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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:21 - Lettori online 1505
VITTORIA - 02/07/2009
Cultura - Vittoria: anniversario della edificazione del tempietto del «Golgota»

Vittoria: piazza Calvario a 150 anni dalla costruzione

La storia di un monumento simbolo che meriterebbe essere preservato dall’incuria e dall’arte delle «bombolette spray» Foto Corrierediragusa.it

Il tempietto di Piazza Sei Martiri (nella foto) a Vittoria compie 150 anni. Ben portati, tranne qualche piccolo imbrattamento parietale subito negli ultimi tempi. Il tempietto circolare che oggi occupa la parte quasi centrale della piazza, da sempre identificata come piazza " Calvario", fu edificato nel 1859 su progetto dell´architetto Salvatore Battaglia.

In realtà c´era un piccolo tempio più antico ubicato un po´ più a destra dell´attuale edificio, che nel 1859 venne dichiarato inagibile. Furono dei padri cappuccini venuti a Vittoria in quell´anno a convincere i Confratelli della Congregazione del Santissimo Crocifisso ad avviare a proprie spese una nuova edificazione del tempietto. Questo riporta Emanuele Ingrao, attuale prefetto superiore della Confraternita, nel suo libro "Cenni storici della Congregazione del Santissimo Crocifisso di Vittoria", una pubblicazione edita dal Rotaract club di Vittoria negli anni 80 e frutto di un intensa ricerca storica e documentale ad opera del suo autore.

Il vecchio tempietto dichiarato fatiscente fu presto demolito per far posto a uno nuovo, quello attuale. E proprio quest´edificio sacro a tutti gli effetti, in quanto conserva all´interno una cappella nella quale recentemente si sono tenuti raduni di fedeli in preghiera, tuttora in proprietà della medesima Congregazione, fu progettato in forma circolare. Esso si presenta, ci dice Ingrao, "a pianta circolare, con due corpi laterali giustapposti di stile neoclassico, che alla base ospita una cappella adorna di alcuni affreschi. Sulle pareti esterne si trovano cinque lunette che racchiudono delle scene della crocefissione in ceramica, sormontate da altrettanti fregi; cominciando da quello sulla porta d´ingresso della cappella che rappresenta un gallo, procedendo in senso antiorario, i fregi soprastanti le lunette sono: un paniere con i tre chiodi della crocefissione, i due flagelli incrociati, il contenitore dell´aceto con cui fu dissetato Gesù Cristo. Al piano superiore abbiamo una serie di otto colonne che reggono una trabeazione circolare, chiusa da una cupoletta sotto la quale si trovano 3 grandi Croci di ferro".

E proprio attorno al monumento del " Calvario" si svolge tutta la rappresentazione del Venerdì Santo, luogo del sacro misto al profano. Il sacro che vede il suo culmine nella processione della mattina, quando dalla Chiesa madre di San Giovanni Battista, i "cruciffissari", chiamati così i membri della Congregazione sorta ad opera del Venerabile Padre gesuita Luigi La Nuza nel 1644, portano il cataletto con il simulacro del Cristo morto in processione giungendo direttamente ai piedi del tempietto. Qui attorno all´edificio storico, ogni anno viene realizzato un palco scenografico in cui si svolgono in serata "I parti" ovvero le rappresentazioni sacre, scritte dal marchese Alfonso Ricca di Tettamansi, messe in scena per la prima volta nel 1859, e che tuttora vedono la partecipazione di attori di fama, grazie all´intervento del regista che da anni si occupa della messa in scena, il maestro Gianni Battaglia.

Al termine della rappresentazione, una forma di teatralità sacra imperniata tutta sui versi classicheggianti del Ricca, e più volte rielaborata, con prologhi ed epiloghi dello scrittore vittoriese Emanuele Giudice, parte la processione di rientro in basilica con L´Urna fatta realizzare nel 1834
dall´allora prefetto superiore il barone don Gioacchino Ricca della Scaletta parente del marchese Alfonso autore del dramma.

Oggi il Calvario conserva la sua originaria bellezza architettonica, ma sarebbe auspicabile nel centocinquantesimo anniversario della sua edificazione un restauro proficuo soprattutto ai fini di una maggiore salvaguardia dagli innumerevoli oltraggi e scempi causati negli ultimi anni da coloro che, attraverso bombolette spray pensano di segnare un´epoca in cui una forma di "para o pseudo arte" talvolta incomprensibile e mal posizionata tenderebbe, con insuccesso per fortuna, a fagocitare un´altra forma di arte, quella autentica, elaborata, storica e vibratoria elevata a testimonianza di un passato e della memoria più o meno recente d´un popolo intero.