

I quadri di Fausto Pirandello non sono in vendita. La mostra, diciamolo subito, non ha fini di lucro. «La mostra è- puntualizza Bosco- un’esposizione didattica e divulgativa, tende a seminare il concetto d’arte vera, non d’arredamento. Un’espressione dell’animo simile alla letteratura e alla musica».

Mille presenze in un mese non sono granché, ma siamo sicuri che Vittoria sia la piazza giusta per ospitare queste antologiche? Giovanni Bosco n’è convinto. «Allestire una mostra del genere in una metropoli o in città come Ragusa, Modica, Catania o in posti dove c’è già una certa predisposizione, non avrebbe avuto senso. Sarebbe stato facile raggiungere il successo prefissato. Io voglio scuotere la mia città, un po’ avulsa da questi eventi, e mi rivolgo ai giovani perché siano più sensibili e più ricettivi».

L’arte di Pirandello è l’ideale per fare breccia? Cos’hanno di peculiare queste espressioni pirandelliane? «Pirandello è unico- afferma Bosco- perché la sua arte indaga nei vari movimenti del ‘900 europeo. Fausto è un intimista, inquieto, asociale, introverso. E’ condizionato dalla forte personalità del padre. Della quale riesce a liberarsene solo dopo la morte di Luigi. Però ha molto del padre, è simile, indaga nella mente umana con la stessa perseveranza e rigore del drammaturgo».

La figura predominante nei quadri di Pirandello è la donna (nella foto). Sgraziata, sformata, brutta, quasi che l´artista voglia mettere in risalto la decadenza del corpo. L’antologica chiuderà i battenti il 10 febbraio 2010. Pochi giorni per ammirare l’artista siciliano e dare valore al lavoro di Giovanni Bosco. «Ci rimetto ma insisto- dice l’organizzatore dell’evento- perché, non dico i nomi, ma a fine febbraio tornerò in questa sala della mia città con un altro artista di immenso e indiscutibile valore mondiale».

Giovanni Bosco