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VITTORIA - 14/04/2012
Cultura - Continua l’attività di recupero di opere sacre

La «Crocifissione», opera in cartapesta restaurata

Opera di autore ignoto, dal 29 aprile sarà a disposizione del popolo dei fedeli
Foto CorrierediRagusa.it

«La Crocifissione» (foto), scultura in cartapesta che raffigura il Cristo in croce, la Madonna, S. Giovanni e la Maddalena, di proprietà della Congregazione del Santissimo Crocifisso di Vittoria, torna al suo antico splendore per mano della restauratrice Giovanna Comes. Tale recupero «conservativo ed estetico», è stato possibile grazie all’interesse dei confrati del Crocifisso e del loro neo prefetto superiore Vittorio Campo. «Da anni ormai – dice Campo – la Confraternita si impegna nel ripristino degli oggetti di culto attinenti al Venerdì Santo e di proprietà della stessa, ma da mettere a disposizione del popolo dei fedeli».

A tal proposito ricordiamo, infatti, il restauro dell’antico stendardo che oggi viene riportato in processione nel giorno della Passione, e già prima ancora quello dell’Urna Sacra fatta realizzare nel 1834 dal barone Gioacchino Ricca della Scaletta, per finire con il restauro del tempietto di piazza Calvario, opera quest’ultima ristrutturata grazie alla precedente amministrazione presieduta da Emanuele Ingrao.

Un culto museale che diviene al contempo dinamico attraverso il rinnovo dei simboli della Fede nei quali si identifica la pia devozione e il culto popolare. Staticità d’opera e dinamismo di fede dunque sono le parole chiave per interpretare il gesto e l’interesse di riportare in vita oggi «La Crocifissione»: opera scultorea datata secolo XIX di scuola leccese. Nel classificare il manufatto come appartenente a quella scuola antica che a Lecce ha dato le migliori rappresentazione sacre in cartapesta, grazie a capimastri non indifferenti, le si attribuisce un alto valore artistico e museale.

L’autore è ignoto ma l’espressione artistica ruota attorno ad una maestria espressiva che fa contrariamente di quattro figure statiche, un complesso figurativo parlante e dinamico. Colori non sfavillanti, ma precisi, tenui ed omogenei. La gestualità dei personaggi è individualmente marcata ma si differenzia; la mani congiunte in preghiera della Maddalena, la posa prostrata e inginocchiata della Madonna e lo stupore di San Giovanni riportano la composizione attorno ad una centralità piramidale alla cui cuspide spicca il Crocifisso che non eccessivamente insanguinato mostra il capo chino.

Dalla disposizione piramidale delle figure emerge un corpus unico tinto dall’unico «colore spirituale» composto dai pigmenti della sofferenza e del dramma per la morte del figlio di Dio. C’è un particolare che colpisce l’osservatore, ovvero il contrasto tra le vesti e l’incarnato dei personaggi. Le vesti hanno una colorazione se pur tenue ma ben marcata che tende a sovrastare persino il colore della carne. Pallido e bianco nei tre soggetti vivi e in basso, colorito e acceso quello del Cristo morto posto in alto. Nel «paradossale contrasto cromatico» si intuisce il tentativo dell’autore di voler forse affermare il valore della vita oltre la morte nell’attesa della Risurrezione così come dello Spirito anche del corpo del Cristo.

Come le sculture leccesi anche la nostra opera presenta i tratti salienti di quella tradizione artistica, nel colore, nel plasticità e nella composizione dei personaggi. L’arte della cartapesta che anticamente era detta «dei poveri» perché per realizzarla venivano usati materiali poverissimi come la carta, la paglia, il fil di ferro, la creta e ogni tipo di altra carta sminuzzata macerata e poi impastata con colla è diventata nobile, con il bene placito della Chiesa stessa, soprattutto nell’uso di illustri capimastri come quelli leccesi. In essa si annoverano nomi di pregio come Salvatore Sacquegna, Francesco Giancane, Giovanni Ripa, Rocco Zappatore e Raffaele Caretta. Tutti autori di opere in cartapesta che hanno sempre di più contribuito ad innalzare il culto del Cristianesimo attraverso il manufatto.

L’opera «La Crocifissione» sarà presentata a Vittoria, al pubblico dei fedeli il prossimo 29 aprile e la presentazione avverrà in Chiesa Madre subito dopo la celebrazione della Santa Messa delle 19. Infatti il parroco, don Vittorio Pirillo, benedirà il gruppo scultoreo per poi lasciarne la collocazione in una nicchia dell’Oratorio della Congregazione del Santissimo Crocifisso.