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VITTORIA - 25/03/2011
Cultura - Vittoria: un mese d’arte a Vittoria nel nuovo spazio espositivo Edoné

«La Carne e l’anima» di Vadalà attraverso il corpo

La mostra, organizzata dal direttore di "Arte viva" Giovanni Bosco, rimarrà aperta dal 26 marzo fino al 24 aprile. Saranno presenti i critici Andrea Guastella ed Elisa Mandarà
Foto CorrierediRagusa.it

Arte Viva dal 26 marzo al 24 aprile 2011 in via Cavour a Vittoria nel nuovo spazio espositivo Edonè. Giovanni Bosco, direttore dell’Area culturale polivalente inaugura un’importante personale di pittura «La Carne e L’anima» di Luciano Vadalà.

La mostra curata da Giovanni Bosco ospita circa quaranta opere uniche, dense di contenuti; nella loro inquietudine entrano in scena personaggi che scrutano e dialogano con chi si sofferma nell’osservazione. «Nei quadri di Vadalà –afferma Bosco- «...Le figure hanno una loro presenza, una loro essenza, una loro vita…»

Tra le opere esposte, di notevole interesse troviamo: «San Sebastiano contemporaneo» omaggio ad Agenore Fabbri, «Burattino con la maschera» che ricorda James Ensor, «Relax in green and water» inquietante quanto affascinante, opera dalle grandi dimensioni.

Elisà Mandarà, intellettuale e critica d’arte, così si è espressa sul’artista Luciano Vadalà: «Sono carichi di tensioni esistenziali gli studi che Luciano Vadalà conduce sulla figura umana. Giochi di rifrazioni dell’io, allo specchio con le proprie disgregazioni coscienziali, proiezioni intensamente metaforiche delle dinamiche relazionali umane, ricerche sul non dicibile (…). Temi di drammatica complessità, che Luciano Vadalà connota col registro predominante dell’esasperazione, debito primario alle variegate istanze espressionistiche rintracciabili nell’opera figurativa dell’artista. Un dettato dispiegato in una pittura formalmente strutturata, capace pertanto di limitare la portata autobiografica del gesto, eppure non dicotomica rispetto a procedimenti di automatismo del fare arte, del poiein, come denuncia l’interessante trattamento della materia, scagliata con forza sulla tavola, ricettacolo duro, abile a reggere l’urto vitalistico intrinseco ai sensi primi della collezione di Vadalà. (…) Studi di uomini e donne, di sovente combinati entro scorci che gettano un bagliore, quasi un flash, su un loro intrico di corpi, sentimentale, carnale, altrove iconiche epifanie di tipologie umane, emergono in uno spazio straniato, bloccati in una impossibilità al gesto e simultaneamente dinamicamente perturbati».