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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 603
VITTORIA - 11/09/2014
Cultura - Con inizio il 13 settembre e per quattro mesi la mostra sul genere floreale del XVII secolo

"Pergamene fiorite", ponte culturale Vittoria-Firenze

«Pergamene fiorite» e i rari del museo della Natura morta a Poggio a Caiano. Tra i restauratori delle opere esposte anche Livio Nappo, autore del recente recupero dell’atto in pergamena dei Crucifissari di Vittoria
Foto CorrierediRagusa.it

Dall’antica pergamena dei Crucifissari vittoriesi alle «Pergamene fiorite» di Poggio a Caiano. Un ponte culturale che ancora una volta unisce la Sicilia e la Toscana, l’arte e il restauro d’eccellenza. Perché nella mostra dei «mai visti» tra le «Pergamene fiorite» esposti alla villa medicea di Poggio a Caiano a partire da giorno 13 settembre fino al 14 dicembre, ci saranno alcune opere restaurate dal fiorentino Livio Nappo, autore con Ca.Li.Per. Officina, dell’importante recupero dell’atto di aggregazione dei Crucifissari vittoriesi, il più antico in pergamena che si conservi nella città ipparina.

La mostra dal titolo «Pergamene fiorite, Pitture floreali dalle collezioni medicee», curata dalla direttrice Maria Matilde Simari, allocata per quattro mesi nella splendida cornice dalla Villa di Poggio a Caiano, da poco inserita nel patrimonio Unesco, vuole illustrare «un aspetto inedito del collezionismo mediceo con opere che uniscono il fascino poetico e cromatico dei fiori e i loro significati simbolici, all’attenzione della raffigurazione botanica».

«Una mostra – ha spiegato la soprintendente Simari - che offre ai numerosi visitatori della Villa - il 50 per cento stranieri - un percorso tra fiori e specie botaniche del sei settecento, nel pieno gusto del XVII secolo». E La Simari annuncia anche prossimi progetti che coinvolgeranno la valorizzazione della Villa in Expo 2015 a Milano.

Nella mostra di Poggio a Caiano, emerge l’interesse per i fiori, in un’epoca in cui «la miniatura si staccava dalla classica collocazione libraria per ornare supporti in pergamena, formando così, un autonomo genere pittorico.

Le opere che saranno esposte sono dell’ascolana Giovanna Garzoni, (1642 -1651), Lorenzo Todini (1646-fine del sec. XVII), Teresa Berenice al secolo Luisa Maria Vitelli (1687-1738).

«Un genere pittorico nuovo di un’epoca barocca – ha sottolineato Elisa Acanfora, docente universitaria e presidente della sezione cultura del Lyceum club di Firenze- sottovalutato dagli storici dell’arte e che viceversa mette in risalto inediti del costume sociale dell’epoca, come ad esempio il fatto che i fiori rientrassero anche nell’interesse degli uomini, sia per il loro gusto estetico che per un sapiente uso botanico.
Il recupero dei manufatti esposti è stato eseguito da Livio Nappo, autore dei recenti importanti restauri siciliani e da Filippo Capellaro, anche lui come Nappo, formatisi alla Scuola di Alta Formazione dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, attualmente diretta da Letizia Montalbano.


Nella foto in alto, da sinistra Filippo Capellaro, Elisa Acanfora, Maria Matilde Simari, Livio Nappo