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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 1088
VITTORIA - 14/09/2014
Cultura - Nell’anno del 370 anniversario della Congregazione aperta la nicchia del Crocifisso

Ritrovato l’autore della "Crocifissione in cartapesta"

L’opera fu commissionata nel 1912 e realizzata dallo scultura leccese Luigi Guacci
Foto CorrierediRagusa.it

Nel 2012 veniva fatta restaurare dai Crucifissari di Vittoria la Crocifissione (foto), gruppo statuario in cartapesta che raffigura il Calvario. Un’opera della quale, purtroppo, se ne sconosceva però l’autore. Si supponeva solo la provenienza. Senza fare azzardate attribuzioni, scrivemmo che l’autore era ignoto. Ma quell’opera di elegante manifattura avrebbe meritato certo uno studio più approfondito.
Nel 2014, grazie alle ricerche nell’archivio della Confraternita, condotte dal confrate archivista marchese Salvatore Palmeri di Villalba, è saltato fuori l’autore e qualche notizia in più. Il gruppo statuario, dal titolo la ‘Crocifissione’ è datato 1912; autore è Luigi Guacci da Lecce.

Luigi Guacci (1871-1934) è lo sculture che operò a Lecce e a Roma dove realizzò: Saffo e Faone, oggi esposte all’Accademia di S. Lucia in Capitale, o l’Adone morente. E poi altre opere a Milano: l’Ecce Homo, la Madonna Addolorata e un S. Antonio. La sua presenza è certificata a Lione, Salerno e nella sua Lecce, dove fondò una bottega con 80 maestri cartapestai. Fu geniale creatore delle bambole in cartapesta.

Le ricerche del confrate Palmeri, regalano particolari interessanti. Pare che l’opera fosse stata commissionata dai confrati Iacono e Leni di Spadafora, che agli inizi del novecento, si occupavano di tutto ciò che riguardasse la vita della prestigiosa Confraternita.

«In realtà le carte d’archivio –dice Palmeri di Villalba- non offrono molte informazioni. Sono presenti solo due lettere della ditta che realizzò l’opera. E in una delle due, si dice che «qualora i confrati avessero voluto includere nel gruppo statuario anche la Maddalena, l’opera sarebbe costata non più 100 lire come preventivato, bensì lire 130’. L’altra lettera sembrerebbe la fattura».

La Crocifissione, dunque, che oggi troneggia all’interno di una nicchia dell’Oratorio della nobile Cofraternita un tempo si trovava allocata all’interno della cappella del Calvario in piazza ‘Sei Martiri’. Il trasferimento nell’attuale sede è stato effettuato dopo il restauro eseguito nel 2012, a spese della Congregazione. Un ritrovamento importante che si allinea con l’anno che la Congregazione sta vivendo, quello della celebrazione del suo 370esimo anniversario dalla fondazione.

Quest’anno, infatti, per l’occasione durante la ricorrenza dell’Esaltazione della Santa Croce, è rimasta aperta eccezionalmente la porta della nicchia dell’antico oratorio nella Basilica di San Giovanni Battista per consentire ai fedeli di poter adorare il simulacro del Cristo Crocifisso e dell’Addolorata solitamente portati in professione una volta l’anno durante la Passione del Venerdì Santo.