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VITTORIA - 10/05/2014
Cultura - Al Cenacolo di Sant’Apollonia si parla di Vittoria e della Sicilia

Pergamena dei Crucifissari tra opere d’arte a Firenze

Alla presenza di esperti del mondo scientifico e dei Beni culturali provenienti da tutta Italia, il restauratore Livio Nappo ha esposto l’opera d’arte ipparina riportata al vecchio splendore dalla Ca.Li.Per Officina
Foto CorrierediRagusa.it

La città di Vittoria ha fatto capolino a Firenze. Al Cenacolo di Santa Apollonia, l’ex convento di monache benedettine fondato nel 1339, si è parlato, grazie all’intervento del restauratore Livio Nappo (nella foto con la direttrice della Scuola dell’Opificio delle Pietre Dure, Letizia Montalbano), anche della pergamena dei Crucifissari, del suo recente recupero e della città ipparina. Una sala gremita di esperti provenienti da tutta Italia, esponenti del mondo scientifico e dei Beni culturali tra i quali anche i massimi rappresentanti dell’Opificio delle Pietre Dure, promotore, quest’ultimo del convegno.

Hanno presieduto infatti, il soprintendente Marco Ciatti, Letizia Montalbano, direttrice della Scuola di Alta formazione dell’Opificio e Maurizio Michelucci, già direttore della Scuola. Un simposio di bellezza, quella delle opere d’arte, raccontate ed esposte attraverso interventi sui diversi settori di restauro, dal lapideo al tessile, dal pittorico al cartaceo a quello dei metalli. Si è parlato del restauro di opere di notevole pregio; di un tondo di Botticelli, dei paramenti di San Bernardo degli Uberti; della tunica di Maometto, vera e propria reliquia sacra. Una sequenza di immagini e di interventi di alta qualità espositiva hanno raccontato il modo in cui le opere sono state smontate, recuperate e riassemblate con maestria e precisione.

«E’ giusto che sia così – ha aggiunto Giorgio Bonsanti, ex soprintendente del prestigioso Istituto– perché la qualità dell’Opificio si è sempre distinta negli anni, grazie all’ottimo insegnamento dei suoi docenti». Promosso il restauro a 360 grandi dunque con tutte le attività parallele necessarie a recuperare meglio i tesori d’arte.

Oggi il restauro unisce, infatti, sapienza artigianale e tecniche ultime d’ingegneria, sempre nel pieno rispetto della conservazione, linea di principio tanto cara all’0pificio. E l’Opificio insieme all’Istituto Centrale per il Restauro e l’Istituto per la Patologia del Libro di Roma, si configurano come massime autorità in tema di restauro a livello nazionale ed extraeuropeo.

In questo contesto di alta elaborazione culturale si è parlato di un pezzo della Sicilia dell’età moderna e di Padre La Nuza. Di quella pergamena, del 1678, l’Atto di aggregazione dei Crucifissari, del cui restauro ad opera di Nappo si è tanto parlato. Livio Nappo è figlio degli insegnamenti della restauratrice Letizia Montalbano, di Michela Piccolo e continuando fino alle tecniche di Sergio Boni, appartenente questo ad una nota storica famiglia di restauratori fiorentini di inizio secolo. Livio Nappo ha esposto il tema partendo dalle tecniche di restauro più comuni, volgendo l’attenzione al suo metodo innovativo delle bande elastiche che consiste nell’applicazione di fasce applicate lungo il perimetro dell’oggetto consentendo di tenere sotto controllo le deformazioni della pergamena e preservandone la planarità.

Reduce da una selezione accuratissima l’intervento è stato premiato per l’originalità del tema, la bravura dell’esecuzione e l’interesse verso una parte della Sicilia, di cui oggi si parla solo per questioni di criminalità o immigrazione. Firenze invece ha premiato non solo il lavoro di Nappo e della sua Ca.Li.Per Officina, ma ha anche elevato la Città di Vittoria, la congregazione dei Crucifissari e la sensibilità dei suoi abitanti migliori, agli onori della cultura del restauro al livello nazionale e d’oltralpe.

Sotto, le altre foto. Cliccateci sopra per ingrandirle