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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 654
VITTORIA - 28/07/2009
Cultura - Vittoria: grazie al restauro curato dalla Fidapa la tela sacra ritorna nella Basilica

La "Madonna col Bambino" brilla di nuova luce

L’opera sacra ipparina restaurata dalla fine mano di Laura Piccione è stata sottoposta a esame radiografico dal dr Umberto Copani al «Guzzardi»

La sezione vittoriese della Fidapa ha curato il restauro della tela che raffigura la "Madonna col Bambino" ubicata nell´edicola dell´altare centrale della Basilica di San Giovanni Battista di Vittoria. Il tutto grazie anche al sostegno economico dell’azienda Colandonio e dello Studio di architettura Dezio-Corbino. L´opera, di pregia fattura, si trovava nell´edicola sin da quando fu
donata in occasione dell´elevazione della nuova chiesa di San Giovanni, ricostruita dopo il terribile terremoto del 1693, a Basilica intorno al 1750.

Fu in questo periodo, infatti, che l´arciprete don Enrico Ricca volle l’aggregazione della chiesa di Vittoria alla Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma e in tale occasione avvenne l´elevazione.

Ma è a Roma che per ordine del Papa Paolo V, tra il 1606 e 1612, fu edificata all´interno della basilica liberiana, Santa Maria Maggiore per l´appunto, una cappella detta Borghese o Paolina allo scopo di custodire l´immagine della Vergine "Theotòkos" con il titolo di "Salus Populi Romani" la cui produzione si fa risalire all´evangelista Luca.

L´immagine era molto venerata tant´è che si racconta, ci dice la storica Bianca Di Martino, che Papa Gregorio Primo Magno durante una pestilenza l´avrebbe portata in processione verso la mole Adriana fino a Castel Sant´Angelo, luogo dell´apparizione dell´Angelo che riponeva nel suo fodero la spada. Segno, il gesto, che la pestilenza era finita. Papa Leone IV avrebbe domato, grazie alla sacra icona, un incendio nelle vicinanze di San Pietro. Ecco che l´icona venerata nella nostra chiesa Madre è molto simile a quella venerata a Roma; ciò è confermato dalla stessa sua provenienza capitolina.

Adesso l´opera sacra ipparina, restaurata dalla fine e professionale mano della maestra Laura Piccione, che si è occupata di molte altre opere come la stessa Statua del santo Patrono di recente riportata al suo antico splendore, giace in forma integrale nella parte laterale destra della Cappella del Sacro Cuore sempre all´interno della basilica vittoriese. Al posto dell´originale nell´edicola sopra l´altare maggiore ora è stata posizionata una copia simile dell´icona votiva. L´operazione è stata effettuata per garantire alla tela originale una riappropriazione della sua estensione originaria in quanto quest´ultima per essere utilizzata nel 700 fu piegata e ridimensionata.

"L´autore della «Madonna col bambino" - scrive Alfredo Campo- pur tenendo presenti gli elementi iconografici ed espressivi dell´opera Salus Populi Romani, con un suo personale ed autentico linguaggio artistico ripropone l´opera servendosi di una nuova orchestrazione pittorico figurativa incisiva e caratterizzata dalle pennellate scure di colori che costruiscono ed evidenziano la sacralità raccolta della «Madonna e del Bambino".

Il volto della madonna e del bambino rifulgono della stessa luce "intensa ecostruttiva, che entra morbidamente nelle diverse pieghe del manto non solo per sottolineare la struttura anatomica dei corpi ma anche l´eccellente fusione di volumi e colori, conferendo alle immagini una positura equilibrata e classica".

Il restauro ha riguardato "la velatura della superficie pittorica per riconsolidarla; una pulitura del retro meccanica e chimica e la foderatura della tela originale con l´applicazione della doppia pattina di lino mediante collanti idonei". L´opera è stata sottoposta anche a radiografie realizzate dal dr. Umberto Copani presso ´ospedale «Guzzardi» di Vittoria.

Alla cerimonia erano presenti, oltre alla presidente della Fidapa Salvina Lo Monaco Di Trapani, alcuni storici come Bianca Di Martino e critici dell´arte come Alfredo Campo il quale ha curato l´analisi critico estetica dell´opera. Don Giuseppe Antoci, che ha curato la lettura iconografica della Salus Populi Romani, la restauratrice Laura Piccione e l´Arciprete parroco don Vittorio Pirillo.